Absolute Dissent

Voto
recensore

7

Voto
utenti

-

Absolute Dissent

Killing Joke

Track Listing

01. Absolute Dissent
02. The Great Cull
03. Fresh Fever From The Skies
04. In Excelsis
05. European Super State
06. This World Hell
07. Endgame
08. The Raven King
09. Honour The Fire
10. Depthcharge
11. Here Comes The Singularity
12. Ghost Of Ladbroke Grove

Vota questo album:

Dopo ventotto anni, arriva il momento più atteso per i fan dei Killing Joke. Giunge sul mercato discografico “Absolute Dissent”, un disco composto e registrato nella formazione originale della band. Orfani dello storico bassista Paul Raven – scomparso prematuramente nel 2007 – i nostri reclutano nuovamente Martin “Youth” Glover, che nell’album dona un tocco molto vintage alla sezione ritmica. Non immaginatevi però un ritorno all’oscuro post-punk delle origini, né alla darkwave di “Love Like Blood”: “Absolute Dissent” è anche questo ma non solo, è piuttosto un tributo a tutto ciò che i Killing Joke sono stati fino ad oggi. Un melange insomma, ragionato e ben diluito ma pur sempre tale. L’opener e titletrack del lavoro ha dalla sue delle sonorità “grezze” e vicine al metal, Coleman canta già a gola rossa, perfetta tonalità per esprimere l’irruenza punk della successiva “The Great Cull” o ancora di “Endgame”. Il metal, le chitarre volutamente grasse e pesanti e la doppia cassa tornano poi con prepotenza ed emergono qua e là durante l’ascolto. Ne è un perfetto esempio “Fresh Fever From The Skies”, uno dei brani più nervosi ed irruenti del lotto. C’è spazio anche per la wave, con l’ottimo singolo “European Super State” e “The Raven King”, episodi che non disdegnano spruzzate di elettroniche ove la voce di Coleman diventa pulita, pur sempre distorta e disarticolata come ci si aspetta dal deus ex machina della band. Il finale, in particolare l’oscura traccia posta in coda, dal titolo “Ghosts Of Ladbroke Grove”, chiama in causa il dub e lo stoner, mostrando come la band riesca a inanellare delle tracce efficace con sonorità rarefatte e ridotte all’osso. E veniamo ora ad eviscerare il punto di forza e quello che per contro è il grosso punto debole di “Absolute Dissent”. In situazioni di questo genere, la tanta carne al fuoco crea anche alcuni punti di confusione e in alcuni momenti si avverte una certa stiaticità, come se le tracce, anziché esplodere come dovrebbero, rimanessero nella sfera del buon compito. D’altro canto, la band riesce a inanellare una serie di canzoni efficaci e qualitativamente sopra la media. Cioè è sufficiente a rendere “Absolute Dissent” un buon album, ma non il capolavoro che in molti si aspettavano.

Altro...

Lascia un commento

Login with Facebook:
Login