Sepultura – Recensione: A-Lex

Si potrà discutere sull’opportunità di continuare a chiamare Sepultura una band in cui mancano ormai entrambi i Cavalera, ma di fronte ad un disco ben riuscito come “A-Lex” non ha forse molta importanza guardarsi all’indietro. E’ questo infatti il migliore dei lavori prodotti da Kisser e soci nell’era post “Roots”. Avvisaglie di ripresa che si erano già sentite nel precedente “Dante XXI”, le cui intuizioni vengono qui portate a maggior compimento, mettendo a punto finalmente una formula che non è completamente nuova ma che evita con cura la critica di brutta copia del passato.

A far bella figura rispetto alle aspettative è in primo luogo Derrick Green, mai così a proprio agio sui pezzi (ancora un po’ “sgonfio” in alcuni momenti però) e per tutti quelli che pensavano alla fuoriuscita di Igor come ad una disgrazia arriva pronta la risposta del giovane Jean Dolabella: un batterista preciso e dinamico che non fa davvero rimpiangere il suo illustre predecessore. Si ha insomma la sensazione che ci sia la gente giusta al posto giusto, cosa non da poco viste le premesse, e che le composizioni siano perlomeno all’altezza del nome con cui vengono proposte. C’è molto varietà innanzitutto e si possono ammirare, più o meno sfruttate, tutte le tendenze che nel corso degli anni hanno influenzato la crescita musicale del gruppo. Abbiamo quindi sfuriate thrash-core, innesti tribali, groove industriali, etc… una bella dose di ultraviolenza e delirio psichico che rendono giustizia al concept da cui traggono ispirazione i testi, ovvero il romanzo “Arancia Meccanica” di Anthony Burgess.

Con caratteristiche di questo tipo viene un po’ difficile estrapolare singoli brani, visto il senso compiuto che il disco assume ascoltato tutto d’un fiato, ma cenno particolare lo meritano almeno tre brani: “Filthy Rot”, per la fantastica amalgama tra coro popolare, ritmi tribali e sonorità estreme, “The Treatment”, che rappresenta l’apice di violenza thrash-oriented del disco, e la lunga e articolata “Sadistic Values”, un brano carico di sofferenza che si sviluppa benissimo su un tappeto ritmico in crescendo. Curiosa anche “Ludwig Van” per la sua rilettura in chiave narrativa dell’amore per la musica classica di Alex, ma musicalmente il brano c’entra veramente poco nel contesto. Un po’ troppo scontato invece il gioco di parole usato per il titolo “A-Lex” (senza legge), ma in fondo va bene così.

Non è tutto perfetto, ma per essere una band data per morta i Sepultura sembrano godere di ottima salute…

Voto recensore
7
Etichetta: Steamhammer / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. A–lex I
02. Moloko Mesto
03. Filthy Rot
04. We’ve Lost You!
05. What I Do!
06. A–lex II
07. The Treatment
08. Metamorphosis
09. Sadistic Values
10. Forceful Behavior
11. Conform
12. A-lex III
13. The Experiment
14. Strike
15. Enough Said
16. Ludwig Van
17. A–lex IV
18. Paradox
Sito Web: http://www.myspace.com/sepultura

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