Helloween – Recensione: 7 Sinners

25 anni di carriera per le zucche più famose del metal. Tanto è passato da quel 1985 che vide esordire, l’allora giovanissimo quartetto di Amburgo, con il primo Ep intitolato semplicemente “Helloween”: contenente cinque brani, seminali, che avrebbero gettato le basi per la nascente scena metallica tedesca. In questi anni per loro ne sono successe parecchie di cose: la pubblicazione di capolavori, album fondamentali per lo sviluppo del metal europeo, seguiti da album a dir poco spiazzanti e da altri discreti, per non contare i vari cambi di formazione, tutti fattori che ne hanno minato la consacrazione definitiva a livello mondiale. All’indomani della pubblicazione del sequel del custode delle sette chiavi, qualcuno alla EMI vide negli Helloween i successori degli Iron Maiden, tanto da strapparli alla Noise Records, per poi passare alle aule dei tribunali per riconoscere il danno all’etichetta tedesca. Ridimensionate le velleità, gli Helloween risorsero a nuova vita, grazie alla volontà di Michael Weikath e Markus Grosskopf, gli unici due membri storici rimasti in formazione, ripartendo da zero reclutando il nuovo frontman Andi Deris.

Ma veniamo al presente, al nuovo album “7 Sinners” che rappresenta il biglietto da visita degli attuali Helloween, un album che solca sentieri già battuti, che garantiranno alle zucche un supporto incondizionato da parte degli estimatori e, soprattutto, una continuità e sicurezza commerciale: la Sony si fa da garante per la distribuzione mondiale del nuovo album. Bello risentirli viaggiare con il vento in poppa, sfrecciare sulla corsia di sorpasso e correre come dei forsennati, come se fossero una band di giovani speranze, tutto denim & leather. Giova alle chitarre la scelta di adottare un suono ruvido, un ritorno al sound ‘antico’ non poteva che essere solo beneaugurante: opzione che il buon Kay Hansen dovrebbe prendere da esempio, per rinverdire i suoi Gamma Ray.

“7 Sinners” è un album velocissimo (si può ancora scrivere speed metal?!), dannatamente potente e, finalmente, con Andi Deris padrone della situazione. Il frontman tedesco stavolta si è ritagliato il proprio spazio, la costruzione di alcuni arrangiamenti vocali donano maggior profondità ai brani, mettono in maggior risalto il suo tono vocale, che ormai da qualche anno rappresenta uno dei tratti più riconoscibili degli Helloween. Almeno la metà dei nuovi brani non faticheranno ad entrare nel cuore dei fan, “Raise The Noise” è un esempio, ma tutte le composizioni viaggiano quasi sulla medesima linea d’onda. Ultima menzione per l’ottimo lavoro svolto dal drummer Daniel Loeble.

We are metal!

Stefano Giacometti

VOTO: 7,5

L’importanza di chiamarsi Helloween. Si hanno grosse responsabilità e tutti i riflettori puntati addosso quando si è, di fatto, gli inventori ed i principali fautori del power metal, come tutti oggi lo conosciamo. E non dev’essere facile ogni volta vincere e convincere le orde di fan che aspettano al varco, pronte a puntare il dito contro al primo passo falso, rimarcando quanto erano splendenti i tempi andati con Michael Kiske alla voce. Invece il nuovo corso degli Helloween ha voltato pagina con il passato, pubblicando, uno dopo l’altro, lavori di grande spessore, in una sorta di seconda, clamorosa, giovinezza. “7 Sinners” arriva pochi mesi dopo quel capolavoro musicale a tutto tondo di “Unarmed”, sorta di best of per celebrare i 25 anni della band, in cui le zucche tedesche avevano riletto e riarrangiato in modo del tutto particolare le proprie hit. Scatenando ovviamente le ire di metallari ottusi e col paraocchi, delusi da un simile sacrilegio. Per mettere ogni cosa al proprio posto ed accontentare tutti, Mr. Weikath e soci tornano al caro vecchio power metal, proponendo tredici canzoni che confermano ancora una volta lo stato di salute della band. Tredici gioielli multicolori, brillanti e prorompenti in un’ideale prosecuzione di quella bomba a orologeria che fu “Gambling With The Devil” uscito tre anni or sono. “7 Sinners” è un disco incredibilmente vario, capace di alternare song tritasassi a cori orecchiabili, sfuriate ai limiti del thrash ad arrangiamenti gustosi ed assolutamente al passo coi tempi. Sì, perché gli Helloween sono una band modernissima, perfettamente in grado di interpretare in modo unico e di innalzare ed esaltare ancora una volta un genere meraviglioso e travolgente come il power metal. “Are You Metal?” chiedono le zucche tedesche a tutti i propri fan, nel singolo apripista dell’album, e la nostra risposta non può essere che un grido di battaglia, che accompagna la rabbia metallica di Andi Deris dietro al microfono. L’alternarsi di ombre e luci, di momenti più cupi ad altri solari è una caratteristica di “7 Sinners” ed è per questo che ci troviamo ingabbiati in un headbanging furioso con la lunga ed intricata “Far In The future” e subito dopo a godere dell’autocitazione di “Who Is Mr. Madman”, che fa il verso a “Perfect Gentleman”, riprendendone la linea guida. Il nuovo lavoro targato Helloween è ritmicamente furioso, accompagnato da una sezione precisa ed incalzante, come nella speed “Long Live The King”, ma non mancano passaggi ad ampio respiro, vedi l’orecchiabilissima “The Smile Of The Sun”. Andi Deris si fa trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, istrionico e versatile, interpretando al meglio ogni sfumatura del disco. “7 Sinners” è un puzzle completo, in cui ogni tessera va con naturalezza al proprio posto, decretando ancora una volta la vittoria degli Helloween, la band che incarna più di ogni altra il power attuale. Are You Metal? Se la risposta è si, non potete non fare vostro questo album!

Alessandro Battini

VOTO: 8

Etichetta: Sony

Anno: 2010

Tracklist: 01. Where The Sinners Go
02. Are You Metal?
03. Who Is Mr. Madman?
04. Raise The Noise
05. World Of Fantasy
06. Long Live The King
07. The Smile Of The Sun
08. You Stupid Mankind
09. If A Mounain Could Talk
10. The Sage, The Fool, The Sinner
11. My Sacrifice
12. Not Yet Today
13. Far In The Future
Sito Web: http://www.helloween.org

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