A Tear Beyond – Recensione: Maze Of Antipodes

Dopo la prova del 2012 intitolata “Beyond”, che li ha portati a condividere il palco con un gruppo come i Moonspell, tornano i vicentini A Tear Beyond con questo “Maze Of Antipodes”, sette brani che hanno come filo conduttore un gothic a 360 gradi con particolare predilezione per il versante più metallico.

La meravigliosa voce di Claude Arcano, un novello Till Lindemann che riesce a giocare su registri sconosciuti al teutonico singer, riesce a catalizzare l’attenzione come un vero e proprio interprete da palcoscenico, teatrale e drammatico, intenso e capace di toccare le corde dell’anima, ideale completamento e trascinatore della musica creata da Ian Vespro (chitarre), Undesc (chitarre), Vendra (batteria), Cance (basso) e Phil (tastiere e orchestra). Dopo l’introduzione ci si trova di fronte a “Flies And Ravens”, promo brano in cui si assiste alla versatilità del gruppo nel creare atmosfere in bilico fra gothic metal, dark e death metal (per l’uso della voce, quest’ultimo), mantenendo orecchiabilità e teatralità altissime grazie alle doti compositive del sestetto. “The Human Zoo” è introdotto da una chitarra delicata alla quale si affiancheranno la voce e il pianoforte per aprire la strada a tutto il gruppo, sfoderando melodie vincenti, sinfoniche, mai pacchiane e impreziosite dall’uso della doppia voce.

Ispiratissima “Forgiveness”, che testimonia ancora una volta la capacità degli A Tear Beyond di scrivere ottime canzoni, intese in maniera teatrale, senza mai eccedere nel ridondante e nel tronfio, adottando una tavolozza di mille sfumature, sconfinando anche nell’industrial e nel classico. “The Colors Of Sky And Earth” – col suo violoncello (ad opera di Maurizio Galvanelli) e la voce femminile (Sara “Yuna” Gramola) ad esaltare ancora di più la scenograficità del brano – e “Behind The Curtains I’m Dying” sono la stupefacente parte finale di questo CD, prima del brano finale, un recitato su una lugubre e irridente marcia funebre che sa di altri tempi grazie anche alla puntina di giradischi che salta e si sente in sottofondo.

Un’opera matura, affascinante e coinvolgente per gli A Tear Beyond che si candidano a realtà splendente italiana, capace di competere all’estero in virtù di qualità compositivo-strumentali ottime.

Voto recensore
8
Etichetta: House Of Ashes Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Dash Into The Maze
02. Flies And Ravens
03. The Human Zoo
04. Forgiveness
05. The Colors Of Sky And Earth
06. Behind The Curtains I’m Dying
07. Absinthe’s Dirge (Requiem Bonus)


Sito Web: http://www.atearbeyond.com/home/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio

    Ma……ma….. 8 ……. Io non ce capisco veramente niente di musica mi arrendo( e dire che ne ascolto tanta) .sto disco non da nulla tutto già sentito e tutte le canzoni hanno tutte Tante carne al fuoco. Ma alla fine il risultato è un mischione che non lascia nulla. Ma ripeto i professionisti siete voi quindi mi sarò sbagliato io

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  2. Meskio

    Ciao! Grazie per il tuo parere, innanzitutto. Trovo che il CD sia molto ben fatto anche se non inventano niente (ma chi lo fa veramente, oggi come oggi?)ma lo spirito teatrale a 360° c’è tutto. I gusti son sempre gusti ma secondo me riescono a imbastire un buon discorso nei pochi pezzi a disposizione, peraltro di ottima produzione. In fin dei conti non è questione di essere nel giusto o “nello sbagliato” ma alla fine confrontarsi anche così! Grazie di nuovo!!! Meskio

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