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Cryptic Wintermoon – Recensione: A Coming Storm

Pur vantando una buona esperienza alle spalle i Cryptic Wintermoon sono ancora lontani dal poter vantare un seguito nutrito anche all’interno della stessa scena black che li comprende. L’ascolto di questo loro nuovo lavoro spiega senza dubbio le motivazioni di tale situazione. ‘A Coming Storm’ non è quello che si dice un disco fondamentale, le influenze di band come Dimmu Borgir e Dissection (un esempio, potremmo tranquillamente citare gran parte delle più rinomate formazioni del genere) è infatti piuttosto evidente e i nostri non fanno molto per aggiungere del loro. Lungo la durata dell’album si possono così ascoltare citazioni e piccole scopiazzature, ma probabilmente il punto dolente dell’intero costrutto compositivo non è neanche questo. E’ infatti ben poco interessante il modo con cui i nostri si dedicano al loro genere preferito e non si attende molto prima di cominciare ad annoiarsi. La stessa lunga durata del lavoro finisce con l’essere deleteria, così come l’eccessivo indugiare su passaggi strumentali melodici che purtroppo non sembrano essere quanto di meglio i Cryptic Wintermoon abbiano a disposizione. Quasi farsesca la riproposzione in chiave black del classico firmato Judas Priest ‘Nightcrawler’. Sinceramente riusciamo a trovare ben pochi appigli per consigliare un’ uscita come questa. In giro c’è molto ma davvero molto di meglio.

Voto recensore
4
Etichetta: Massacre / Self

Anno: 2003

Tracklist: Hate Revealed
Messiah
Supersatan
Nocturnal Whispers
The Shadowkeep
Dark Crusade
Bastard
A Coming Storm
Darkness Forever
Obsidian Fragments
The Righteous Slayer
Necromancer
Nightcrawler
When All Is Said And Done

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