Acherontas – Recensione: Faustian Ethos

Freschi di contratto con Agonia Records, i black metallers greci Acherontas tornano sul mercato discografico con “Faustian Ethos”, il settimo album in studio. La band ateniese (guidata dal vocalist, chitarrista e principale compositore Nikolaus “Acherontas” Panagopoulos), pur legata ai canoni della tradizione, ha saputo creare uno stile espressivo abbastanza personale facendo leva in primis su dei testi che esulano da troppi luoghi comuni e affrontano tematiche di carattere esoterico e filosofico in merito alla spiritualità della natura umana.

Non potendo contare su di un’inventiva a tutto tondo, gli Acherontas hanno comunque trovato una manifestazione musicale interessante che si basa in toto su di un forte impatto emozionale, ricordando in parte acts come i connazionali Necromantia o i norvegesi Dødsengel. Non aspettatevi dunque novità in senso assoluto all’ascolto di “Faustian Ethos”, ma nel suo incedere ricorsivo e con brani dalla struttura tutto sommato simile, il platter indovina le melodie giuste, quelle che creano un immediato riscontro.

E’ tutto chiaro già nell’opener “The Fall Of The First Pillar”, un episodio arcigno, quadrato, che procede spedito per accogliere poi alcuni rallentamenti che aprono a una melodia di grande effetto. E’ importante il dialogo delle chitarre, ovvero gli strumenti principali, altrettanto la voce, che passa da uno screaming rabbioso e potente a un pulito che vede il mastermind declamare i testi con intensità. Poche sono le differenze tra i vari pezzi, ma la loro funzionalità non viene mai meno, in particolare nelle ottime “The Alchemist Of The Radiant Sepulchre (Act II)” e nella conclusiva “Vita Nuova”, una delle canzoni più potenti del lotto.

Poche e ben diluite le variazioni, ad esempio in “Faustian Ethos”, che contempla un parte lenta recitata da voce mantrica e “Decline Of The West”, una sorta di drammatico poema gridato con voce disperata e accompagnato da una melodia intensa, una parentesi che nelle intenzioni ricorda qualcosa dei primi Shining. Un platter di genere pienamente funzionale che conferma la validità dell’ensemble greco.

Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Τhe Fall of the First Pillar 02. Sorcery and the Apeiron 03. Aeonic Alchemy (Act i) 04. Faustian Ethos 05. The Old Tree and the Wise Man 06. The Alchemists of the Radiant Sepulchre (Act ii) 07. Decline of the West (O Ιερεας και ο Ταφος) 08. Vita Nuova
Sito Web: https://www.facebook.com/AcherontasCoven/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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