A.c.t. – Recensione: Rebirth (EP)

Tornano abbastanza a sorpresa a farsi vivi i “gioiosi” A.C.T, gruppo progressive rock che non ha mai lesinato chitarre heavy e grandeur sinfonica ma che ha sempre portato avanti un approccio positivo e solare alla materia rock in contrapposizione alle melodie ammantate di malinconia di buona parte delle band attuali.

Dotati di gran tecnica strumentale e uno spirito cabarettistico mutuato dai gruppi rock più teatrali, con una preferenza per Queen, ELO e Saga, gli svedesi non hanno sfondato nel music biz come forse avrebbero meritato forse per la qualità un po’ altalenante dei loro album (perlomeno a giudicare dalla ricezione del pubblico), tra picchi come “Imaginary Friends” e “Last Epic” e momenti sottotono come “Silence”.

I nostri ci riprovano quindi con questo EP a titolo “Rebirth” che abbiamo ricevuto in via digitale direttamente dalla band. “The Ruler Of The World” non lascia dubbi: gli A.C.T sono sempre gli stessi… suoni potenti per una proposta al contrario delicata e teatrale (scusate se mi ripeto ma è il termino che connota meglio la band) con la voce nasale di Herman Saming a condurre le danze, i contrappunti pianistici del compositore principale Jerry Sahlin ed il sottovalutato guitar work di Ola Andersson.

“Digital Affair” ha un approccio differente rispetto al passato, con uno sguardo più che accennato all’elettronica prima della classica apertura ad altezza refrain; in “Meet The Past” torniamo nell’ipotetico saloon dove ci siamo sempre immaginati si potessero esibire gli A.C.T dove però non fa mancare spinta e inventiva ritmica il bravo Thomas Lejon (Andromeda)

“A Broken Trust” è l’ideale chiusura di questo EP che non aggiunge assolutamente nulla a quanto di buono fatto dagli svedesi in passato ma che per l’unicità della loro proposta ci fa piacere poter ritrovare in questo stato di forma.

Voto recensore
7
Etichetta: Actworld

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Ruler Of The World 02. Running Out Of Luck 03. Digital Affair 04. Meet The Past 05. A Broken Trust
Sito Web: https://www.actworld.se/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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