Acid Reign – Recensione: The Age of Entitlement

Avvertenza: la copertina di questo album è probabilmente una battuta riuscita male.

I britannici Acid Reign sono un nome poco conosciuto nel campo thrash metal. In verità è proprio il thrash britannico ad essere ignorato. Sebbene avessero debuttato qualche anno dopo degli Onslaught, assieme agli Slammer, ai Xentrix e ai Lawnmower Deth furono tra i pochi pionieri del genere nel loro paese, ma come tutti, non riuscirono a diventare un nome di punta. Sicuramente la loro proposta, inizialmente dalle forti influenze hardcore e, in seguito, con decise connotazioni tecniche, non era estremamente attrattiva, ma sia “The Fear” che “Obnoxious” erano due lavori più che validi. Tuttavia, il gruppo si sciolse nel 1991, in piena esplosione dell’alternative rock, e si riformarono nel 2015, un anno in cui sicuramente il metal aveva meno pregiudizi di prima.

Gli ascoltatori che sono scoraggiati dalla copertina del loro terzo e ultimo album, “The Age of Entitlement“, troveranno comunque pane per i loro denti: escludendo una opener strumentale, “The New Low“, “#newagenarcissist“, “Sense of Indipendence” e anche le più corte “Blood Makes Noise” e “Ripped Apart” offrono ritmi veloci e voci gridate all’evenienza. L’unico problema è che alcune di queste tracce hanno ritornelli con voci in clean, ma niente che raggiunga i livelli del metalcore melodico. La traccia più lunga, “Within the Woods“, mostra qualche strana influenza dai Dissection a causa delle scale usate e del gioco di terze intorno al quarto minuto e del riff nelle strofe, che include una quinta aumentata, cosa più unica che rara nel thrash, mentre l’ultima traccia “United Hates” include un intro in chitarra acustica.

Durante i momenti veloci si ha la sensazione di ascoltare un grande album che gli Anthrax non sono riusciti a scrivere nell’ultimo millennio. Scorrevole nei suoi 44 minuti di durata, abbastanza vario sia nel songwriting sia nell’uso di ritmiche più lente per smorzare i toni, “The Age of Entitlement” è senz’altro molto più accessibile delle loro prime pubblicazioni, e altrettanto valido a livello qualitativo. Sebbene il thrash sia un genere che ha sempre mostrato i punti deboli e la non necessità di ritorni come quello degli Acid Reign, non tutto il male vien per nuocere: vediamo come proseguirà la loro carriera.

Etichetta: Dissonance Productions

Anno: 2019

Tracklist: 01. T.A.O.E. 02. The New Low 03. #newagenarcissist 04. My Peace of Hell 05. Blood Makes Noise 06. Sense of Independence 07. Hardship 08. Within the Woods 09. Ripped Apart 10. United Hates

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