Abbath – Recensione: Outstrider

La telenovela Immortal è finita da un pezzo, ma scrollarsi di dosso un’eredità tanto pesante non è facile. La sa bene Abbath, persona/personaggio che ad un genere musicale come il black metal ha dato tanto, nel bene e nel male. Ecco dunque che il secondo album in studio, questo “Outstrider”, accantona il perfezionismo e la tecnica del debut omonimo e ci scaraventa nelle gelide lande di Blashyrkh senza troppi complimenti.

Certo, suona tutto molto retrò e anche molto Immortal, ma va bene così, perchè il buon Olve pare aver ritrovato il canale espressivo che più gli appartiene. E’ un disco senza fronzoli “Outstrider”, un platter che mette da parte la tecnica e si dedica a sonorità in parte sporche ed essenziali, ma dal grande impatto emotivo. Una scelta che probabilmente vede la complicità di una line-up rinnovata nella sua interezza e che funziona nel migliore dei modi.

Dall’iniziale “Calm In Ire (Of Hurricane)” notiamo come Abbath e soci si concentrino su uptempos di stampo epico che non disdegnano lievi parentesi melodiche. Le chitarre giocano un ruolo importante e riempiono il brano di riff polverosi che lasciano spazio a un refrain anthemico. Gli occhi sono sempre ben puntati verso i numi tutelari Bathory (omaggiati anche dalla riuscita cover di “Pace ‘till Death”) e più in generale su di un classico black/thrash anni ’80 al quale Abbath è sempre stato legato.

Tutto da copione ma riuscito davvero bene, con punte lodevoli in episodi come “The Artifex”, veloce e tellurica, ma con un break arioso godibilissimo, “Harvest Pyre”, il tipico singolo di genere dal refrain d’impatto e ancora “Hecate”, una gemma maligna che esalta nuovamente il sound pieno delle chitarre e la solidità della sezione ritmica. Un buon disco che non si perde nella pretesa di inventare qualcosa a tutti i costi ma ci consegna un musicista dalle idee chiare, pronto a ripartire.

Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2019

Tracklist: 01. Calm In Ire (Of Hurricane) 02. Bridge Of Spasms 03. The Artifex 04. Harvest Pyre 05. Land Of Khem 06. Outstrider 07. Scythewinder 08. Hecate 09. Pace Till Death (Bathory cover)
Sito Web: http://www.abbath.net/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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