Fates Warning – Recensione: A Pleasant Shade Of Gray

E così da dove iniziamo?

Dal sottile picchiettare delle gocce di pioggia sulla finestra della mente. Nell’inconscio si fanno largo lampi di immagini, echi del passato che invocano una risposta che possa dar pace ai propri tormenti.

Stai ascoltando? Sto gridando? Affogo in un mare silenzioso o sto solo sognando? Così tanti rimpianti… Mi puoi sentire? Siamo talmente distanti… Attorno a noi il silenzio che è violato solo nell’intimità da un istantaneo accavallarsi di sensazioni prima quiete e rasserenanti, poi più frenetiche e tormentate.

E’ così indecifrabile a prima vista, ma non riesco a voltare le spalle, sono consapevole che è necessario andare a fondo, sentirmi totalmente parte di tutto ciò per acquisire la capacità di comprenderlo davvero. So bene che non ti conosco.

La pioggia scende, nel tepore dei ricordi i sensi abbracciano una piacevole ombra grigiastra. E la tristezza, la lontananza e tutto intorno… quest’ombra grigiastra.

Ma… ascolta, il nostro respiro e la pioggia a scandirne il tempo. La speranza irrompe nel silenzio, inspiegabili circostanze a rimetterci l’uno di fronte all’altro. Sempre più a fondo, sempre più semplice ma ancora complesso, in cerca di parole taciute troppo presto, vagando nella mente per una ripartenza.

Sarò ovunque sarai tu. Eppure è tutto così fuggevole, solo nella solitaria penombra ogni cosa assume un contorno preciso e acquisisce un significato. E’ in quel momento che il fascino latente si rivela nel suo splendore, portandomi a ricordare le città, la pioggia, quelle notti, il dolore, la tua voce e a perdermi di nuovo in tutto quanto, ancora… ancora…

E così da dove iniziamo?

Da quel dolce pianoforte che percepisco in sottofondo? Dallo struggente fluire di note di una chitarra? Dall’incostante pulsare ritmico di basso e batteria? Da quella voce che segretamente tormenta il mio sonno mostrandomi riflesso in uno specchio di memorie?

Forza, chiudiamo gli occhi, ascoltiamo la pioggia mentre giocano le ombre mattutine e prepariamoci ad affrontare un nuovo giorno. Non ci resta altro che abbracciare questa ombra di grigio, questa piacevole ombra grigiastra.

E’ possibile racchiudere in note l’ansia, la serenità, l’inquietudine, la disperazione, la gioia per un attimo ritrovata, l’incontrarsi di mille intimi pensieri. E’ possibile creare quel punto di contatto tra espressione artistica e sentimento, tra musica e vita. E’ possibile portare il proprio percorso musicale sempre più in là, sperimentando senza diventare freddi compositori. E’ possibile farlo con eleganza, sapendo fare la cosa giusta al momento giusto, niente di più, niente di meno. E’ possibile essere progressive restando metal. E’ possibile. Basta poco per accorgersene: ‘A Pleasant Shade Of Gray’ risuona nella nostra intima stanza, e le risposte ci si presentano davanti con lampante evidenza.

Etichetta: Massacre

Anno: 1997

Tracklist: 01. part I
02. part II
03. part III
04. part IV
05. part V
06. part VI
07. part VII
08. part VIII
09. part IX
10. part X
11. part XI
12. part XII

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login