Abigail – Recensione: The Final Damnation

Gli Abigail, classe 1992, sono insieme ai Sigh una delle più longeve realtà di metal estremo del Sol Levante. Sonorità spicce e ignoranti figlie dei connazionali Sabbat (che arrivano circa dieci anni prima), il two-piece di Tokyo torna con “The Final Damnation”, sesta prova sulla lunga distanza ed ennesimo tassello di una discografia chilometrica composta principalmente da Ep e split.

Inutile precisare come la nuova fatica di Youhey e Yasuyuki sia annoverabile in un calderone di speed/black/thrash che riporta immediatamente alla seconda metà degli anni ottanta, quando l’heavy metal significava ancora tanto divertimento e ribellione. Copertina che nell’anno del Signore (o del Satanasso) 2016 fa un po’ sorridere, un sound grezzo e tagliente che miscela metal classico, ritmiche thrash e alcune atmosfere del black ante litteram con tante citazioni ai Venom ma anche ai nostrani Bulldozer.

Ancora una volta i giapponesi condensano in poco più di 35 minuti delle canzoni malsane dove la parola d’ordine è “headbanging” e i testi, come potrebbe essere diverso, propongono un bell’assortimento di blasfemie, violenza, alcool e sesso sfrenato. Ne consegue come “The Final Damnation” sia indubbiamente fuori tempo massimo e non aggiunga nulla alle pagine di storia del genere, ma in fondo sia anche fatto molto bene, forte dell’ottima tecnica esecutiva dei due musicisti e con la sua manciata di canzoni al fulmicotone disimpegnate e dannatamente efficaci.

Sezione ritmica veloce, begli assoli di chitarra taglienti dal flavour slayeriano (quello di “Whisky Coke And Bitch” è senza dubbio un omaggio) e uno screaming al vetriolo sono le credenziali di una band che svolge il suo compito senza sorprese ma con grande entusiasmo e convinzione, regalandoci buonissimi esempi di genere nel thrash’n’roll molesto di “Sex & Metal” e “Sweet Baby Metal Sluts” o nel sound vorticoso del proto-black di “Blasphemy Night” e “Holocaust By Evil”.

“The Final Damnation” è un disco che sarebbe apparso datato anche se fosse uscito nei primi anni’90, ma data l’onesta d’intenti e la sua indubbia efficacia, lo consigliamo alla piccola e invincibile nicchia di pubblico fedele al panorama sotterraneo, che di certo apprezzerà la nuova fatica della cult band giapponese.

Abigail The final damnation

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nuclear War Now! Productions

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Final Damnation 02. Blasphemy Night 03. Whisky Coke And Bitch 04. Sex & Metal 05. Open The Gates Of Hell 06. No Pain! No Limit! 07. Sweet Baby Metal Sluts 08. Holocaust By Evil
Sito Web: https://www.facebook.com/ABIGAILBARBATOS-208365735859610/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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