Aborted – Recensione: TerrorVision

Sembra un pianoforte scordato quello che introduce “TerrorVision”, la nuova fatica degli Aborted. Una serie di note che mette inquietudine nell’anima di chi si appresta ad ascoltare la nuova fatica del gruppo belga.

I ragazzi di Beveren, attivi da oltre un ventennio, tagliano il traguardo dell’undicesimo album e lo fanno mantenendo alta/altissima la qualità di una proposta di puro death metal. Dopo l’intro e dichiarazione d’intenti  “Lasciate Ogne Speranza”, i nostri iniziano a frustare i malcapitati all’ascolto con la violenta title-track.

Il passo di “TerrorVision” è qualcosa che difficilmente si dimentica: intensa, oscura e dal grande potenziale live. Melodica al punto giusto, la title track piace per la concretezza: riuscire a legare più “anime” all’interno della stessa canzone è capacità non da poco, soprattutto per un genere come il death metal. Una canzone dalle molte dimensioni.

Dopo la prima traccia il disco prosegue deciso e senza tregua: “Farewell To The Flesh”, seconda traccia, è decisamente una delle canzone più entusiasmanti del lotto. Un riff incastrato uno dopo l’altro, velocità che mutano ed un turbine di emozioni che non lasciano l’ascoltatore indifferente. Sembra alzare il piede dall’acceleratore “Vespertine Decay”, ma dopo una intro quasi a flirtare con il black metal, ributta la testa in mischia ed inizia a menare le mani nel caos organizzato di riff e batteria all’unisono.

Bene anche “Squalor Opera” e “Visceral Despondency” , forse un poco più prevedibili nella scrittura, ma ci troviamo di fronte a materiale ben oltre le aspettative di molte (moltissime) altre band.

Di matrice Slayer “Deep Red”, che sembra voler tributare al mito americano il giusto mix di amore e rispetto. Una canzone che parte come un mid tempo, ma che appena scaldati i motori aggredisce l’ascoltatore e ferisce nel profondo. Altra perla da ascoltare con estrema attenzione “Exquisite Covinous Drama”: canzone dai tratti cangianti, che miscela atmosfera ed intensità.

Un disco dove la qualità non viene mai a mancare, perché riuscire a tenere alta la tensione in un genere così potenzialmente rischioso (almeno per quanto riguarda la noia di chi ascolta) come il death metal, vuol dire riuscire a plasmare la materia a proprio piacimento.

“TerrorVision” degli Aborted è sicuramente uno dei top album 2018 per quanto riguarda il genere, ed uno tra i migliori ascoltati in generale per qualità ed intensità. Meritevole di ascolto anche da parte dei poco avvezzi alla materia.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2018

Tracklist: 1. Lasciate Ogne Speranza (0:57) 2. TerrorVision (4:33) 3. Farewell To The Flesh (4:41) 4. Vespertine Decay (6:00) 5. Squalor Opera (4:01) 6. Visceral Despondency (3:32) 7. Deep Red (3:20) 8. Exquisite Covinous Drama (5:01) 9. Altro Inferno (4:49) 10. A Whore D’oeuvre Macabre (3:01) 11. The Final Absolution (5:07)
Sito Web: https://www.facebook.com/pg/Abortedofficial

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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  1. aldo

    “Lasciate Ogne Speranza” NON è un errore…

    Reply

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