Nahemah – Recensione: A New Constellation

Tornano gli spagnoli (ma non spagnoleggianti) Nahemah, con questo terzo full-length. Il risultato sono circa 50 minuti di un progressive death metal parecchio fresco (anche se sono chiari i riferimenti agli Opeth) e davvero coinvolgente. Il gruppo è in formissima, e lo dimostra ampiamente snocciolando riff ad incastro di stampo prog, brani oscuri, intricati e ispiratissimi (addirittura alcuni di matrice più ‘jazzy’, meditativa, dove spuntano fuori anche una sezione fiati, tastiere, synth e pianoforte a far da tappeto ritmico) e con una vena drammatica e malinconica di fondo che non stona assolutamente, anzi, rende il prodotto ancora più credibile e di spessore, maturo in tutti i sensi (artisticamente come qualitativamente) e davvero interessante per tutti. Figli non dichiarati ma indiscussi del sound prog scandinavo, i Nahemah meriterebbero un posto di rilievo nel panorama musicale odierno visto che prodotti così vari, consapevoli e godibili come ‘A New Constellation’ certamente non sono da tutti e non escono, purtroppo, ogni giorno

Voto recensore
7
Etichetta: Lifeforce/Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Much Us
02. Absynthe
03. Follow Me
04. Reaching The Stars
05. The Perfect Depth Of The Mermaids
06. Air
07. Under The Mourning Rays
08. The Trip
09. Smoke’s Men
10. Outer

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