Alesana – Recensione: A Place Where The Sun Is Silent

Quattro album in cinque anni sarebbero un ottimo successo per molte band, a meno che tale band non si chiami Alesana. Detta così sembra una semplice e sterile offesa ma, credetemi, questo “A Place Where The Sun Is Silent” è l’ennesima copia di un prodotto che trova origine con “On Frail Wings Of Vanity And Wax”, primo album della band. Quattro album in cinque anni, forse troppi quando i componenti sono giovanissimi e con poca esperienza alle spalle, troppi quando non si ha ancora finito di assaporare il prodotto appena finito e ci si butta subito su di altro, senza lasciare il tempo a fan e non di digerire ciò che si produce.

“A Place Where The Sun Is Silent” si presenta diviso in due atti diversi, ciascuno incentrato sulla Commedia del povero dante Alighieri, che sicuramente si starà rivoltando nella tomba. “The Dark Wood Of Error” e “Before Him All Shall Scatter” aprono i due atti omaggiando il Poeta per eccellenza con tanto di lettura di due cantiche, mossa azzardata e, rispetto a tutto l’album, sicuramente originale. Ciò che contraddistingue gli Alesana (purtroppo) rimane: una voce clean, quella di Shawn Milke, voce banale ed adolescenziale ma sicuramente intonata ed orecchiabile, e una voce screamo, quella di Dennis Lee, che più che riempire storpia, drammatizza e abbassa di qualità la riuscita dei pezzi con un cantato di cui è difficile dare definizioni diplomatiche.

L’idea di dividere l’album in due atti è sicuramente un’idea azzardata quanto quella di incidere sedici pezzi di cui, francamente, non se ne sente il bisogno e la necessità, dal momento che la differenza tra alcuni brani è davvero labile, se non inesistente. Di tracce che risaltano ce ne sono davvero pochissime e ciò è provato dal fatto che dopo un primo ascolto, per quanto concentrato sia, rimangono in mente solo i brani di apertura degli atti e “A Forbidden Dance”, una canzone completa, non noiosa e orecchiabile nonostante l’inutilissimo e inascoltabile cantato di Lee.

In sostanza l’album risulta l’ennesima copia di un qualcosa che all’epoca, nel lontano 2005, aveva portato fortuna a questi ragazzi. Le canzoni sono troppe, poco curate, eccessivamente lunghe, noiose e poco di impatto. Personalmente ho fatto fatica ad ascoltare tutto l’album, a voi l’ardua sentenza.

 

Voto recensore
5
Etichetta: Epitaph Records

Anno: 2011

Tracklist:

Act One: The Gate

  1. The Dark Wood Of Error
  2. A Forbidden Dance
  3. Hand In Hand With The Damned
  4. Beyond The Sacred Glass
  5. The Temptress
  6. Circle VII: Sins Of The Lion
  7. Vestige
  8. Lullaby Of The Crucified

 

Act Two: The Immortal Still

  1. Before Him All Shall Scatter
  2. Labyrinth
  3. The Fiend
  4. Welcome To The Vanity Faire
  5. The Wanderer
  6. A Gilded Masquerade
  7. The Best Laid Plans Of Mice And Marionettes
  8. And Now For The Final Illusion

Sito Web: www.alesanaofficial.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

5 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. salvo

    Io l’ho ascoltato bene e continuo a farlo,si è vero,ci sono melodie che rispecchiano i primi album.
    Sinceramente dal mio lato musicale devo ammettere che è stato fatto bene…non si può discriminare una band ke in 5anni (6anni in totale) ha fatto 4 album (che poi sono 5,”they this with your eyes closed 2005)…se si deve discriminare,si può con i linkin park,altra band di successo ke tra l’altro hanno pubblicato minimo 15album,tra campionamenti e vario!!
    Passando agli alesana,hanno fatto un altro capolavoro discografico,apprezzato da pochi generalemte per il tipo di musica prodotta!Ricordiamo anche,piccola pecca,che dallo screamo melodico,sono passati all’hardcore…e si sente parecchi..ma sempre bel disco è!!

    Reply
    • Federico P

      no dai questa è bellissima…. gli Alesana sono passati all’hardcore…..

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    • Francesca Carbone

      In realtà gli album sono 4 e quello che citi nella parentesi è un EP, giusto per puntualizzare. In tal caso a me l’album non è piaciuto, l’ho trovato molto lungo, dilatato e dispersivo…poi i gusti sono gusti! Non faccio una discriminazione quando evidenzio la forte produttività della band, di certo pubblicare tanti album non è negativo, lo diventa quando si ha poco da dire e si incide tanto per incidere.. Sicuramente non sei d’accordo con me, ma l’impressione che ho di questi ragazzi è che si stiano spremendo fin troppo a discapito della qualità e dell’originalità.
      In chiusura..Definire gli Alesana hardcore è un espressione non forte, di più! I Sick Of It All sono hardcore per intenderci e basta ascoltare mezza loro canzone per capire che i canoni dell’hardcore sono sicuramente i canoni degli Alesana.
      Spero di aver chiarito la mia posizione 😉

      Ciao!

      Reply (in reply to salvo)
      • Luca Alboresi

        @francesca
        sono d’accordo che l’album sia dispersivo ed azzardato ma ” quattro album in 5 anni ” è davvero inesatto se ti informassi (basta wikipedia) scopriresti che On Frail wings…. era già quasi ultimato nel 2005/2006 quindi sono quasi sette anni. Inoltre la tua analisi prende carattere quasi comico quando dici che A Place when The Sun Is Silent è un prodotto che trova origine in On Frail wings… ma ti sei data almeno la pena di ascoltare On Frail Wings? In On Frail wings lo scream la fa da padrona i rif di chitarra sono molto più distorti e semplici, ci sono ben TRE voci che fanno scream ed il pulito è spesso SOLO nel ritornello, ogni canzone trova spesso 2 o più breakdown e il doppio pedale è la regola. Opposta è la situazione in A Place When The Sun Is Silent, prima di recensire qualcosa ascoltalo questo è un consiglio spassionato cara Francesca, e se di principio non ti piace la band o il cantante non recensire, con questo non voglio dire che il nuovo album sia bello perché ripeto hai ragione a dire che è azzardato e dispersivo ma anche la tua affermazione sulla voce di Lee, lo screamer, non è entrato ieri negli Alesana, c’è sempre stato, quindi ASPETTATI che ci siano parti in scream. Non so ogni volta che leggo recensioni del genere mi accorgo che non si vuole recensire ma si vuole semplicemente sparare su qualcosa, che penso nel tuo caso, non bene conosci, posso darti un consiglio, prendi bene la mira prima di sparare : )

        Reply (in reply to Francesca Carbone)
        • Francesca Carbone

          Allora per quanto riguarda la distanza tra On Frail e quest’ultimo mi risultano 5 anni , dal momento che l’album è stato pubblicato, non quasi ultimato (che è ben diverso), nel 2006 e ora siamo nel 2011..Indi per cui, se la matematica non è un’opinione, 2011-2006=5. Giusto perchè hai citato Wikipedia ti linko anche le due pagine, sia in italiano che in inglese, che parlano proprio della pubblicazione dell’album con tanto di anno : http://it.wikipedia.org/wiki/On_Frail_Wings_of_Vanity_and_Wax e http://en.wikipedia.org/wiki/On_Frail_Wings_of_Vanity_and_Wax (in cui per altro è specificata la data precisa con tanto di giorno e mese).
          Per quanto riguarda invece la critica su On Frail direi che parli con una che conosce molto bene il prodotto, infatti ho molto apprezzato quell’album. Quello che dalla critica si evince è che gli Alesana, almeno dal mio punto di vista, hanno marciato su questo grande successo e hanno inseguito una strada facile. Rispetto e apprezzo moltissimo il loro primo album, non condivido invece il successivo sviluppo. Per la cronaca ho ascoltato anche gli album successivi, ma ho preferito fare una sorta di confronto tra il primo e l’ultimo. Per quanto riguarda la voce di Lee, che so perfettamente non essere entrato ieri nella band, io, e mi spiace dirlo, non apprezzo assolutamente la sua voce. La mia critica non è tanto sulla presenza dello screamo, di cui sono personalmente e particolarmente fan, quanto sullo screamo di Lee. Non mi piace assolutamente la timbrica, non mi piace l’inflessione che prende e trovo che rovini la qualità dei brani. Sicuramente non condividerai la mia opinione, però Lee non mi piace proprio e trovo che spesso il suo screamo rasenti l’urlato.
          Per quanto riguarda le recensioni, invece, vorrei far presente che in genere si recensiscono artisti inclini alle preferenze del redattore, anche perchè non avrebbe assolutamente senso ascoltare qualcosa che non piace. Per gli Alesana, che ho sempre ascoltato, ho sentito l’album diverse volte e per diversi giorni al fine di carpirne tutti i suoi dettagli, fatta questa operazione ho scritto la mia recensione. Per quanto mi riguarda, personalmente non mi piace bocciare le band e non mi piace fare un elenco di critiche. Cerco sempre di trovare i lati positivi, in modo da non screditare totalmente un lavoro, quindi sparare tanto per dire qualcosa non mi appartiene per niente.

          Spero di aver chiarito ogni cosa 🙂

          Buona serata

          Reply (in reply to Luca Alboresi)

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