Edgend – Recensione: A New Identity

Power prog metal da Israele? Incredibile ma vero! Questo disco d’esordio degli Edgend è la conferma che la musica, ed il metal soprattutto, non hanno davvero confini. La band di Tel-Aviv esce sul mercato per Nightmare Records con “A New Identity”, proponendoci nove canzoni di power prog metal sinfonico con gli attributi, vicini agli Adagio e ai Symphony X, soprattutto per la varietà della sezione ritmica ed un suono di chitarra pesante come un macigno. Infatti, dopo il riff dell’opener “Internal Fire” ed i passaggi neoclassici di keys, all’attacco della voce verrebbe quasi di aspettarsi Sir Russel Allen, tanto il pezzo è Symphony X-style. Rami Salomon dietro al microfono se la cava egregiamente, pur non raggiungendo l’espressività del frontman americano, ma è tutto il disco a colpire per l’energia sprigionata e la freschezza negli arrangiamenti. “A New Identity” non dimentica le emozioni ed i nostri sono davvero bravi a cesellare momenti più intimi grazie a break acustici o pianistici, per poi ripartire a testa bassa, sospinti da melodie accattivanti. Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, si riscontra (ma solo di tanto in tanto), la difficoltà degli Edgend di amalgamare perfettamente i due generi (power e prog), proponendo palle di cannone di poco meno di quattro minuti (“Acts Of Disgrace”), contrapposte a song ben più intricate (“Winds From The Abyss”). Ma si tratta di un peccatuccio di gioventù, che siamo sicuri gli Edgend riusciranno a spazzar via con il successore di “A New Identity”, che attendiamo con grande curiosità. Predestinati.

Voto recensore
7
Etichetta: Nightmare Records

Anno: 2009

Tracklist:
01. Into The Equation (intro)
02. Internal Fire
03. My Oath
04. Acts OF Disgrace
05. Revelations
06. A Chosen Truth
07. The Pain
08. Winds From The Abyss
09. Balance
10. Voices
11. Out Of The Equation(outro)

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