Siouxsie And The Banshees – Recensione: A Kiss In The Dreamhouse

“A Kiss In The Dreamhouse” rappresenta un punto nevralgico nella discografia dei Siouxsie And The Banshees e si configura come un ideale punto di passaggio tra la fase post punk iniziale (tanto spesso definita “dark” dalle nostre parti, chissà poi perché…) e il pop rock “noir”, elegante e sofisticato che li avrebbe contraddistinti in seguito. Accolto tiepidamente dalla critica, il disco ebbe comunque un riscontro commerciale discreto, piazzandosi all’undicesimo posto della classifica britannica.

Gli spigoli del post punk si scorgono ancora a tratti, ma le chitarre sono certamente più silenziose, mentre trionfano i synth e gli arrangiamenti di buon gusto, senza negare una malinconia di fondo. Se il primo singolo “Slowdive” è forse troppo plastificato, il secondo, “Melt!”, vince invece per i suoi ritmi orecchiabili e la consueta, splendida prova di Siouxsie Sioux, la cui versatilità non è minimamente scalfita. A giudizio di chi scrive gli episodi più riusciti sono l’opener “Cascade”, una goccia di malinconia giocata sugli intriganti synth che insieme all’introspezione di “Obsession” segna il percorso da seguire per le future contaminazioni tra un pop alla portata di tutti e l’ “ennui” del goth rock. Da segnalare anche “Green Finger”, brano più vicino alle sonorità primigenie al quale funge da contro-altare il kitsch new romantic di “She’a A Carnival”, pezzo studiato per il disimpegno.

Un passaggio determinante tra gli anni ’70 e gli anni ’80 che non deve mancare nella collezione di chi ama la band inglese.

Etichetta: Polydor

Anno: 1982

Tracklist: 01.Cascade
02.Green Fingers
03.Obsession
04.She’s A Carnival
05.Circle
06.Melt!
07.Painted Bird
08.Cocoon
09.Slowdive
Sito Web: http://www.myspace.com/siouxsieandthebanshees

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