A Perfect Circle – Recensione: Eat The Elephant

Dopo ben quattordici anni di attesa fanno il loro ritorno sulla scena gli A Perfect Circle, band nata nel 1996 per volontà di Billy Howerdel e di Maynard James Keenan. Il quarto full-lenght del combo – terzo a presentare materiale inedito visto che il precedente “eMotive” del 2004 era una raccolta di cover – risponde al titolo di “Eat The Elephant”, si compone di dodici brani per circa 60 minuti di musica. Completano la formazione Matt McJunkins (basso) e il chitarrista degli Smashing Pumpkins James Iha. Riportate alla mente queste incontrovertibili verità, alcune domande nascono subito spontanee: può questa dozzina di canzoni giustificare un’attesa così lunga? A distanza di così tanti anni, la proposta dei nostri sarà ancora attuale e interessante o suonerà anacronistica e quasi superflua?

Beh, partiamo subito fugando ogni dubbio: “Eat The Elephant” è un ottimo disco, un caleidoscopio di emozioni, colori e umori che si traducono in composizioni eterogenee, in costante bilico tra la natura più intimista e quella più passionale del Rock. Aggiungiamo, inoltre, che lo storytelling superbo e ricercato di Howerdel e Keenan non risente di alcuna ripetitività o perdita d’ispirazione: la sperimentazione che spinge gli artisti a cambiare pelle, a ricercare una dimensione di volta in volta congegnale al proprio stato emotivo, a spingersi verso lidi fin qui inesplorati, è ancora viva e forte nei due che confezionano un album di indubbio valore.

Rispetto alle prove precedenti, dunque, gli A Perfect Circle preferiscono puntare più sul sentimentalismo, sulla decadenza e sulle atmosfere crepuscolari; la scelta di puntare a brani minimali e dal ritmo spesso compassato si traduce nella quasi totale esclusione delle chitarre, messe decisamente in secondo piano, a netto vantaggio di tastiera, pianoforte e, soprattutto, della voce di Keenan. Mai come in quest’occasione, infatti, il cantante dei Tool ha sfoggiato una versatilità e una profondità davvero inattese che hanno portano a una prova impressionante e a risultati di grande effetto.

È evidente quanto i rispettivi progetti solisti di Howerdel e Keenan – Ashes Divide e Puscifer – abbiamo influezato “Eat The ELephant” senza che quest’ultimo, però, risulti la semplice riproposizione di soluzioni già adottate. D’altronde sono difficilmente riproducibili le emozioni di una ballata sofferente come “Disillusioned” o come l’intensa “Feathers” che, insieme alla title track posta in apertura, rappresentano i picchi più struggenti del disco. Non mancano i momenti in cui si torna a spingere forte come nella serrata “The Doomed”, nella solare “So Long, And Thanks For All The Fish” o nella più movimentata e articolata “TalkTalk”.  Il tutto è sempre legato dalla stessa classe, da uno spiccato gusto per la melodia e dalla freschezza degli arrangiamenti che trovano la giusta sublimazione tra i solchi di questo disco.

Eat The Elephant” è un disco ispirato, a suo modo innovativo che ci restituisce una band di cui abbiamo sentito davvero la mancanza. La speranza, per quanto banale, è il non dover attendere altri dieci anni per un nuovo grande ritorno.

A Perfect Circle Eat The Elephant Cover Album

Voto recensore
8.5
Etichetta: BMG

Anno: 2018

Tracklist: 01. Eat The Elephant 02. Disillusioned 03. The Contrarian 04. The Doomed 05. So Long, And Thanks For All The Fish 06. TalkTalk 07. By And Down The River 08. Delicious 09. DLB 10. Hourglass 11. Feathers 12. Get The Lead Out
Sito Web: https://www.aperfectcircle.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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