Atreyu – Recensione: A Death-grip On Yesterday

Gli Atreyu sono l’archetipo della band metal-core di ultima generazione che tanto sta spopolando in America in questi ultimi anni. Il loro suono è esattamente quel misto di aggressività metallica e immediatezza melodica che sta saturando il mercato alla noia, anche se di questo non possiamo certo farne una colpa alla band californiana che in buona sostanza si può definire tra i primi esempi di tale stile. Inutile negare però che il loro crescente successo si spiega più con la grande espansione del genere di questi ultimi anni che con la effettiva qualità delle loro uscite, sempre ben confezionate e sopra la media, ma comunque troppo derivative per poter vantare un marchio di fabbrica esclusivo. Lo scopo di questo nuovo album pareva proprio quello di capire se gli Atreyu avessero finalmente raggiunto la maturità per uscire allo scoperto a giocarsi la possibilità di diventare qualcosa più di un fenomeno effimero, ma tale aspettativa resta immancabilmente delusa e il giudizio finale forzatamente rimandato. La band ha infatti preferito prendere ancora tempo e ha scelto una tranquillizzante riproposizione di quanto eravamo abituati ad ascoltare, solo con una più massiccia dose di melodia che ha l’evidente scopo di flirtare con il mainstream. Ancora una volta la confezione è di lusso: ottimo il bilanciamento tra i riff aggressivi e le aperture catchy, ben giostrate anche le parti più classic-metal (i richiami ai Maiden sembrano ormai una cosa obbligatoria di questi tempi) e ognuno dei nove pezzi qui raccolti potrebbe diventare un potenziale hit di settore. Ottime sono le parti vocali, suddivise tra lo screaming di Alex Varkatzas e il pulito di Brandon Saller (anche alla batteria), che si dimostra tra l’altro uno dei più convincenti singer della scena nell’interpretazione delle melodie. Tutto come da manuale, ma grande assente ancora una volta è il lampo di genio, quella caratteristica unica che distanzia i migliori dagli altri e che spesso non si può inventare. Il pericolo è che ‘A Deathgrip On Yesterday’ si perda nel mucchio e gli Atreyu diventino una band come tante altre. Forse alla fine è quello il loro posto.

Voto recensore
6
Etichetta: Victory Records

Anno: 2006

Tracklist:

01. Creature

02. Shameful

03. Our Sick Story

04. The Theft

05. We Stand Up

06. Ex's And Oh's

07. Your Private War

08. My Fork In The Road

09. Untitled Finale


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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