A Day To Remember – Recensione: You’re Welcome

Dopo una lunga attesa  finalmente il 5 marzo uscirà “You’re Welcome”, settimo album solista degli A Day To Remember, atteso dai fan dal novembre 2019 e posticipato per ben due volte a causa di problemi tecnici legati al completamento dell’album stesso.

Sarà prodotto sotto casa discografica americana Fueled By Ramen.

Il primo brano dell’album, “Brick Wall”, inizia con una chitarra acustica che assieme alla batteria accompagna la voce di Jeremy McKinnon. Il pezzo cresce gradualmente nei primi secondi inglobando una forte influenza punk e assumendo tratti più heavy nel ritornello. A rendere il tutto ancora più dinamico entra in gioco, al  minuto 2.20, una sorta di “calo di tensione” finalizzato a far rientrare la ritmica in modo irruento per far sì che il pezzo si tuffi in un bel finale aggressivo rafforzato dal growl.

Un approccio decisamente più improntato verso il pop con “Mindreader”, brano indubbiamente molto orecchiabile dal mood molto più cristallino  che oltre alla linea vocale che rimane facilmente impressa presenta un riff di chitarra molto caratterizzante.

Un vigoroso inizio con tanto di cori per “Bloodsucker”, pezzo molto particolare che mi ha colpita per la sua dinamica: nella prima strofa troviamo semplicemente voce e chitarra acustica e andiamo via via verso il ritornello sempre più potente, dove ritroviamo i cori iniziali e un sound più cupo, che ricorda lo stile degli Imagine Dragons. Un brevissimo solo di chitarra limpido e inaspettato conclude il brano con gran gusto

Ragazzi, ci siamo. Ecco un bel pezzo pesante. Ho pensato esattamente questo quando ho iniziato a ascoltare “Last Chance To Dance (Bad Friend)”. Dopo la prima strofa ecco che sento ricomparire l’influsso del Pop durante i ritornelli, mentre nella strofa è il metal a farla da padrone, quasi a richiamare il sound dei vecchi album degli ADTR. Bello.

Nulla di particolarmente rilevante per “F.Y.M”, brano indubbiamente orecchiabile ma in cui non ho trovato particolari spunti di riflessione. Facilmente apprezzabile senza infamia e senza lode che ha un feeling piuttosto gioioso che ritroviamo anche in “High Diving”.

Con “Resentment” (finalmente) troviamo un po’ di atmosfera dark. Un pezzo nostalgico, che parla di malessere, ma con un sound decisamente moderno e interessante in modo molto viscerale.

No, I can’t stop feelin’ like every day’s exactly the same; With a one track mind I don’t think I can change; Trapped in memories stuck on replay, replay, replay”.

Uno dei miei pezzi preferiti dell’intero album.

Suoni particolari e ricercati  per “Looks Like Hell” e un riff che si ripete dall’inizio del brano e che lo caratterizza fino alla fine grazie alla quale si crea un’atmosfera quasi “fluttuante” nelle strofe, dove è particolarmente presente.

Cambiamo nuovamente mood con “Viva La Mexico”, pezzo pieno di energia e senza particolari fronzoli, che sarà veramente bello da cantare e da sentire live quando si potrà. Un bel pezzo ”da stadio”.

Testo  e atmosfera profondi per “Only Money”, che mantiene la direzione verso un mood più pop, della quale troviamo gli influssi anche nel successivo Degenerates ma in modo  più scanzonato.

Inizio “punkettoso” per “Permanent”, intrigante per la sua sonorità particolare dove troviamo dal punk, al rock, all’elettronica e anche un bel chitarrone Metal ad un certo punto, mentre il successivo  “Re-Entry” è più lineare, ma comunque molto energico.

Con la ballata “Everything We Need” si chiude l’album. Mi piace pensare all’immagine del pubblico  che canterà queste parole assieme agli ADTR durante un concerto, quando torneremo alla normalità e tutto questo sarà di nuovo possibile.

Cuz I know I got you; And you know you got me; We got everything we need; We got everything we need’

Un album nel complesso piacevole e con sonorità interessanti, ma meno aggressivo e metalcore rispetto ai precedenti, improntato su una direzione meno metallara e più orecchiabile, strategia che molte band stanno adottando ultimamente forse anche per adeguarsi al mercato in continua evoluzione, ma che probabilmente incontrerà qualche difficoltà a farsi apprezzare appieno dai fan storici della band più tradizionalisti.

Rischioso? Sicuramente sì.

Etichetta: Fueled by Ramen

Anno: 2021

Tracklist: 01.Brick Wall 02.Mindreader 03.Bloodsucker 04.Last Chance To Dance (Bad Friend) 05.F.Y.M 06.High Diving 07.Resentment 08.Looks Like Hell 09.Viva La Mexico 10.Only Miney 11.Degenerates 12.Permanent 13.Re-Entry 14.Everything We Need
Sito Web: Sito Web: https://www.adtr.com/

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