Recensione: A Dramatic Turn Of Events

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Recensione: A Dramatic Turn Of Events

Dream Theater

Track Listing

01. On The Backs Of Angels

02. Build Me Up, Break Me Down

03. Lost Not Forgotten

04. This Is The Life

05. Bridges In The Sky

06. Outcry

07. Far From Heaven

08. Breaking All Illusions

09. Beneath The Surface

 

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Eccoci alle prese con un nuovo lavoro dei Dream Theater, pronti a rispondere alla raffica di mail di protesta che fisiologicamente arriveranno in redazione dopo la pubblicazione di questa recensione; già perché, che questa sia buona o meno, ci sarà sempre qualche die hard fan pronto a mandarti a quel paese perché non d’accordo col giudizio che tu hai dato (e ciò comunque dà l’idea dello status di culto che la band americana ha raggiunto). Ma non ci scoraggiamo e andiamo ad analizzare un lavoro del quale purtroppo non si può parlare in toni entusiastici.

Rispetto alle ultime prove da studio “A Dramatic Turn Of Events” è leggermente più melodico e ad impronta tastieristica; l’assenza di controcanti aggressivi lo rende più accessibile pur essendo sempre presente la ricerca del passaggio iper-tecnico ed essendo pieno dei soliti riff compressi di John Petrucci. Peccato che a peggiorare il tutto purtroppo ci si mette James LaBrie che da qualche anno è ormai assolutamente anonimo a causa di un palese calo vocale. In buona parte delle composizioni è presente un arrangiamento epico/orchestrale che prova a celare una scarsa ispirazione del songwriting; l’ascoltatore dovrebbe aver ormai capito che non basta concatenare una serie di riff diversificati per ottenere una canzone valida soprattutto se le linee vocali sono le più banali mai sentite su un lavoro della band di Long Island (“On The Backs Of Angels”). Per contro Mike Mangini si conferma batterista preciso e dall’alto tasso tecnico anche se per il momento continuiamo a preferire il suo drumming in altri contesti soprattutto perché su questo lavoro non è uscito dal seminato giocando a fare il Portnoy…musicista che, bisogna riconoscerlo, apportava moltissimo alla creazione dei pezzi.

Piace abbastanza il Petrucci solista, perché tende a recuperare il feeling melodico che fu, mentre un lato negativo di questo lavoro (oltre al citato LaBrie) sono i pezzi lenti tipo “This Is The Life” e “Far From Heaven”, davvero soporiferi e che fanno schizzare la glicemia alle stelle; le canzoni invece più riuscite sono probabilmente “Bridges In The Sky” e “Breaking All Illusions”…ma non stiamo parlando di qualcosa di epocale.

Niente da aggiungere, continuiamo a vivere nel ricordo di una band comunque importantissima ma che ha già ormai esaurito di dare il meglio di sé almeno da un lustro.

 

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99 Commenti

  1. Andrea

    Non sono assolutamente d’accordo con il voto, e nemmeno con molte delle considerazioni contenute nella recensione.
    Al contrario lo considero un buon lavoro, una buona base per la band newyorkese per ritornare ai vecchi fasti.

    Voto personale: 7,5

    • Punto di vista assolutamente accettabile! Dico solo che non è obbligatorio tornare ai vecchi fasti (anche se piacerebbe anche a me) ma cercare nuove strade e “progredire” davvero. Con certi gruppi che ci sono in giro adesso non abbinerei più il termine prog ai DT!!!

  2. Andrea

    Francamente non vedo perchè i fan dovrebbero arrabbiarsi. Ogni punto di vista è lecito.
    Il 99% degli esseri umani preferisce Lady Gaga ai Metallica, non c’è da stupirsi che qualcuno preferisca i Karmakanic ai Dream Theater.

    Anzi, per i fan (tipo me) è sempre stato divertente leggere queste stroncature, un pò come quando gli amici affezionati di Vacanze di Natale ti stroncavano senza pietà l’ultimo film di Kubrick. Si sorrideva, con un po’ di (arrogante, lo ammetto) affetto.

    Quanto a questa specifica recensione ho un dubbio: sicuri di non aver ascoltato l’ultimo lavoro solita di La Brie? Il dubbio, francamente, resta…

    • Caro Andrea lo scrivi tu: “ogni punto di vista è lecito”.

      Quindi piantiamola di pensare che se non esaltiamo un lavoro a tutti i costi vuol dire che non conosciamo questa o quella band, oppure abbiamo ascoltato un fake o roba simile. Seguo i DT da 20 anni, li ho visti dal vivo una decina di volte e li ho venerati per anni…quindi sono il primo ad essere deluso. Ho ascoltato svariate volte il nuovo lavoro e pur non discostandosi dalla produzione recente lo trovo ancor più fiacco e prevedibile.

  3. aldo

    …ma per cortesia… che recensione superficiale… E’ bellissimo album che si lascia ascoltare, punto e basta.

  4. Giorgio

    Anche io non sono d’accordo con il recensore per me questo e’ un deciso passo avanti dopo l’lultimo orrendo BCeSL, pero’ sono contento di notare l’assoluta qualita’ ed imparzialita’della recensione che coferma ancora una volta questo sito al top (basta vedere che i siti esteri hanno dato tutti voti assurdamente alti paragonandolo addirittura con Images and Words..pura blasfemia).
    Continuate cosi.

    • Andrea

      Ah ah..io sono tra i blasfemi :)

      Dopo 4 CD (da ToT a BC&SL) che mi erano piaciucchiati al primo ascolto e che ora sono li a prendere muffa, ADTOE mi ha ridato la stessa gioia della “scoperta” di I&W…

      Su molte canzoni (Outcry & LNF in primis) al primo ascolto ho avuto la stessa reazione (“ma che è sta roba??”) di 20 anni fa con Metropolis, mentre ora le adoro!!

      E IMHO è davvero il loro gran disco “della maturità”, dopo Images che era stato il capolavoro dei 20 anni e SFAM dei 30…ed è sicuramente il disco suonato meglio (e mentre ovviamente sui gusti non si discute, criticare la qualità “tecnica” di questo disco è …una reazione gelosa? nel migliore dei casi…)

      Poi vadano anche le recensioni critiche ma
      – le insufficienze qui le beccano quasi solo i DT. Se avessi costruito la mia discografia sui voti oggi sarei un uomo moooooooooooooolto meno felice :)
      – se in autostrada ti sembra che vadano tutti contro mano….:)

  5. Alex

    Onestamente mi trovo in disaccordo totale con la recensione..
    Finalmente dopo un periodo un pò “buio” i Dream Theater hanno sfornato un disco ben fatto, con belle soluzioni, canzoni molto tecniche alternate a canzoni più soft, finalmente con arrangiamenti ricercati, bei suoni e idee fresce, non come in alcuni dischi precedenti dove si sentiva che certi pezzi suonavano forzati. Finalmente basta riferimenti ai Metallica o ai Muse.
    Per quanto riguarda Labrie, considero che è un cinquantenne e sicuramente è meno ad agio con le note più alte, ma secondo me la prestazione del canadese è più che buona, nelle parti melodiche in pochi sanno cantare come lui, e anche nelle parti più tecniche e alte a me piace, ha sempre un vibrato da paura, una voce corposa e comunque raggiunge sempre altezze da tenore…
    Il mio voto è 8, mentre era 6 per Black Clouds of….quindi direi un bel passo avanti.
    Il giudizio negativo sulla rece però non è tanto il voto basso, ma più che altro mi è sembrata molto banale, frettolosa e buttata li. Un disco così complesso meriterebbe un’analisi approfondita, brano per brano, magari sviluppata non da un solo recensore ma da più persone, alcune delle quali musicisti. Comunque rispetto Alberto, sa fare il suo lavoro, ma sta volta sorry ma non mi è piaciuto… peace

    • Questo è un commento costruttivo! Per quanto riguarda il track by track è una soluzione che Metallus non ha mai percorso così come non ha mai pubblicato recensioni lunghissime (salvo qualche eccezione) perché la fruibilità di una webzine non è paragonabile alla stampa cartacea.

      • maiden1976

        anche secondo me la recensione non risulta per nulla esaustiva. Lasciando da parte il discorso track by track che anche io a volte trovo inutile e noioso, ma un album del genere (poi la musica all’interno del dischetto può piacere o meno) meriterebbe una descrizione più approfondita, va bene la fruibilità di una webzine come dici tu, ma il lettore in questo caso non riesce ad avere tutti i parametri per poter decidere o meno di comprare l’album. Posso capire una recensione di un gruppo Brutal qualsiasi che fa la stessa nota per soli 25 minuti, ma qui si parla di un nome importante e di un album dalla lunghezza di quasi 80 minuti!
        Sarà anche una linea editoriale ed io nn la discuto, ma per alcune recensioni dovrebbe essere diverso e per questo mi sono permesso di criticarla.

    • Paolo

      Condivido in pieno l’analisi di Alex dalla prima all’ultima parola. Anche per me valgono tutte le cosiderazioni da lui fatte, sia sulla recensione che sui DT, anche per me il disco vale 8! Era dai tempi di scense from a memory che non si sentiva un disco così… anzi “voglio essere cattivo” non ho sentito affatto l’assenza di Portnoy… anzi ultimamente quelle parti inutilmente e forzatamente inkazzate (in stile Metallica) e quei suoi “cori” mi stavano cominciando proprio a stufare. Con questo disco i Dream sono tornati alla melodia senza rinunciare alla tecnica e alla potenza, caratteristiche che li hanno resi grandi sin dalle origini… e questo per me vale già un paio di punti in più rispetto agli ultimi album sfornati…

      Mi spiace ma la recensione è esageratamente impietosa…

    • Mi trovo assolutamente d’accordo con quanto hai scritto! :) . E mi unisco anch’io alla comitiva degli 8 (anche se, facendo finta non ci sia BMUBMD, potrei elevare ad 8,5)

  6. PEPPE

    KE RECENSIONE…!!!ORMAI C’E’ UN CERTO GUSTO A CRITICARLI MA CMQ I FATTI PARLANO CHIARO,,,SONO TROPPO FORTI…QUESTI RECENSORI INVECE NO,,SI FISSANO SU QUEI LATI NEGATIVI NON SAPENDO COSA DIRE QUANDO SENTONO ALBUM STRATOSFERICI…TUTTI I LORO ALBUM SONO PAZZESCHI MA NON TUTTI CAPOLAVORI…..DA TOT A BC&SL SONO STATI UN PO’ AL DI SOTTO A CAUSA DELLE INFLUENZE STILISTICHE DI PORTNOY KE ERA DA APPREZZARE PER IL CORAGGIO MA DA CRITICARE PERCHE’ COSI FACENDO CAMBIAVA LA LINEA STILISTICA DELLA BAND…A DRAMATIC TURN OF EVENTS E’ UNA FRECCIA SCAGLIATA AL CENTRO DEL BERSAGLIO…CONCORDO CON ANDREA AL PRIMO ASCOLTO NON L’HO CAPITO…STESSA COSA MI E’ CAPITATA CON I LORO CAPOLAVORI PASSATI…POI DOPO MI RENDEVO CONTO KE ERANO SPAZIALI……AL SECONDO E AL TERZO ASCOLTO SONO RIMASTO SBALORDITO DA QUEST’ULTIMO.SARA’ UN CASO KE ALL’ESTERO OGNI ALBUM DEI DREAM THEATER E’ QUASI SEMPRE CONSIDERATO UN CAPOLAVORO?SOLO IN ITALIA SI CRITICA QUESTA BAND COSI TANTO..E POI CRITICARE JAMES PER LA VOCE…?KE SENSO HA?E’ OVVIO KE NON HA PIU’ 20 ANNI MA QUELLO KE CANTA EMOZIONA E NEI LIVE SPACCA….PER LORO SAREBBE UN GIOCO DA RAGAZZI RICOPIARE UN CAPOLAVORO TIPO AWAKE O ALTRI..VOLUTAMENTE NON LO FANNO… NON SI RIBASSANO A FARLO ..SAREBBE TROPPO FACILE…TANTO LA CRITICA SAREBBE:SI SONO LIMITATI A COPIARE I&W TANTO PER CITARNE UNO ….CHIUDO DICENDO UNA FRASE DI CELENTANO:I DREAM THEATER SONO ROCK ,I RECENSORI SOPRATTUTTO ITALIANI SONO LENTI.MA PROGREDITE UN PO’ PER PIACERE..VOI RECENSORI SCOMMETTO KE ASCOLTATE I GRUPPI KE SFORNANO ALBUM SEMPRE BEN VISTI PERCHE’ SONO SEMPRE UGUALI NELLA COMPOSIZIONE.SOLO GELOSIa ,,e’ questa la verita’ e fate a meno di dire ke non e’ vero.se i dt ke hanno questa inventiva musicale vengono cosi’ criticati allora le altre band e’ meglio ke si ritirino al primo album.e certi gruppi ke ci sono in giro sono fantastici ma quelle cose mi annoiano a morte..bello copiare i maestri del prog mettondoci solo qualcosina di tuo.

    • Peppe, ti assicuro che se si potesse non criticarli sarei lo scribacchino più felice d’Italia visto quanto li ho apprezzati in passato. Ti assicuro altresì che ho ascoltato ADTOE svariate volte prima di scrivere una recensione che per il sottoscritto rispecchia la minestra ritrita che i nostri ci hanno propinato.
      Mi fa più incazzare la sparata sul fatto che noi spingeremmo solo gli album ben visti…stai scherzando spero? Per Metallus vale semmai il contrario ed abbiamo spesso ricevuto rimbrotti dalle etichette.

  7. Enrico Di Nunzio

    L’album ha bisogno di diversi ascolti per essere assimilato, ancora non so dire se mi piace o no, certo è che la recensione è troppo superficiale, considerando che c’è tanta carne al fuoco direi che era più giusto fare una recensione track by track…determinate band non le puoi liquidare con 27….

  8. marco

    più lo ascolto, più mi piace. Per me la recensione è stata assemblata troppo frettolosamente e non argomenta adeguatamente un album molto complesso. Ci sono molti più arrangiamenti prog e melodici rispetto ai precedenti 4 album che erano molto più duri (vista la tendenza di portnoy negli ultimi anni). Poi, parlare male della voce di Labrie… Signori mi chiedo dove si riesca a trovare un 50enne che sia così efficace sia sulle parti più melodiche che su quelle più alte, li ho visti a roma quest’estate ed i suoi acuti erano da brividi… per me, voto 8 all’album, voto che non fa che crescere ad ogni ascolto

    • Andrea

      by the way, non sono un super fan di James ma in questo disco batte anche (…con qualche aiutino…) il suo record personale con un be LA!!! :) (BMUBMD)
      Voglio anche io il suo calo di voce….!!!!

      Già ho scritto 2 post e questo sarà l’ultimo, comunque fa piacere non sentirmi solo nel giudicare questa recensione estremamente prevenuta e superficiale.

      Avrei capito molto di più un 6 trasparentemente politico del tipo “disco di nuovo originale, suonato benissimo e pieno di spunti ma ormai da queste parti ci siamo stufati dei Dream Theater”

      Ultimissimo commento: a me ste recensioni non fanno arrabbiare, “mi dispiacciono”…tanto per capirsi, se uno non poga con il riff di BMUBMD o non si emoziona con “Beneath the surface” che dire…peggio per lui, mi spiace davvero!

  9. Fabio

    Signori, io stavolta sto nel mezzo. Di certo i Dream di Metropolis P.2 nn ci sono più e questo mi sembra indiscutibile. Sta di fatto però che dar contro alla recensione perchè boccia il nuovo album dando contro agli ultimi due o tre mi sembra obiettivamente strano. Premettendo che i gusti sono soggettivi, da musicista mi permetto di cogliere alcuni dettagli: le ballatone ci sono anche in BC&SL, wither cosè? e the best of time e the count of tuscany che finale hanno???? Allora a chi boccia gli ultimi album e li lascia a prendere la muffa dico che forse è il caso di consumarli come il sottoscritto e troverà delle emozioni che pochi pezzi regalano. Quest’album??? a mio parere, più leggero, meno metal anche nel missaggio, nn c’è Portnoy e si sente nn solo in fase di songwriting ma anche di missaggio che risulta meno potente, notate la “pacca” nei cd precedenti; qui il drumming è stato lasciato un peletto indietro.Trovo cmq che ci siano delle parti davvero troppo slegate tra loro in alcuni pezzi, forse era proprio Portnoy a sistemare questi dettagli. Labrie è sempre Labrie, lo preferisco con i DT che da solista ma questa volta lo trovo un po’ “diverso”. Sarà che Mike aiutava anche con le linee vocali? L’album è valido, sicuramente valido, ma va lasciato tempo al nuovo elemento di legarsi al resto, ho trovato delle parti poco convincenti dal punto di vista del groove e dei fill. Sono fiducioso che in futuro sarà sempre migliore da questo punto di vista, ma personalmente spero sempre in una reunion. Per me, e sottlineo per me, i Dream Theater senza Portnoy sono come gli Iron senza Bruce. Ciao a tutti voi che, come me, hanno la nuova colonna sonora per l’autunno-inverno!

    • Andrea

      ah ah…mi contraddico subito e posto una risposta alla “frecciatina” (..gradita…! :) )
      Diciamo che prima di metterli a prender muffa mi sono fatto un best of dei 4 dischi…:) (non sono tutti da buttare, sono solo stati “calanti”…!)

      Stracondivido il finale sulla colonna sonora…(ogni volta che esce un loro disco faccio davvero fatica ad ascoltare altro…), meno il discorso su MP…

      Per me il “bruce” dei Maiden è JP…diciamo che MP è il Nicko della situazione IMO (ossia dispiace tantissimo MP se ne sia andato ma in fondo in fondo è “replicabile” ..)

      Un saluto

      A.

      • Fabio

        No sai Andrea..proprio no! MP è uno dei fondatori ma se guardi cosa faceva per i DT noterai molto + di ciò che Nicko (numero 1 lo stesso) fa per i Maiden. Nicko ha 1 pezzo all’attivo in quasi 30 anni di Maiden! è il batterista dei Maiden, ma per MP essere il batterista era l’ultimo dettaglio. Era produttore, regista, ecc ecc…insomma come diceva lui i DT erano la sua vita….forse, ma è un parere mio, il tempo che aveva chiesto di pausa gli doveva essere concesso…ma è un altro discorso…ora godiamoci sto album e magari qlc live al chiuso e senza Mike :-(

        • Andrea

          Vero anche questo…io parlavo più però della “sostituibilità musicale”.
          Quello che volevo dire è che i Maiden senza Bruce IMHO erano totalmente inascoltabili…

          I dream senza Mike..bè,- a parte le differenze nello stile con Mangini capibili solo con un ascolto “tecnico”- francamente credo che uno potrebbe anche non essersi accortato della sostituzione..
          I dream senza Petruccino invece…non voglio neanche pensarci!!!

  10. Alby

    Mi trovo in disaccordo completo con la recensione, per un semplicissimo motivo: questo gruppo ha la capacità di emergere a distanza. Pezzi apparentemente piatti celano dietro di sé un sacco di significati che non si colgono nei primi 10 ascolti, ma solo successivamente, dopo settimane.

    Tanta complessità ha bisogno di tempo per essere “digerita” e compresa. Non significa che per fare buona musica sia necessario scrivere pezzi complicati e inascoltabili, ma ancora una volta noto che man mano che si ascoltano queste canzoni emergono sempre nuove sfumature, nuovi accenti, nuove finezze che i DT ci regalano senza che vengano svelate subito.
    Al primo ascolto non mi piacque nessuno dei loro dischi, ad eccezione di qualche pezzo. La stessa cosa vale per “a Dramatic Turn of Events”, che dopo diversi ascolti comincia ad essere comprensibile, e non fa altro che migliorare.

    Apprezzo molto il nuovo stile di Labrie che non grida più come un dannato ma interpreta moltissimo i pezzi. Certo, secondo un metallaro vero un cantante dovrebbe spaccarsi le corde vocali e rimanere sempre su registri altissimi!! Ma che razza di parametro è questo per giudicare l’arte?? E’ una gara??? Fatemi il piacere..

  11. Mauro

    Ovviamente da die hard fan non capisco recensioni come questa, ma si sa che i DT sono sempre al centro di discussioni all’uscita di un nuovo lavoro.
    Io apprezzo il CD e consiglio vivamente l’acquisto.

  12. Luke

    Neanche di fronte all’evidenza riesci ad essere obbiettivo eh??? E ti fanno recensire dischi di questo calibro con il tuo pressapochismo viscerale e la tua spropositata saccenza… complimenti alla redazione, bel sito (!!!) e grandi opinionisti (non vi chiamo giornalisti perché non trovereste posto neanche in una fanzine fotocopiata). Adesso sotto con Opeth (che ora scimmiottano addirittura i Blue Oyster Cult), mi raccomando: massimo dei voti !!!

    • Quale sarebbe l’evidenza? Non sapevo che Luke fosse a conoscenza della verità assoluta! Non solo mi fanno recensire dischi come questo ma mi occuperò anche di Opeth proprio nelle prossime settimane…mi dispiace per te 😀

      Nessuno di noi ha la pretesa di essere giornalista, infatti abbiamo tutti altre attività: però se sulla tua fanzine c’è posto mi candido volentieri!!!

  13. LUGREZZO

    alleluia, finalmente qualcuno che non è drogato
    c’è una bella distinzione tra fan fedele e fan fanatico.
    ai fan fanatici qualsiasi cosa gli si da basta che c’è scritto sopra un bel nome e morirebbero per dire che è un capolavoro. i fan fedeli invece mostrano sempre una cavolo di oggettività.
    io ancora l’ascolto l’album, ma penso che mi piacerà assai, ma ti stimo lo stesso

  14. Saetta McQueen

    per la serie “come rimediare un bel pò di click e commenti ad un sito che non ha mai avuto autorevolezza”. l’occasione è ghiotta e fartela scappare è impossibile, e quindi giù di brutto con il voto, per giunta con una recensione che più povera di argomentazioni non si può, tanto da far sorgere il dubbio che effettivamente il recensore abbia ascoltato l’album. bravi, bravi.

    • Sulla recensione la puoi pensare come ti pare, evidentemente il modo è pieno di gente più adatta di me a riversare in poche righe i commenti su un album di quasi 80 min.

      E cmq non abbiamo questo gran bisogno di rimediare click…parlano i numeri!!!

  15. Trollhammaren

    Mah! A me sembra che, per qualche ragione a me ignota, i Dream Theater facciano ormai parte di quelle band che vengono segate a priori perchè “è di moda”.
    Sono convinto che se anche pubblicassero un capolavoro (ok non è questo il caso sono daccordo) ci sarebbe sempre il gruppetto che li boccerebbero senza pietà…
    Rispetto la (bella) recensione ma ripeto mah…
    (V.P 7,5)

    • Sbagli perché è la classica band per la quale si ha un occhio di riguardo…e se ci fossero le basi per parlarne bene saremmo i primi (vedi la mia rece di “Systematic Chaos”).

      Cmq mi sembra che in rete ed in altre testate italiane (online e cartacee) non è che ADTOE sia piaciuto molto…

      • Andrea

        Alberto, su questo ti sbagliaucci…
        Il 90% delle recensioni che ho letto sono positive…
        Le uniche negative che ho letto sono:
        1) Italiane…(strano!!!)
        2) Di gente che parlava della scarsa performance del nuovo drummer Mancini
        3) Di gente che parlava del riff a 7 corde di “on the back…”

        Per il resto la stragrande maggioranza delle recensioni e dei giudizi dei fan è molto positivo. Come al solito, molto più all’estero che in Italia,

        Su questo devi fartene una ragione, temo…

        • Dici? Io ho letto recensioni con voto finale positivo che però lette con una certa attenzione criticavano anche pesantemente il lavoro…però me ne farò una ragione, e tra l’altro credo sopravviverò 😀

          • Andrea

            Ovvio, perchè anche criticando pensantemente il lavoro OGNI disco dei Dream rimane LARGAMENTE al di sopra della sufficienza e della media del resto della produzione musicale mondiale.

            Invece vengoso sempre giudicati con un metro a parte..e questo è “maticamente” scorretto…nei vostri giudizi (parlo di questo ed un altro sito italiano) si usa il chilometro per misurare una distanza in metri, quando si da il voto.

            E, by the way, il 99% delle recensioni lette vede netti miglioramenti rispetto a Systematic de altre produzioni recenti.
            Cosa, francamente, talmente evidente sotto tutti gli aspetti (tecnica, produzione, originialità, melodicità, …tutto..) da rendere difficile anche un argomentazione…

  16. Sam85

    Come sempre si parte in un certo modo poi si va via via degenerando…
    Possibile che non si riesca mai ad affrontare discorsi in modo costruttivo e soprattutto cercando di limitarsi a parlare di musica, invece di sottolineare le doti o meno degli addetti alle recensioni?
    Caro Lugrezzo se esistono queste due categorie (fan fedele e fan fanatico) allora aggiungi pure un categoria alla quale mi sento di appartenere : supermegastrafanatico!!!
    Credo che ciò che differenzia il modo di esporre le opinioni sia invece il nostro background culturare e soprattutto musicale.
    Io AMO questa band e la loro musica mi emoziona in modo indescrivibile.
    Anche cercando di far emergere il mio lato “da musicista”, non riesco ad essere oggettivo nei loro confronti.
    In ogni caso ci sono alcuni punti della recensione su cui vorrei intervenire:

    -trovo sbagliato dire che il disco sia pieno “dei soliti riff ipertecnici e compressi”, il suono di J.P. risulta essere molto più lirico sulle parti soliste e meno compresso nella ritmica che non risulta essere mai troppo tirata o pesante. (Stile dark eternal night per intenderci).

    -è vero che J.LaBrie ha perso le sue capacità vocali ma perchè non sottolineare il modo in cui riesce a compensare nei registri medio\bassi (soprattutto nelle ballads), con grande espressività e calore?

    -assolutamente in disaccordo sul discorso “mancanza di idee nel songwriting”: Grazie a M.P. la band proponeva sempre brani un pò più accattivanti e diretti, mentre qui c’è stato un cambio di direzione in favore di arrangiamenti che risultano essere più complessi ,celati, che affascinano l’ascoltatore giorno dopo giorno…ascolto dopo ascolto. (Caratteristica principale del VERO prog)

    In conclusione trovo che la recensione sia tutto sommato veritiera ma che abbia sottolineato solo i lati negativi di questo (a parer mio) splendido disco.

    Voto personale : 8

    • Saetta McQueen

      rispondo ad una tua affermazione:

      “Possibile che non si riesca mai ad affrontare discorsi in modo costruttivo e soprattutto cercando di limitarsi a parlare di musica, invece di sottolineare le doti o meno degli addetti alle recensioni?”

      chi scrive una recensione on-line deve anche accettare le critiche alla stessa recensione e questo fa parte del gioco. a parte il voto, la recensione sembra scritta da un bambino di 10 anni, questa è la verità. o è una trollata per far guadagnare link al sito, e a quanto pare ci è riuscito, o il recensore è proprio incapace. a voi la scelta. avesse argomentato meglio almeno il suo pensiero. un album di un gurppo di questo livello liquidato con quattro righe. l’ippica, esiste sempre l’ippica, lo ricordo sempre ai santoni recensori del web.

      • Sulle critiche hai perfettamente ragione ma non è esattamente la prima recensione che scrivo.

        Magari è la prima volta che leggi Metallus…e comunque i cavalli non mi fanno impazzire 😀

        • Saetta McQueen

          e meno male, fosse stata la prima avresti messo solo il voto e bon.

    • Ottime argomentazioni, bravo!

      E’ vero, il suono di JP è più aperto però, se ha cercato di recuperare un certo lirismo nei solos, la parte ritmica mi sembra ancora pesantuccia (il che non è un male visto che credo che l’amore per la distorsione di chitarra accomuni tutti noi).

      LaBrie è sempre stato espressivo sui bassi e la sua tecnica sul vibrato non si discute, però il calo è fisiologico quanto palese; la questione dei 50 anni lascia il tempo che trova…devo per caso citare Glenn Hughes e altri? 😀

      E’ vero MP rendeva tutto più “grezzo” però senza andar troppo indietro nel tempo un “Systematic Chaos” mi sembra di un’altra categoria.

  17. Sbiriguda

    La recensione è fin troppo dettagliata per un disco fondamentalmente piatto, vuoto e inutile, praticamente la classica ciofeca che si limita a spianare la strada alla più scontata delle reunion con Portnoy (e magari Kevin Moore al seguito, visti i lamenti di Rudess dopo lo split). Tra un terremoto e l’altro, ci siamo “goduti” una telenovela mediatica che definire stucchevole è un blando eufemismo, tra audizioni pleonastiche, progettini risibili e tante schermaglie puerili, per riportare almeno i riflettori del gossip su una band che artisticamente ormai non dice NULLA dai tempi di ‘Scenes From A Memory’.

  18. Saetta McQueen

    ma poi, dico io, possibile che ogni volta si debbano leggere pareri così estremi ? mah…
    per me l’album è da 7,5. non è un capolavoro ma neanche da liquidare con un 5 o con termini come “ciofeca”, usati dai classici detrattori (perchè fa figo essere detrattori). ci sono pezzi molto belli, soprattutto nella seconda parte del disco, che non capisco come possano non piacere anche ai vecchi fan dei DT.

    ogni volta, per i grandi gruppi, mi tocca leggere sempre le stesse cose: “ormai sono morti dai tempi di …”. e che palle. ascoltare un disco con una mentalità un pò aperta, senza aspettarsi di ritrovare il gruppo di anni e anni fa, è davvero così difficile ? a quanto pare si !!!

  19. Fabio

    D’accordo: un disco, come qualsivolgia produzione dell’intelletto umano che sia resa pubblica, può piacere o meno, andare incontro ai commenti entusiasti del fan come alle critiche corrosive del detrattore; e fino a qui tutto lecito.

    La cosa che però non mi va proprio giù (neanche assumendo dosi massicce endovena di “Brioschi”) quando leggo una critica ad un album dei DT è data dalla seguente affermazione:”pur essendo sempre presente la ricerca del passaggio iper-tecnico ed essendo pieno dei soliti riff compressi di John Petrucci”.

    Ecco, un’affermazione come quella poc’anzi citata mi fa salire la pressione, mi fa, si, mi fa incazzare; criticare un album dei DT perchè ci sono passaggi ipertecnici non ha senso.

    L’ipertecnica è il segno contraddistintivo dei DT, punto. E la vena creativa non è inversamete proporzionale alla tecnica dei musicisti.

    Detto ciò, ADTOE sarebbe stato un capolavoro se reso in una versione a “6 tracce” (toglierei “Build me up, Break me down”; “Far from heaven” e “On the backs of angels”).

    Ciao a tutti

    Fabio

  20. Antonio

    Questa recensione sarà anche banale e poco sviluppata, ma mi pare che centri tutti i problemi del disco in questione:
    – linee vocali banali
    – Parti di tastiera pompose ed orchestrazioni che servono unicamente a tentare di mascherare la struttura prevedibile dei pezzi
    – Una fiacchezza generale dei pezzi (soprattuto i lenti)
    In generale, un tentativo malriuscito di recuperare parte dell’approccio melodico, degli esordi, senza però la classe e la genialità che li ha contraddistinti in passato.
    Un disco semplicemente brutto.

  21. Sbiriguda

    Con tutto il dovuto rispetto, se fa “figo” essere detrattori, fa quantomeno “sfigato” essere sostenitori oltranzisti a dispetto della benché minima obiettività critica. E’ comprensibile l’eccitazione verso l’album appena pubblicato dalla propria band preferita, ma il tempo dirà che questo album è solo l’ennesimo fiasco di una carriera artisticamente morta da quasi un decennio. Portnoy o mica Portnoy.

    • Saetta McQueen

      rispondo perchè evidentemente ti riferivi a me visto che hai riportato una mia frase. se per te dare 7,5, come ho fatto io, è essere sostenitori oltranzisti alloro saluto e vado via (tra l’altro non sono la mia band preferita se ti interessa saperlo). il sostenitore oltranzista “sfigato” avrebbe dato un voto molto più alto del mio. io invece penso che il lavoro abbia dei difetti, probabilmente dovuti all’eccessiva fretta a metterlo fuori. guarda caso, facendo una media di un bel pò di recensioni pubblicate, questa è proprio 7,5. come dire, tanto per cambiare, la verità sta in mezzo.

  22. Fabio

    @Sbiriguda
    Puoi definire un “fiasco”, musicalmente parlando, per cortesia?

    Fabio

    • Andrea

      vendere bene, perchè vuol dire che sei diventato commerciale! :)

      • Saetta McQueen

        ottimo metro di giudizio. complimenti, chiaro segno di chi pensa che il metal e dintorni sia sempre un fenomeno dai piccoli numeri. non è così da un pezzo, per fortuna.

  23. Mirko

    Ho ascoltato frettolosamente il disco e da “scenes from a memory” continuo sempre a dire… “Azz… mi manca infinitamente Kevin Moore alle tastiere”. Dava una bella smussata e armonizzava tutto in maniera insostituibile! Ovviamente IMHO.
    Una volta un insegnante di batteria mi ha detto che la definizione di musica (da conservatorio) è l’unione di armonia, melodia e ritmo. Negli ultimi album dei DT molto spesso (in alcuni/troppi punti) manca armonia. Solo riff ipertecnici e “bordellosi” fini a se stessi.
    Avrete capito che sono un FAN “vecchio stile”.
    Mi riservo comunque di ascoltare meglio l’album e poi rivalutare meglio.

    • Saetta McQueen

      sapessi quanto lo rimpiango io Kevin Moore…almeno stavolta J.R. non ha rotto i maroni con il game boy…

  24. emilio

    Mi domando ogni volta il perchè di tutte le stroncature sui DT..
    cari recensori dei miei stivali… pensate per caso che noi le orecchie ce le abbiamo per soprammobile?? non è possibile che ogni volta si debba tirare in ballo il passato remoto! è ovvio e palese che i DT non sono piu quelli di 20 anni fa.. questo non ci impedisce di ascoltare, senza troppe paranoie, un album gradevole, si lo ammetto a tratti soporifero ma anche energico e appassionante..
    e non venirmi a dire (caro il mio recensore) che Breaking all Illusion non sia un pezzo da ricordare.. se poi tutto deve limitarsi ad una stroncatura… beh… fate pure

  25. jackcarver

    Scusate, ma recensioni non recensioni, pensieri non pensieri, ma chi se ne frega, di qualsiasi disco si parli ci saranno coloro a cui piace e viceversa- ( a me piace) – così come sono piaciuti gli altri lavori; mi sembra comunque di non sentire grandi capolavori in giro. Quindi, a chi piace se lo ascolti, gli altri ascoltino altra roba.

  26. riporto una frase di un uomo saggio:
    “Il fan dei Dream Theater è isomorfo al blackster più deteriore, con la differenza che gli si attribuisce, spesso a torto, una maggiore competenza musicale”.

    Detto questo, i DT sono discograficamente morti alcuni dischi fa, quest’ultima “fatica”, si merita a stento un download pirata. Ma a i fan questo non interessa, per i fan questo è il disco più bello dell’anno e pace così.

    I gusti son gusti, ma capirne di musica è un’altra cosa. ovviamente. E in fondo c’è a chi piace farsi spalmare la merda in faccia.

    • jackcarver

      Scusa Rumenta, a me personalmente non piace spalmarmi la merda in faccia, evidentemente vista la tua recensione devi essere un grande intenditore di musica quindi veniamo tutti da te a prendere lezioni. Io continuo a ripetere che non mi sembra che gli altri gruppi in circolazione ogni volta che compongono un disco sia un capolavoro. E’ chiaro che come tutti i gruppi hanno alti e bassi.

  27. Marcello

    secondo me i DT hanno fatto 3 album degni di nota ( IAW, AWAKE e SFAM ), il resto è una continua ricerca di soluzioni alternative a un calo fisiologico ( parecchio lungo ) di creatività.
    Con questo non dico che è tutto da buttare via.
    A me quest’album non dispiace e trovo alcune soluzioni pure interessanti, vedi Breaking all Illusions ( l’assolo di Petrucci però mi ricorda un pò troppo da vicino l’assolo di Lifeson ne La Villa Strangiato dei Rush ) e Bridges in the Sky.
    La cosa che si nota maggiormente secondo me è quella che sia Thiago Campos che Portnoy ( e non solo loro, questi commenti iniziano pure a spopolare su Youtube… ) hanno fatto notare senza inutili polemiche o rosicamenti vari: 6 canzoni su 9 hanno lo stesso pattern di 6 canzoni di IAW: ne cito solo una: Lost Not Forgotten = Under a Glass Moon …. se questo è un modo di ricominciare a scrivere prog per ritrovare ispirazione, creatività e continuità sono d’accordo anche perchè tutti i grandi gruppi lo fanno e senza tante ipocrisie malcelate.
    Ma se è un tentativo di nascondere nella maniera piu’ bieca una sterilità compositiva decennale, proprio non ci siamo.
    Io per ora opterei per la prima, considerandoli ancora un gruppo che PUO’ e DEVE dare tanto alla musica.

    saluti,
    Marcello

  28. Jac

    non capisco perché anche se un album è ben strutturato certo pur non essendo un capolavoro ogni magazine continua a stroncare ad ogni uscita un album targato dream theater. Si leggono infatti davvero pareri discordanti ovvero la critica pronta a stroncare e invece i fan che invece elogiano alcuni pezzi come tra i più belli dell’ultima decade theateriana …
    Comunque il mio parere è sicuramente positivo soprattutto breaking all illusion .
    I dream finalmente citano per così dire se stessi, senza scadere negli scimiottamenti di metallica , muse o altri …

  29. Johnny

    La recensione che leggo non mi stupisce. La frase “una band comunque importantissima ma che ha già ormai esaurito di dare il meglio di sé almeno da un lustro” la sento pronunciare ad OGNI disco dai tempi di Six Degrees.
    Se la band prova a rinnovarsi, ecco che “non sono più i Dream Theater dei primi album”
    Se provano a rifare le sonorità del passato (dimenticandosi che nel frattempo sono passati 20 anni, due tastieristi e un batterista) ecco che si urla al prodotto “banale e già sentito”.

    Qualunque cosa facciano, verrà giudicata male da chi non sa più cosa chiedere ad una band che ha fatto la storia del prog metal e, per questo, deve portare una croce non indifferente.

    Tralaltro mi aspettavo che la recensione facesse notare le similitudini tra alcuni brani con altri di “Images & Words” (cosa che i fans hanno notato subito e non hanno intenzione di nascondere) e invece sembra che sia più importante fare battutine su glicemia e canzoni soporifere anzichè far notare che i DT hanno volutamente fatto il verso ad alcune canzoni del loro disco più amato.
    Qualcuno dirà che hanno perso le idee. Qualcuno dirà che volevano fregare i fans. Io dico che da 15 anni troppa gente vuole un clone di Images & Words…e ora che ce l’hanno, non se ne accorgono nemmeno.

    • E’ vero dei rimandi a I&W sono palesi ma andrei piano a paragonare questo nuovo lavoro con un album epocale! Non abbiamo tra le mani nessun clone mi dispiace Johnny.

      Avrei dovuto far notare che i DT “hanno volutamente fatto il verso a…”: questa è geniale!

      • Johnny

        Perfetto. Ciò che dici dimostra ampiamente le mie parole.
        Tantissime persone (compresi i fans, anzi loro sono stati i primi) hanno notato somiglianze strutturali tra Lost Not Forgotten e Under A Glass Moon.
        Oppure tra Breaking All Illusion e Learning To Live.
        Tra On the back of Angels e Pull Me Under.
        Anche alcuni passaggi di Outcry e Metropolis.
        Un po’ troppe per essere ritenute casuali e, soprattutto, per pensare che il gruppo l’abbia fatto per fregare i fans.

        Sui forum dei fans ci sono tantissime discussioni in merito e anche un certo Mike Portnoy ha detto la sua. Ma voi siete gli unici a non averlo detto. E pensare che avreste avuto per le mani la “criitica suprema” da rivolgere alla band, ma invece avete preferito ripetere le solite frasi che ripetete da 10 anni a questa parte. Almeno dovreste avere la decenza di dire che in redazione odiate i DT e non sopportate il loro genere. Certo: abbiamo capito che apprezzate “Images and Words” e “Awake”, ma questo non vi rende amanti e conoscitori del prog metal. Perchè anche io conosco decine di persone che amano “The dark side of the moon”, ma davanti ad un qualsiasi album di progressive rock, iniziano a sbadigliare.
        Se voi continuate ad argomentare le vostre stroncature parlando di glicemia (ma dai? mai sentito parlare di power ballad?) o di scarsa ispirazione nel songwriting (perchè un brano come “Beneath the surface” esce tutti i giorni, vero?), confermate solo ciò che ormai si dice da tempo su di voi.
        Ma non importa. Le stroncature a prescindere sono qualcosa che capita solo alle band che arrivano in cima. Altro che “band in declino”.

        • Caro, guarda che noi, a differenza di quanto possiate pensare, non partiamo prevenuti sui DT; in particolare sono stati la mia band preferita per anni ma l’assegnazione delle recensioni può portare a non parlare di ciò che ti piace o al contrario di parlare di ciò che normalmente non ami; ritengo peraltro di essere un discreto conoscitore dell’universo prog (dal rock al metal)…anche dei gruppi minori però non stiamo parlando di me e di quanti album ho comprato di quel filone.

          Cosa si direbbe su di noi? Sei così convinto che in giro il livello sia nettamente superiore o lo dici perchè non abbiamo parlato in toni entusiastici della tua band preferita?

  30. IO INVECE LO TROVO MOLTO MELODICO…..MI PIACE NON SEMBRA QUASI UN ALBUM DI UNA BAND CHE CANTA METAL…….certo è molto influenzato dalle tastiere di Rudess e c’è poca batteria,ma è normale dato che è stato registrato senza un vero batterista……
    Detto questo,mi auguro di sentirlo dal vivo a Milano a metà febbraio.

    • jackcarver

      Scusa Santi Mangano è vero che Portnoy rimane un grande batterista, ma arrivare a dire che Mangini non è un grande batterista è come dire che auto come la Ferrari , le Porsche e altre sono dei catorci. Ma ci capisci di strumentisti o no? Prima di sparare cavolate è bene pensare cosa si scrive. Ma attento non è un’affermazione riguardo a chi suona nei DT, è riferita a chi veramente sa suonare, e ti garantisco che ce ne sono.

  31. Johnny

    No, a me stanno bene le critiche ai DT, visto che su album come Six Degrees, Train Of Thought (bleah) o Octavarium sono stato il primo ad avere parole negative e continuo ad averne.
    Così come non amo il fatto che loro spesso si ispirino troppo spudoratamente a Muse e Metallica (spesso sfociando nel plagio) o sul fatto che La Brie dal vivo sia sempre prossimo a scoppiare sul palco.
    Però quando sento parlare di “poca ispirazione” o di “passaggi iper-tecnici” (ma no! i Dream Theater ipertecnici?) mi sembra di sentire le stesse frasi trite e ritrite con cui si giustifica il fatto che per molta gente, dopo A Change Of Season e SFAM, i Dream Theater non riescono più a piacere…ma perchè sono i primi a non sapere cosa vogliono!
    Un disco ispirato al passato? No, verrebbe stroncato, in quanto “disco clone”
    Un disco innovativo? No, perchè è evidente che l’elettronica o il metal estremo applicato al prog-metal classico non piacciono.
    E allora cosa devono fare i Dream Theater? Perchè devono essere loro a rinnovare il genere che loro stessi hanno portato al successo, quando ci sono giovani band che, a 20 anni e al loro primo disco, non scrivono una “Count of Tuscany” nemmeno col binocolo?

    Forse i Dream Theater non sono stati furbi: avrebbero dovuto fare come i Symphony X, che da 10 anni pubblicano sempre lo stesso disco fotocopia, con le stesse scale e gli stessi assoli, con l’aggravante di farci aspettare ogni volta 4-5 anni? (NB: io adoro i Symphony X, ma non nascondo un aspetto che negli ultimi anni me li ha fatti scadere di brutto). Invece ad ogni loro disco, tutti urlano al capolavoro.
    E’ la sindrome del primo della classe: se lui sbaglia una virgola, la maestra gli fa il cazziatone, mentre elogia l’alunno più scarso solo perchè ha fatto meno errori del solito. Per fortuna, in questo caso, i primi della classe non hanno bisogno dei voti delle maestre per andare avanti. Ah già, ma i DT sono finiti, vero? Non sia mai che ve li ritrovate headliner ad un altro Gods Of Metal l’anno prossimo.

    • C’è qualcosa nel tuo ragionamento che non mi convince. Secondo te non si può dire che i Dream theater siano una band a cui dopo i primi acclamati dischi sia mancata l’ispirazione,
      però sostieni che hanno fatto tre dischi pessimi e che troppo spesso si sono adagiati a seguire cose già fatte o addirittura a copiare altre band nel tentativo di cambiare qualcosa.
      Ma questa cos’è se non mancaza d’ispirazione?

      Sono d’accordo sul fatto che spesso i Dream theater vengano a volte anche troppo criticati, ma allo stesso tempo troppi fan li considerano degli dei a prescindere.
      Immagino che un po’ di astio lo ricevano anche per via di questo atteggiamento fanatico dei loro fan.
      Sembra quasi che prima di loro nessuno abbia mai fatto musica decente ;D

    • LUGREZZO

      mamma mia che guduria… tu si capisci qualcosa della musica porca vacca… ti quoto in pienissimo

  32. Antonoi78

    ***Cosa si direbbe su di noi? Sei così convinto che in giro il livello sia nettamente superiore o lo dici perchè non abbiamo parlato in toni entusiastici della tua band preferita?***

    Diciamo che molti si ricordano di cosa avete combinato nel 2005 :)

    • Riccardo Manazza

      Nel 2005 ci fu un casino epocale con “Octavarium” (scambiato per un altro disco da un tipo che lo scarico’ dicendo di averlo comprato) combinato da un tizio che collaborò per pochissimo tempo (ovviamente) e che diede credenziale (verificate) di giornalista professionale, per poi rivelarsi meno affidabile di uno che cerca di vendere il Colosseo. ;D
      Ma cosa c’entri questo con tutto il resto del discorso e con le persone che lavorano ora per il sito davvero mi sfugge.
      Se dovessimo trasformare in inaffidabile ogni sito o testata giornalistica che ha pubblicato qualche scemenza o commesso stupidaggini saltuarie attraverso collaboratori incapaci, beh, forse non saleveremmo nemmeno il Corriere Della Sera e Repubblica.
      Attaccarsi a tutto pur di aver ragione non è che faccia molto onore alla causa ;D
      Detto questo devo dire che a me il disco nuovo dei Dream Theater è pure piaciuto molto più di tante altre loro uscite, esclusi i primi tre capolavori ovviamente.
      Direi che non concordo più di tanto con Alberto stavolta.
      Troppa severità! ;D

  33. Alessio

    Ciao Alberto,

    vorrei scagliare una lancia in tua difesa ! Anch’io sono un grande fan dei DT e li ho seguiti fin dagli esordi. Ancora oggi sono alla ricerca delle emozioni che solo I&W , Awake e il singolo A Change of Seasons mi avevano trasmesso. Tutto ciò che è venuto dopo è diverso, come se mancasse l’anima del passato. Per il resto il gruppo è sempre dotato di una tecnica sopraffina e di una certa propensione alla melodia (vedi la obbiettivamente bella e accattivante “breaking all illusions). Ci sono , a mio parere , 2 grandi verità sui DT:

    1) Kevin Moore sapeva creare delle atmosfere uniche e le sue melodie si integravano alla grande nello schema delle canzoni. Rudess è un mostro di tecnica ma riesce sempre in un modo o nell’altro a farti incazzare con delle melodie stucchevoli e che sembrano provenire da generi che poco hanno a che vedere con il metal moderno. Secondo me è lui la causa principale del cambiamento di stile dei DT.

    2) Gli album dei DT venuti dopo I&W, Awake e A Change of Seasons hanno un grande merito: sono sempre da riascoltare e riscoprire, soprattutto dal vivo. Mi spiego meglio: ormai le melodie di I&W le abbiamo imparate tutti a memoria e sentire dal vivo canzoni come “Metropolis” piuttosto che “Under a Glass Moon” non trasmette più un granchè. Invece tutta la produzione successiva ha sempre qualcosa di nuovo da dire. All’uscita di un nuovo album si riscopre l’unicità di quello precedente e così via, come se le canzoni non ti entrassero mai completamente nell’orecchio.

    A Dramatic Turn Of Events non è niente di speciale ma è comunque dei DT e quindi va benissimo così, a me piace tantissimo lo stesso.

    Resta però una certezza: i DT hanno sempre qualcosa che li rende davvero unici e inimitabili

    Ciao

  34. Ric, tu quoque!!! Ne dobbiamo riparlare…:-D

    Di par mio cercai di rimediare alla figuraccia sulla rece di “Octavarium” scrivendone una ben argomentata…ma i contenuti dell’album non me lo permisero…:-D

  35. cristiano

    I dream theater sono come la juve, ho la ami o la odi…
    io per fortuna amo tutti e due!:-)
    Chi è fans di questa band meravigliosa sa esattamente come si deve ascoltare ogni disco!
    Bisogna prendere tempo, ascoltarli con cura (non come si ascolterebbe un disco degli ac\dc), assaporare ogni minimo dettaglio, ogni melodia…
    comunque ognuno è libero di pensarla come vuole ovviamente!
    L’ultimo album l’avrò già ascoltato 20 volte, è nuovo, suona bene, rit gasanti e cantabili…
    la brie voto 8, ha una voce pazzesca, avrei sofferto di più per un suo addio al posto di portnoy, riesce a essere dolcissimo e super incazzato, lui rende i dream i dream…
    miung voto 10, secondo me è un alieno.
    rudness voto 7, è un uomo progressivo, non si discute.
    petrucci voto 9, trova melodie incredibili che suonano sempre bene.
    mangini 10, da marzo ad oggi ha fatto un tour e un album, un mostro. ma penso che tra due o tre anni tornerà portnoy…
    li ho visti a verona e li andrò a vedere a parigi e milano. continuano ad emozionarmi e stupirmi!
    Un abbraccio a tutti i fans e non!

  36. Scarletlake

    Aargh… questa dell’ “uomo progressivo” proprio mi mancava. Perché non gli fate fare uno spot di un liquore? “Comprate Rudess l’Amaro Progressivo…”
    I nuovi Dream Theater ? Non mi riesce proprio di ascoltarli…quando irrompe (si fa per dire) quella vocetta di La Brie tipo Cristina d’Avena in menopausa devo per forza premere stop…
    Che ci volete fare le mie orecchie indurite dai decibel degli AC/DC non mi permettono di udire dolci melodie… Io sono per Angus Young, l’ “uomo primitivo”!

  37. Esp7

    Mi fa un piacere enorme constatare, dalla lettura di questi post, che la critica è schierata da una parte (giudizio negativo) e il pubblico è schierato da un’ altra (giudizio postivo). Questo dovrebbe molto far riflettere chi scrive recensioni perchè è impossibile che una recensione si trovi in disaccordo con la maggior parte dei lettori. Io la penso così: i DT verranno sempre criticati (in Italia) sia che facciano dischi solcando mari già navigati (ADTOE) sia che facciano dischi esplorando terre inesplorate (TOT). Vorrei sapere per esempio per quale motivo non si dice mai con tono negativo che gli AC/DC fanno sempre la stessa cosa. Io li adoro proprio per quello che fanno da anni; così come adoro i DT che è l’ unica band capace di darmi sempre nuove emozioni. Con ADTOE hanno decisamente riscoperto il gusto del prog melodico che li ha resi famosi e ne sono felicissimo. In ultimo, proprio non capiscano come si facciano a definire “soporifere” song stupende come “This Is The Life” o “Far From Heaven”(che a parer mio si rifà chiaramente ai fasti di “Wait For sleep”, in tutto ADTOE i richiami a quel disco sono decine e decine; sono voluti, cercati, ottenuti non per perdita di idee, che sia chiaro una volta per tutte!!!!). A questo punto voglio capire: si criticano i DT che ritrovano le origini o si criticano i DT che cercano sperimentazioni??? La risposta è all’ inizio del mio post.

    PS Johnny quoto in pieno tutto ciò che hai detto. Ti giuro che ho scritto il mio post prima di leggere i tuoi!!

    • Max 70

      Si criticano se sono ripetitivi perché sono …ripetitivi e quindi non aggiungono nulla di nuovo e sono senza ispirazione…al contrario si criticano se fanno qualcosa di diverso perché avrebbero potuto fare meglio e in passato hanno fatto meglio di così…e comunque se fanno qualcosa di diverso “non sono più i Dream di una volta”…insomma…non se ne può, per me loro sono grandi e si può apprezzare un lavoro più o meno di un altro, ma una cosa è certa: per dare un giudizio su un lavoro dei Dream biasogna ascoltare, poi riascoltare e riscoltare….anche 20-30 volte, ma non basta…io per esempio ho apprezzato SDOIT anni dopo la sua uscita… :)

  38. Matteo

    Io ho sempre tenuto d’occhio i Dream, ero mega fan fino a Scene From a memory, poi si sono inturbolentiti e han sfornato mezzi dischi, con ottime canzoni all’interno, ma che non erano totalmente ascoltabili interamente, vuoi per le scopiazzature, vuoi per la ricerca di non so cosa. Portnoy uscendo si e’ portato via gli scream e i growl insopportabili (per me), ma questo album e’ un capolavoro, a detta di moltissimi fan che hanno adorato I&W e SFAM. Le recensioni lette sono state quasi tutte negative, e questo mi fa solo capire che e’ sempre meglio ascoltare un album prima di comprarlo, e bisogna ringraziare la rete che mi permette di fare il download e se mi piace comprarlo su play.com. E’ anche colpa di recensori cosi che ho buttato via soldi. I dream vanno fatti recensire a chi ascolta progressive Metal, non a ci da 6,5 a Road salt two o agli alternative mob…. Labrie non vuole strafare ma risulta comunque convincente, perche’ ha buona estensione e ottime intuizioni. This is life ha un solo di chitarra che fa impazzire i tecnici perche’ dimostra che quando sai 100 con 5 costruisci un assolto da ricordare in eterno, e anche chi non ne capisce perche’ e’ orecchiabile. Il disco non e’ aggressivo come Iconoclast (generi identici ma stili diversi) ma e’ in pieno stile Dream, in alcuni passaggi ricorda anche Liquid tension experiment II che per molti e’ un Dream senza Labrie, in altre parti richiama Scene, segno che Petrucci sa il suo mestiere, anzi credo che fossero anni che non lo vedessimo cosi ispirato. Mangimi fa la sua parte ma LA FA BENE, era sbagliato se avesse voluto scopiazzare Portnoy, per finire l’epicismo delle tastiere lo vedrete durante i concerti, e fidati recensore, vai a vederti i Dream ad Ottobre il pubblico impazzira come NON succedeva da anni, e ascoltati le migliaia di persone cosa diranno della tua recensione. Forse siamo noi che non capiamo e tu sai tutto.

    • d’accordissimo su molte cose e considerazioni da te fatte:
      – paragone su Liquid Tension (l’ho pensato anch’io più volte durante gli ascolti);
      – Petrucci molto ispirato (era da prima di Turbolence che non era più così);
      – suoni finalmente “puliti” senza growl e urlacci che facevano un pò troppo Metallo stanco dell’ultima generazione (che per me lascia il tempo che trova).

      PS: io di concerti ne ho visti 6 e ascolto i DT dal 1993, penso di tornarci quest’anno, ma, comunque, certe cose non dipendono nè da quanto tempo si ascolta un gruppo nè da quanti concerti si è andati a vedere, ma dalle capacità di critica e comprensione totale di un album. Io mi rendo conto di non averle 😉 vedi sotto…

  39. Guarda che non scriviamo recensioni unicamente per farvi comprare o meno un album…sono d’accordo che l’ascolto soggettivo è l’unico metro di giudizio attendibile per decidere se aprire o meno il portafoglio.
    Per il resto non commento…certi attacchi sterili lasciano il tempo che trovano; i DT li ho visti una decina di volte dal vivo e so esattamente cosa aspettarmi (Mangini a parte)…però non credo andrò visto che ci sarà una fila di gente ad aspettarmi per farmi la pelle 😀
    Non male “Alternative Mob” e “epicismo”!!!

    • Riccardo Manazza

      Non credo infatti che nel 2011 ci sia poi molta gente che legge una recensione dei Dream Theater per farsi un’opinione sul disco. Ormai è un dato di fatto che da una parte o dall’altra il disco lo ascoltano tutti, per cui hanno già la “loro” opinione. La recensione la leggono solo per vedere se “capisci” di musica come loro ;D
      Perchè è noto ed evidente che tutti quelli che “capiscono” di musica hanno lo stesso identico gusto musicale e lo stesso pensiero su tutto.
      Non lo sai? ;D 😀

  40. matteo

    La tua recensione e’ superficiale, e non lo dico da fan dato che ho molto criticato i dream theater da quando si sono inturbolentiti, ma del resto la totalità della gente che li ascolta si rende conto che siamo di fronte ad un signor album, uno dei migliori degli ultimi 10/15 anni. E del resto non sei credibile se hai dato i voti che hai dato agli altri album citati, ironia o meno…. Un voto cosi negativo (come un voto molto positivo) va sempre giustificato in maniera oggettiva, mentre tu hai posto frasi attribuendogli valore di “verbo”. Qui non si parla di “BE” dei pain of salvation che puo’ piacere o no. Qui si parla di un album che recensioni a parte (sei stato battuto da quello che ha scritto che il problema dei Dream sembrava Portnoy e questo album rivela che il problema dei dream NON era Portnoy) e’ un grandissimo album, magistralmente suonato, e ben fatto. I dream li avete sempre massacrati ma quel che mi piace e’ rivedere in un volume (libro) con la storia dell’ Heavy metal e leggere che un tuo collega (uno dei piu’ famosi) dice di I&W che e’ stato un grandissimo album, il migliore in assoluto, salvo poi leggere le rece del tempo e vederlo giudicare un freddo compedio di tecnicismi fini a se stessi…

  41. jackcarver

    Ma scusate signori recensori siete così bravi a dare giudizi a destra e a manca su tutti i lavori che escono nel tempo, ma perchè invece di sparare parole che comunque rimangono sempre e soltanto giudizi personali, non lo fate voi un bel disco visto che vi intendete di musica al di sopra di tutti, così sentiamo di cosa siete capaci. Sapete una cosa potete scrivere ciò che volete e ne avete tutto il diritto ci mancherebbe se fosse il contrario, ma non potete porre critiche a coloro ai quali un disco piace, non parlo del disco dei DT nello specifico, non credo siate coloro il cui guidizio è inappellabile. Credo che l’ultimo lavoro dei DT sia un buon lavoro, certamente forse non ciò che molti si aspettavano; ma comunque un buon disco che si ascolta molto bene. Forse sono vere le analogie con I&W, ma rimane il fatto che quest’ultimo lavoro sia molto diverso dai dischi più duri che lo hanno preceduto, forse è proprio questa la differenza che lo caratterizza. E poi stiamo parlando comunque di un disco dove la tecnica non manca certamente. Mi piacerebbe tanto sapere da dove sono venute le chiacchiere sul fatto che le partiture di batteria le abbia scritte tutte Petrucci; a un batterista del calibro di Mangini non credo che debba arrivare Petrucci per dirgli come si suona la batteria.Di sicuro ne avranno discusso tutti assieme, mi sembra più logico. Le voci mi sanno tanto di leggenda metropolitana. Ma per favore rimaniamo con i piedi per terra. Buoni ascolti a tutti.

    • Jackcarver, il tuo commento è stato approvato ma attenzione a non scrivere cose a vanvera!!! Il giudizio c’è perchè una recensione è fatta di questo e rimane sempre personale…lungi da noi quindi l’essere depositari della verità assoluta.
      Inoltre mi sembra tu abbia inanellato una serie di frasi veramente assurde (e sono gentile) alle quali preferisco non controbattere: “perché non lo fate voi un bel disco”, “vi intendete di musica al di sopra di tutti”, “porre critiche a coloro ai quali un disco piace”, “non credo siate coloro il cui giudizio è inappellabile”!!!

  42. Tiziano

    Imho tutto sta nel mettersi le cuffie e non aspettarsi AWAKE … perchè se è questo che facciamo tanto vale risparmiare le pile del lettore …
    Una volta spogli da ogni tipo di aspettativa azzardata e anacronistica potremo apprezzare questo disco che non è affatto un brutto lavoro, o cmq non insufficiente.
    In tutta onestà preferisco una Band sincera … magari “drammaticamente” ma onestamente sincera come i Dream che non snaturano il loro “nuovo” songwriting rispetto a Band (non faccio nomi) che decidono di tornare al passato bluffando prima di tutto loro stessi.
    In sintesi i Dream non saranno più i Dream del passato, sono nuovi e nuove sono le loro canzoni alcune molto brutte altre passabili altre molto carine e apprezzabili, il tempo è così con tutte le cose bisogna accettare l’evoluzione di una band che ha dato ma continua a dare molto alla scena Metal…. quando ci sarà da stroncare lo si farà senza pietà (Octavarium per esempio), ma quando c’è da giudicare un lavoro obiettivamente pienamente sufficiente come questo bisogna farlo mettendo magari da parte quel pizzico di “rabbia” e comprensibile tristezza per la consapevolezza di quello che questa band era ma non è più.

  43. everon

    Ricordo ancora la prima volta che ho visto i Dream durante il tour estivo di Awake nel 1995,io e pochi altri pazzi li rincorrevamo per Varese in cerca di foto ed autografi.
    Da un parecchi anni li ho persi di vista,se Train of thoughts aveva qualcosa di apprezzabile(la strumentale),devo dire che Octavarium mi aveva colpito come una pugnalata al cuore,un album,a mio modesto parere, senza capo ne coda che raggiunge l’apice(in negativo)con il triste scimmiottare dei Muse.
    Secondo me i Dream ad un certo momento hanno smesso di creare musica ed hanno iniziato a SUBIRLA.
    Rimarrò loro sempre grato perchè con Images & words hanno cambiato la mia idea di musica dandomi un enorme insegnamento.

  44. jackcarver

    Su tutti i siti di musica dove ognuno può esprimere la propria opinione, quando si parla dei DT si legge soltanto : i DT hanno fatto tre album poi più nulla( Image & Words- Awake- SFAM ), scopiazzano la musica dei Muse e qualche altro gruppo. E basta non se ne può proprio più. Per favore i Muse con tutto il rispetto che ho per loro, ma paragonarli ai DT mi sembra un’eresia, solo a livello strumentistico siamo lontani anniluce. Invece di continuare a scrivere le stesse cose apprezziamoli per ciò che propongono di volta in volta. Ogni lavoro ha avuto ed ha pregi e difetti ma non per questo bisogna sempre e soltanto criticarli. Io non sono un fanatico dei DT per cui ogni loro lavoro lo si definisca un capolavoro, ma senza dubbio riconosco quando un disco non è proprio da buttare. Ma poi tutti questi capolavori che a detta di qualcuno sembra siano dietro ogni angolo, dove sono? Visti gli innumerevoli super intenditori di musica compilate una bella lista di titoli. Buona musica a tutti.

  45. everon

    @Jackcarver,io non ho assolutamente paragonato i Dream ai Muse anche perchè fanno musica completamente diversa(i Muse sono comunque un gruppo geniale),ho soltanto notato lo scopiazzamento in Octavarium che per una band come i DT è,secondo il mio parere,una cosa inaudita poichè per anni hanno indicato la strada da seguire ed ora sembrano invece aver perso la bussola.
    Riguardo i capolavori te ne potrei indicare alcuni ma sarebbe soltanto il mio soggettivo punto di vista……

  46. Duke

    Ho ascoltato il disco solo 2 volte e quindi il mio giudizio è approssimativo, peró alla fine del primo ascolto non mi ha lasciato nulla… In realtà sono ormai anni che i dischi dei dt non mi emozionano più…. L’ultimo che ci è riuscito risale al 1999 ultimo lavoro in grado di reggere il paragone con i primi albums… Mangini fa il portnoy quindi non c’è aria di novità nel sound e poi dove sono finite le linee vocali superbe e inarrivabili di james dei primi dischi? Sembra proprio che labrie non voglia neanche provarci… Ma senza il suo contributo i dreamers non torneranno più quelli di un tempo neanche quando tornerà portnoy

  47. Buongiorno Alberto,
    prima di tutto dico che non sono affatto d’accordo con il tuo giudizio e mi dispiace che un fan, come sei anche tu, abbia avuto un giudizio estremamente negativo di un album come questo.
    Penso che per poter determinare un parere di questo tipo concorrano e debbano concorrere varie parti in gioco, in primis è ciò che ci si aspetta (e a volte si dà scontato) da un gruppo, l’evoluzione del gruppo negli anni, ma anche il tempo che passa e i gusti che si modificano.
    Per poter dire che questo album mi è piaciuto mi ci sono voluti più di 10 ascolti, fatti in momenti diversi del giorno ed in serenità senza “cercare per forza di trarne un giudizio” positivo o negativo che fosse.
    Ecco, una recensione del genere secondo me non porta a nessuna sensazione, ma diventa vuota come un ascolto fatto controvoglia o un ascolto fatto con pregiudizi.
    Penso che sia inutile pensare, sperare o sognare che i Dream Theater rifacciano un nuovo Images & Words o un Metropolis parte 2, ciò non avverrà più.
    Ciò che potremmo trovarci dinnanzi saranno albi nuovi fatti da grandi musicisti che esprimeranno la loro musica, per come la interpretano in quel momento.
    La fuoriuscita di Mike Portnoy mi è dispiaciuta davvero parecchio, pensare ad una sorta di gruppo di amici o anche “solo” colleghi che per oltre 20 anni hanno vissuto insieme albi, tour mondiali e birre in compagnia nel fine settimana, per poi privarsi di uno (o del) componente fondamentale risulta doloroso, ma penso che, comunque lo show dava e debba andare avanti.
    I DT hanno tante cose da offrire e lo hanno dimostrato anche in quest’album, dove non mi sono piaciuti tutti i pezzi, ma soprattutto alcune parti di pezzi, fatti con gusto e tecnica sopraffina.
    Quindi per me voto 7
    PS: per curiosità (e senza prese in giro o inopportune offese, bada bene), Alberto, ti chiedi mai se questo album lo avesse creato un gruppo “Vattelapesca” che voto e che giudizio gli avresti dato?

    Concludo con:
    sono una delle persone meno adatte a far recensioni e per questo io me ne tengo ben lontano, cerco solo di dire se qualcosa (fumetto, disco, fotografia) mi piace oppure no.

    • everon

      Caro Paolo,ti chiedi mai se questo album lo avesse creato un gruppo vattelapesca,lo avresti ascoltato 10 volte?avresti cercato in ogni modo di fartelo piacere?ti saresti accontentato di “alcune parti di pezzi”?

  48. maxx

    ascoltatevelo bene più volte, se conoscete i Dream Theater dall’INIZIO non potete che dare un bel 8 al disco.
    Per cui la recensione è stata semplicemente sbagliata. Pazienza

    • Purtroppo ho continuato ad ascoltarlo anche dopo la rece e proprio in relazione a quanto scrivi per me rimane insufficiente!!! Pazienza

      • maxx

        vai tranquillo Alberto, niente di personale, è solo che ho approcciato il disco in modo negativo proprio a causa della tua recensione, ma poi mi sono dovuto ricredere ridando ai DT la stima che meritiano per avere fatto – a mio avviso – un buon lavoro nonstante la pressione enorme sostenuta per avere perso per strada uno dei soci fondatori.

  49. Jespo

    Grandi lavori sono sempre difficili a ripertersi: Matrix 1 è un capolavoro, gli altri non li commento nemmeno. Allo stesso modo, dopo “Images and Words” c’era poc’altro da poter raccontare. Penso di non aver mai ascoltato nulla di così superbo in tutta la mia vita….e tutto nello stesso album (roba da pochi). L’unica alternativa è quella di variare, di migliorare possibilmente, e i DT ci stanno provando, anche se l’attesa sembra essere troppo lunga del dovuto. “A dramatic turn of events” a me, personalmente, non dispiace…tutt’altro. Certo, non intravedo nessuna “Under a glass moon” nè, tantomeno, una “Pull me under” ma non dimentichiamoci l’essenza dello stile: Il “progressive” è la “musica classica” del metal…tanto tecnicismo e poca euforia…quasi a vivere in una perenne “suspense” dopo il colpo di scena potrebbe non arrivare mai. Tant’è…e a me, personalmente, piace così.

  50. Jacopo

    Son fan sfegatato dei DT…
    Ma questo album, a parte 2 canzoni, è un dèjà vu continuo…. non stupiamoci se qualcuno afferma che è un mezzo auto-scopiazzamento da “images and word”.
    E’ pura realta!
    Io a mio modo di vedere preferivo Black Clouds… ma i gusti son gusti.

  51. Paco

    Ciao
    Non sono per niente d’accordo con la recensione.
    A mio parere è un album eccezionale, suonato con il cuore, in perfetto equilibrio tra tecnica e composizione, Mangini è uno spettacolo di poliritmia in grado di tenere un ritmo diverso per ogni arto, Petrucci inutile anche parlarne..fantastico, John Myung FINALMENTE fa sentire il suono delle dita sul basso invece di essere solo o una frequenza bassa, Jordan Rudess libero di esprimersi come non mai, e perfino Labrie, che di solito mi annoia presto, in questo disco sembra un po’ più ispirato e meno noioso.
    Inoltre, da chitarrista, apprezzo molto il fatto che Petrucci abbia iniziato ad usare i single coli per ottenere suoni più Floydiani e meno metallici.
    Non entro nel truck by track perchè lo trove inutile ma basterebbero solo This is life e Outcry a fare di questo disco un lavoro di altissimo livello.

    Io sono molto soddisfatto di questo nuovo lavoro, credo che la caduta del “regime” di Portnoy abbia solo fatto bene al gruppo, e credo anche che le critiche di Portnoy siano dovute solo al fatto che si sta mangiando le mani per la cazzata che ha fatto.

  52. Interessante

    Fammi capire, ma mica ti pagano per scrivere su questo sito, vero?

    Anzi, non me lo dire, preferisco.

    • Caspita mi hai sgamato! Con Metallus sono diventato miliardario (in Euro ovviamente)!!!

  53. Elvenstar

    “L’invidia è la rabbia dei perdenti.”

    Ho sempre snobbato i Dream Theater per svariati stupidi preconcetti… ma ieri al palasport di Pordenone ho finalmente capito perché sono così tanto amati e seguiti. E’ stato un vero evento… non solo per lo show ma anche per l’atmosfera che s’era creata. La musica è arte e l’arte è espressione… dunque a ciascuno il proprio modo d’esprimerla. Il tempo passa per tutti… Ci si evolve, si cresce e purtroppo le corde vocali si “consumano”… E se la devo dire tutta… io preferisco la voce “calata” di LaBrie a quella di un qualunque “cantante” numetal che non lascia nulla.

  54. Jan

    Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero per carità, ma parlare per assunti certi e inconfutabili facendo critica tanto per farla è dannoso. Soprattutto nei confronti di chi legge. Frasi come “pezzi lenti tipo This Is The Life e Far From Heaven, davvero soporiferi e che fanno schizzare la glicemia alle stelle” e “continuiamo a vivere nel ricordo di una band comunque importantissima ma che ha già ormai esaurito di dare il meglio di sé almeno da un lustro” sono giudizi sommari e sintomatici di questo modo di pensare. Peccato.

  55. The Griphoner

    A distanza di circa 4 anni, domanderei al recensore se non era il caso di rivedere qualcosa nella sua rece, anche in virtù dell’inesattezza sulla batteria che, come scritto:
    “Per contro Mike Mangini si conferma batterista preciso e dall’alto tasso tecnico anche se per il momento continuiamo a preferire il suo drumming in altri contesti soprattutto perché su questo lavoro non è uscito dal seminato giocando a fare il Portnoy”, non risulta essere corretto.

    Infatti, come stesso dichiarato da Petrucci all’epoca dell’ ultimo album, “« Quando le persone hanno ascoltato la batteria, sono letteralmente impazzite. Nell’ultimo album ha fatto un buon lavoro, ma non era ancora con noi quando le parti di batteria erano state create nella fase di processo e ha quindi eseguito le parti di batteria che io avevo programmato. Anche se ha usato la sua creatività nel cambiare alcune parti di batteria, [in questo album] io mi sento come se adesso lui è ora un Mike Mangini scatenato. È tutta opera sua. La creatività, le decisioni e le idee sono tutte sue. »”

    Già questo mi potrebbe far sorgere un piccolo dubbio sulla bontà della valutazione che (per quanto mi riguarda non andiamo oltre un 7) sembra presentare qualche piccola lacuna di conoscenza in alcune parti.
    Ma va bene così. L’importante che a distanza di anni, quest’album abbia la giusta valutazione e collocazione storica nell’ambito della discografia dei DT. Anche se non sarà una pietra miliare ma solo una “comparsata” nella lista di realizzazioni.

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