Anathema – Recensione: A Natural Disaster

In seguito ad innumerevoli peripezie, tra le quali il distacco dal bassista Dave Phybus e le infinite titubanze di Daniel Cavanagh che, in procinto di passare in via definitiva nell’organico degli Antimatter, aveva temporaneamente lasciato la band, arriviamo al cospetto di questo, variopinto ‘A Natural Disaster‘.

Rientrato in carreggiata ed impugnate con decisione le redini del songwriting, Daniel ci consegna dieci composizioni che sembrano la naturale estensione di quanto messo in atto su ‘A Fine Day To Exit‘, parendone da un lato la versione più soft e rilassata, accogliendo altresì dall’altro due estemporanei lampi impetuosi, rappresentati da ‘Pulled Under‘ e ‘Violence‘ che mostrano, a livello di riffing nella prima e di drumming accelerato in parte della seconda, tinte e venature provenienti addirittura dal black.

Le prime quattro tracce sono in assoluto meravigliose, mostrandoci gli Anathema in bilico tra lo splendido crescendo rossiniano di ‘Balance‘, il sobrio equilibrio di ‘Harmonium‘, il trip ipnotico da “macchina del tempo” con vocoder in bell’evidenza di ‘Closer‘ e l’eleganza soffusa di ‘Are You There?‘.

La seconda parte dell’opera inizia con l’aggressività della già citata ‘Pulled Under‘ per giungere alla sezione un poco più debole dell’album, ossia il trittico composto da title-track, ‘Flying‘ ed ‘Elecricity‘, tracce soft assolutamente ben curate e concepite, ma di caratura decisamente inferiore a quanto creato dai cinque di Liverpool in altre fasi di carriera.

Il tramonto di ‘A Natural Disaster‘ è donato da delicati tocchi di pianoforte che avviluppano con dolcezza la parte centrale di ‘Violence’, pregna contrariamente dei fraseggi più barbari e selvaggi escogitati dalla band in quest’ultime stagioni.

Un album di ardua catalogazione, dal mood beffardamente eterogeneo e concettualmente similare all’antecedente ‘A Fine Day To Exit‘.

Esibendo rispetto a quest’ultimo picchi e gradazioni tonali differenti nel suo interno, risultando quindi più variegato, ma perdendo la partita per quanto concerne la bellezza delle singole canzoni, il combo anglosassone riesce sì a far centro, ma nell’anello immediatamente adiacente a quello del bersaglio.

Christian Guerini

VOTO: 7

A Natural Disaster’ è un disco strano.

Strano perché disomogeneo: parte con due pezzi più che discreti, sembra entrare in un vicolo cieco chiamato ‘Closer‘ (forse la canzone più brutta mai scritta dagli Anathema), poi decolla. Tanto che il trittico ‘Pulled Under At 2000 Meters A Second‘-‘A Natural Disaster‘-‘Flying‘ entra di diritto tra le dieci cose più belle targate Cavanagh brothers.

Strano perché altalenante, a livello emozionale e musicale. Nello stesso disco convivono il quasi-ambient di ‘Are You There?‘ e il rock di classe di ‘Harmonium‘. Nel giro di pochi, intensi minuti si passa dalle atmosfere bucoliche e quasi folk di ‘Childhood Dream’ alla rabbia disperata della già citata ‘Pulled Under…‘. Nella stessa canzone (‘Violence‘), poche note di pianoforte e uno stacco in doppia cassa di una violenza che pareva dimenticata, in casa Anathema.

Disco strano quindi, umorale, costantemente in bilico tra quiete e tempesta. Oltre che intriso di malinconia, disillusione e un intenso, doloroso senso di abbandono. Emozioni e sensazioni che da sempre hanno caratterizzato gli inglesi. Vero, il modo di comunicarle è cambiato nel corso degli anni. Gli Anathema sono, ormai, una band rock, rimandano ora agli anni ’80, ora ai Cocteau Twins (titletrack docet), qualcuno fa il nome addirittura di Sigur Ros.

Ma, in fondo, poco ci importa quale sia il mezzo. Ciò che conta è il risultato, e da questo punto di vista ‘A Natural Disaster’ è un centro pieno. Temevamo di averli persi dopo ‘A Fine Day To Exit‘, ora ci dimostrano di essere ancora tra noi.

Fortunatamente, aggiungiamo. Abbiamo ancora un disperato bisogno di loro.

Gabriele Ferrari

VOTO: 8,5

Voto recensore
7
Etichetta: Music For Nations / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist:

01. Harmonium

02. Balance

03. Closer

04. Are You There?

05. Childhood Dream

06. Pulled Under At 2000 Metres A Second

07. A Natural
Disaster

08. Flying

09. Electricity

10. Violence


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