Metal Church – Recensione: A Light In The Dark

Dopo gli avvenimenti degli ultimi due anni, il futuro dei Metal Church sembrava tutt’altro che roseo. Il recente studio album ‘The Weight Of The World’ (2004), snobbato in pari misura da pubblico e critica (e obbiettivamente di scarso livello) lasciava infatti con il dubbio che la fantasia compositiva di una band cardine del power/thrash americano si fosse definitivamente inaridita. In seguito, la prematura scomparsa del vocalist David Wayne nel Maggio 2005 parve scrivere la parola fine al percorso artistico di un ensemble che aveva tracciato le coordinate del “metal-sound” di Seattle anni prima di Sanctuary e Nevermore.

Ma lo storico chitarrista Kurt Vanderhoof non si è perso d’animo e insieme ai compagni d’avventura Jay Raynolds (seconda chitarra) e Steve Unger (basso) ha reclutato il singer Ronny Munroe (ex-Rottweiller) e l’ottimo Jeff Plate (Savatage, Chris Caffey, T.S.O.) dietro le pelli.

Il risultato, questo ‘A Light In The Dark’, è un ottimo disco di power americano tradizionale in cui i Metal Church riportano in auge il passato della band, citato chiaramente anche nel titolo (un omaggio a quel ‘The Dark’ che vide la luce vent’anni or sono). Il corpo sonoro dei Metal Church è inconfondibile, scandito dai tappeti di riff “compressi” ma fantasiosi tessuti da Kurt, con in più quell’essenza plumbea ed aggressiva che negli ultimi tempi sembrava essersi sopita.

Abbiamo apprezzato in particolare la titletrack (posta ad aprire il disco), un episodio compatto sostenuto dal drumming variegato di Jeff Plate e la buona performance di Ronnie Munroe, che possiede un timbro vocale più morbido (e forse un pizzico meno interpretativo) rispetto a David Wayne. Citiamo inoltre ‘Mirror Of Lies’, un brano molto old-school pregiato dall’ottimo assolo di Kurt, ‘Temples Of The Sea’, una semi-ballad comunque energica dove suggeriamo di ascoltare con attenzione il “duello” tra le chitarre e ancora ‘Son Of The Son’, un pezzo inaspettatamente più solare che mostra un approccio orientato verso l’hard rock.

Il disco termina con un tributo al compianto David, una re-interpretazione di ‘Watch The Children Pray’ (originariamente apparsa su ‘The Dark’ – 1986) che non tocca i picchi emotivi dell’originale, ma in forza della buona interpretazione di Ronny Munroe, riesce comunque a farsi apprezzare. Non siamo ancora ai livelli dei primi due capolavori della band, ma la voglia di rimettersi seriamente in discussione c’è e si sente tutta. Bentornati Metal Church.

Voto recensore
7
Etichetta: SPV / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist:

01.A Light In The Dark
02.Beyond All Reason
03.Mirror Of Lies
04.Disappear
05.The Believer
06.Temples Of The Sea
07.Pill For The Kill
08.Son Of The Son
09.More Than Your Master
10.Watch The Children Pray 2006 (For David Wayne)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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