Acacia Avenue – Recensione: Acacia Avenue

Il chitarrista danese Torben Enevoldsen non ha problemi nel rivelare che, tra le sue principali influenze musicali, sono presenti alcuni fra i mostri sacri dell’hard rock melodico, come Toto, Giant e Dokken, e questo suo nuovo progetto, che raccoglie alcuni musicisti di tutto rispetto (uno fra tutti è Tony Mills, membro di TNT e Shy), è prima di tutto un omaggio, ben riuscito, a questo genere e a questi artisti.

In realtà, sono ben di più le influenze che si possono ritrovare, anche se, a onor del vero, gli Acacia Avenue si sono destreggiati bene per far risultare i loro brani delle trovate originali anziché una sbiadita imitazione. Le tastiere di “An Illusion” ricordano chiaramente i Toto, mentre “Hold On” si ispira probabilmente ai Whitesnake del secondo periodo (seconda metà degli anni ’80, il periodo spesso denigrato dai die hard fan della prima ora), e “Wait No More”, un inizio soffuso che sfocia in un brano molto più sostenuto, fa venire in mente “We All Die Young”, magistralmente interpretata da Jeff Scott Soto nel film “Rockstar”. Oltre a questi, che sono i brani migliori del disco, si possono citare “Let Go”, che ha un ritmo che si memorizza molto facilmente, e suscita amore al primo ascolto, e “Mad Antenna”, pezzo interamente strumentale, molto gradevole. Il lavoro degli Acacia Avenue ha quindi un occhio rivolto al passato, ma le sonorità vengono riprese in modo originale, realizzando un lavoro che si caratterizza per solarità e coralità.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2010

Tracklist:

01. Don’t Call Me Tonight
02. Hold On
03. An Illusion
04. Jamie’s In Love
05. Can’t Make You Stay
06. Mad Antenna
07. Wait No More
08. No Looking Back
09. Just Wanna Be With You
10. Let Go
11. Digging


Sito Web: http://www.myspace.com/acaciaavenuetheband

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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