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Adagio – Recensione: Life

Ho aspettato questo disco otto anni. Con gli Adagio era scoccato il colpo di fulmine fin dall’esordio, il pur derivativo “Sanctus Ignis“, ma sono rimasto folgorato dall’ultimo, immenso capolavoro “Archangels In Black“, uscito ormai nel lontano 2009. “Life“, quinto disco in carriera per la band francese, ha avuto una gestazione travagliata a causa della campagna di crownfounding iniziata oltre due anni fa (ed andata decisamente a buon fine), che ha rallentato, e non poco, i lavori. Ma alla fine abbiamo tra le mani questa nuova opera di Stephan Forté e soci, ancora incentrata su un progressive metal sinfonico di pregevole fattura. I nostri non raggiungono i fasti del cd precedente, ma si confermano comunque una splendida realtà per il genere, appena dietro a una band monstre come i Symphony X.

Life” si fonda in modo del tutto naturale su una base ritmica prog, con il basso spesso protagonista, mentre le orchestrazioni possiedono un’anima smaccatamente etnica ed orientaleggiante. Il pianoforte in realtà è lo strumento portante delle varie song, sia nei momenti più classici, sia nei passaggi veloci, con Forté chiaramente sugli scudi. E poi veniamo alla vera novità di questo album, ovvero la presenza di Kelly Sundown Carpenter dietro al microfono,  fenomenale vocalist attualmente impegnato coi Civil War, ma in passato anche con Beyond Twilight e Darkology, che interpreta in maniela ruggente e passionale le nove song del disco. Spesso e volentieri gli Adagio iniziano i brani con lunghi incipit sinfonici, ora cinematografici, ora più delicati grazie a flauti e strumenti tradizionali, per poi sfoderare rabbia e grinta in sfuriate metalliche. “Life” è un’opener di nove minuti, che racchiude tutte le qualità della band transalpina, eleganza, magniloquenza ed un’efficace apertura melodica nel ritornello. Tra slappate di basso (“Subrahmanya“), momenti darkeggianti e claustrofobici che si avvicinano ai Beyond Twilihgt (“I’ll Possess You“), fino ad arrivare ad un emozionante finale (“Torn“), gli Adagio chiudono idealmente il cerchio su questo nuovo album, un lavoro di classe sopraffina, tecnico, ma nello stesso tempo passionale e conturbante.

Tra i migliori dischi ascoltati in questo 2017, “Life” ci riconsegna una band preparata ed ispirata, una spanna sopra molti altri gruppi del settore. Gli Adagio hanno l’obbligo morale di non adagiarsi sugli allori, ma di insistere proprio adesso per godersi in seguito il meritato successo ed aumentare il proprio bacino di pubblico, al cospetto di un nuovo grande lavoro. Perchè, fermarsi altri otto anni, sarebbe davvero peccato mortale.

 

Voto recensore
8
Etichetta: Zeta Nemesis Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Life 02. The Ladder 03. Subrahmanya 04. The Grand Spirit Voyage 05. Darkness Machine 06. I’ll Possess You 07. Secluded Within Myself 08. Trippin’ Away 09. Torn

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