AAVV; Blue Oyster Cult – Recensione: The Dark Side Of The Cult – A tribute to Blue Oyster Cult

Giancarlo Bolther, storica firma di riviste come Flash, mastermind della webzine Rock-Impressions, e in generale viscerale amante del grande rock, ha sempre avuto un’autentica predilezione per uno dei più grandi gruppi hard rock di sempre, i Blue Oyster Cult, una di quelle band che in una carriera più che cinquantennale hanno sempre prodotto musica originale, difficilmente inquadrabile, di grande intelligenza, mai ferma su schemi ripetuti. L’amore di Giancarlo per una band di quella portata, lo ha spinto a maturare l’idea di un tributo ad essa dedicato, operazione non facile e scontata, che ha fortunatamente trovato una sponda nella Black Widow Records, la storica etichetta genovese, sempre sensibile a proposte di questo tipo. Ne è venuto fuori un monumentale doppio cd con una grande varietà di band estere ma soprattutto italiane, fra nomi storici e meno conosciuti, in alcuni casi formatisi per l’occasione. Impreziosito da un libretto di ben 28 pagine, con l’introduzione a cura di Bolther e note di firme importanti del giornalismo musicale internazionale (vi dice nulla Martin Popoff?), ma anche da parte di Ross The Boss, il lavoro ha visti coinvolti ben 29 artisti, fra cui spicca il batterista originale dei Blue Oyster Cult, Albert Bouchard, che suona tutti gli strumenti e canta su una sua versione di “Baby Ice Dog”.

Ma si può tranquillamente dire che tutti i musicisti coinvolti hanno dato il meglio, sia nelle versioni più fedeli alle originali (pur con ovvie personalizzazioni), che nei casi in cui i brani sono stati pesantemente riletti. Senza fare un’analisi brano per brano, segnaliamo per quanto riguarda la prima categoria, l’apertura dei britannici Transmaniacon con il brano che ha dato loro il nome, ovvero “Transmaniacon Mc” in una versione più dilatata, L’Impero Delle Ombre con una cupa “ She’s As Beautiful As a Foot”, una fedele “ Cities on Flame With Rock And Roll” da parte dei Spectres Dead Dream, il potente impatto live della “ Dominance and Submission” dei Bullfrog, il piglio prog dei Blue Dawn nella loro “Astronomy”, una romantica “(Don’t Fear) The Reaper” dei The Forty Days , la dark “Nosferatu” dei Gothic Stone, una “Black Blade” particolarmente insidiosa da parte di Freddy Delirio and The Phantoms, l’egregia interpretazione vocale di Jack Meille che coi Blue Machine esegue “Sole Survoivor”.

La celebre “Godzilla” è presente in due ottime versioni da parte di Jim Gustafson and the Poobah e dei Death SS, diverse pur nella sostanziale fedeltà delle interpretazioni, segno di come si può sentire lo stesso brano pur rispettandone l’essenza.

Fra chi ha dato una reinterpretazione più radicale, la versione stoner e rallentata di “ The Red And The Black” degli Humulus, una mistica “ Mistress of the Salmon Salt” dei Belladonna, la dilatata “ The Revenge of Vera Gemini” del Segno Del Comando, la spiazzante “Monsters” che gli Ottone Pesante stravolgono fino a renderla ben difficilmente riconoscibile, una “Burnin’ For You” a cui gli Ape Shifter danno un piglio quasi power pop, le tastiere dark wawe dei The Mugshots nella parte centrale di una per il resto fedele “ Veteran of the Psychic Wars”, una desertica “Heavy Metal The Black And Silver” dagli Smed e i fiati jazzati della “The Alchemist” dei Runaway Totem.

Singolare è il caso del vocalist romagnolo Ricky Dal Pane, presente in ben tre brani, “Stairway to the Stars” ottimamente eseguita dai Salem Cross, una versione (ovviamente) più doom di “Wings Wettted Down” con gli Epitaph, al debutto con lui alla voce, e la magnifica versione di “Flaming Telepaths” con i suoi Witchwood, tutte interpretazioni di alto livello, pur non discostandosi eccessivamente dalle originali.

In definitiva un’opera a dir poco colossale, che ha dato a tutte le band e i singoli musicisti coinvolti, la possibilità di omaggiare una tale pietra miliare del rock mettendoci la propria personalità e sensibilità, dove la creatività risiede anche nel modo di “sentire” i pezzi. Un tributo doveroso che può servire anche a riscoprire, per chi non la conoscesse a sufficienza, una band di valore assoluto, talmente varia ed originale da dare spunti e chiavi di lettura diversissime fra loro, un autentico stimolo per chi suona e ascolta.

Non possiamo non ringraziare Giancarlo Bolther e la Black Widow Records per il coraggio e l’intraprendenza nell’aver prodotto questo grande omaggio, un lavoro che di certo resterà nel tempo.

Etichetta: Black Widow Records

Anno: 2022

Tracklist: Cd 1 - 01. Transmaniacon: Transmaniacon Mc 02. Salem Cross: Stairway to the Stars 03. Presence: Before the Kiss a Redcap 04. L’Impero Delle Ombre: She’s As Beautiful As a Foot 05. Spectres Dead Dream: Cities on Flame With Rock And Roll 06. Humulus: The Red And The Black 07. Albert Bouchard: Baby Ice Dog 08. Epitaph: Wings Wettted Down 09. Belladonna: Mistress of the Salmon Salt 10. Bretus: Career of Evil 11. Bullfrog: Dominance and Submission 12. Witchwood: Flaming Telepaths 13. Blue Dawn: Astronomy 14. Simone Baldini Tosi & Cristiano Roversi: Then Came the Last Days of May Cd 2 – 01. The Forty Days: (Don’t Fear) The Reaper 02. Il Segno Del Comando: The Revenge of Vera Gemini 03. Jim Gustafson and Poobah: Godzilla 04. Lifestream: Death Valley Nights 05. Gothic Stone: Nosferatu 06. Doctors of Space: The Vigil 07. Freddy Delirio and The Phantoms: Black Blade 08. Ottone Pesante: Monsters 09. Ape Shifter: Burnin’ For You 10. The Mugshots: Veteran of the Psychic Wars 11. Jack Meille and the Blue Machine: Sole Survoivor 12. Smed: Heavy Metal The Black And Silver 13. The Lancasters: Demon’s Kiss 14. Runaway Totem: The Alchemist 15. Death SS: Godzilla
Sito Web: https://www.facebook.com/The.Producer.Giancarlo.Bolther

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