Apocalyptica – Recensione: 7th Symphony

Ne hanno fatta di strada, gli Apocalyptica. Da tribute band dei Metallica, per quanto sui generis, i violoncellisti finlandesi hanno acquistato nel corso del tempo una forte credibilità e uno stile ben riconoscibile, gettando le basi di quel “cello-metal” che oggi è etichettato come un genere indipendente e seguito da una lunga coda di band, tra continuatori originali e semplici copioni.

Da alcuni anni i finlandesi possono annoverarsi tra le band più amate e con un seguito di fan cospicuo, tanto che i nostri si permettono il lusso di lavorare con un produttore come Joe Barresi (The Melvins, Bad Religion, Kyuss) e annoverano di album in album una serie di ospiti che non ha bisogno di presentazioni (Ville Valo, Dave Lombardo, Till Lindemann e molti altri).

“7th Symphony” segue fedelmente il percorso dei tempi più recenti, con i violoncelli ad essere lo strumento principe, al quale però si mischiano in modo vistoso la chitarra, il basso e la batteria, con il drummer Mikko Siren (parte integrante della line-up da cinque anni a questa parte) a curare la sezione ritmica. E’ come sempre spasmodica la cura formale delle canzoni, in cerca dell’orecchiabilità e di un consueto romanticismo di fondo, ma nervose, oscure, addirittura, azzardiamo, più moderne rispetto ai soliti standard. I pezzi strumentali sono ancora una volta la maggior parte: godibili ed enfatici, trovano il loro climax nella muscolare “2010” – con l’amico di sempre Dave Lombardo alla batteria – e nella dolcezza di “Sacra”. Il numero degli ospiti è alto, notiamo come spesso le vocals tendano a modificare la natura del brano, in cui il violoncello diventa l’accompagnamento di uno stile, nonché di uno stato d’animo, ben precisi. “End Of Me” presenta il nome altisonante di Gavin Rossdale (Bush) e si rivela una track piacevole ma non indispensabile di rock alternativo. Decisamente meglio riuscite “Not Strong Enough”, con Brent Smith degli Shinedown, un brano molto drammatico e al tempo stesso fruibile e la potente, moderna “Bring Them To Light”, che vanta una splendida performance di Joe Duplantier dei Gojira.

Bersaglio centrato dunque. Gli Apocalyptica hanno creato una formula ben precisa e non fanno altro che perpetuarla nel tempo con ottimi risultati. Di certo “7th Symphony” non offre nulla di nuovo, ma finché la vena compositiva rimarrà tanto fresca e versatile, la band continuerà a cavalcare la cresta dell’onda.

Voto recensore
7
Etichetta: Sony Music

Anno: 2010

Tracklist:

01.At The Gates Of Manala
02.End Of Me
03.Not Strong Enough
04.2010
05.Beautiful
06.Broken Pieces
07.On The Rooftop With Quasimodo
08.Bring Them To Light
09.Sacra
10.Rage Of Poseidon


Sito Web: http://www.myspace.com/apocalyptica

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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