Inmoria – Recensione: A Farewell To Nothing – The Diary Pt.1

Mi sono sempre chiesto come mai le band clone degli Stratovarius si contino ormai a centinaia, mentre siano pochissime quelle che tentano di seguire le orme dei Savatage. La risposta è nel secondo disco degli Inmoria. Per imitare il gruppo finnico fondato da Timo Tolkki bastano una buona tecnica ed una produzione cristallina, qualche melodia orecchiabile, tastiere barocche ed il gioco è fatto. I fratelli Oliva, nelle loro composizioni, invece, mettevano qualcosa in più: l’ispirazione, il tocco magico, la classe, tutte qualità che fanno la differenza e riescono a trasformare una canzone in un gioiello. Gli Inmoria sono una band svedese, composta da ex Tad Morose e completata dal nuovo vocalist degli Artillery, Nico Adamsen, che suona un metal ottantiano, infarcito di tastiere cupe.

“A Farewell To Nothing – The Diary Pt.1” è un album di heavy metal classico, con divagazioni power (limitate a qualche accelerazione) e sinfoniche, che molto deve ai Savatage, ma anche a band di power americano, come Brainstorm, Morgana Lefay ed Evergrey. L’atmosfera delle dodici song che vanno a comporre il disco è oscura, amplificata da un lavoro di keys che predilige i cori e le sezioni di archi, unitamente ad una voce al vetriolo, talvolta recitativa altre più diretta e sanguigna. Il risultato finale non è del tutto soddisfacente, anche se va apprezzata la volontà degli Inmoria di uscire dai soliti canoni, percorrendo se vogliamo la via più difficile. Dall’opner “Blinded” in poi, ci troviamo di fronte ad un lavoro in cui le chitarre di scuola thrash sono sempre in primo piano, in una concezione di canzone diretta ed immediata e senza troppi fronzoli. Il maggior difetto di “A Farewell To Nothing – The Diary Pt.1” è la ripetitività del sound, soprattutto nelle parti più veloci, che va inevitabilmente ad inficiare sulla longevità di un platter composto da canzoni che si somigliano un po’ tutte.

“A Farewell To Nothing – The Diary Pt.1” non è affatto da buttare, ma solo con la tecnica e l’esperienza, senza un briciolo di genio in fase di songwriting, è impossibile sfornare un discone. Gli Inmoria ci hanno provato, ma la lampadina non si è accesa.

 

 

Voto recensore
5,5
Etichetta: Ice Warrior / Rock it Up

Anno: 2011

Tracklist:

1. Blinded 03:38

2. End of the Line 04:26

3. The Mirror 04:16

4. Hear My Prayers 04:48

5. In My Dreams 04:19

6. Just Another Lie 04:23

7. The Silence Within Me 03:56

8. My Last Farewell 04:21

9. Save Me 04:11

10. Watch Me Bleed 04:39

11. My Shadow Fall 04:07

12. Why 03:59


Sito Web: http://www.inmoria.com/

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