3TEETH – Recensione: Metawar

Moderno? No, vecchio stile.

Gli americani 3Teeth sono un gruppo industrial metal fondato sulla scia di Rammenstein, Ministry e, originariamente come un gruppo non serio, salvo poi andare in tour con Nine Inch Nails e Marilyn Manson negli anni seguenti. Prima di “Metawar”, il gruppo ha pubblicato altri due album, l’omonimo “3TEETH” nel 2014 e “<shutdown.exe>”, entrambi modesti esempi del genere con partiture chitarristiche molto semplici, accordate in La#, ritmiche ballabili e piene di trigger. L’omonimo, in particolare, includeva ritmiche più solenni e meditative di scuola Godflesh che lo rendevano preferibile al secondo e anche abbastanza distintivo. In entrambi i casi, comunque, le troppe tracce rendevano gli album stancanti e ripetitivi.

Dopo un’introduzione in crescendo, “Affluenza” . Da quel punto in poi, è tutta una successione di mid-tempo con ritmiche pesanti e onnipresente presenza di effetti digitali, trigger, giochi di dinamiche e una produzione che è potente e che mostra tutte le potenzialità della consolle del produttore. Le tracce più efficaci sono “American Landfill”, “Time Slave” e “The Fall, anche se ciò è dovuto più alla presenza di ritmiche specifiche con palm-muting che altro. L’ultima traccia è una bizzarra cover del gruppo indie pop The Foster People trasformata in un tipico pezzo alla 3TEETH, seppur più cantabile in modo da mantenere l’essenza della versione originale.

Fino ad ora, i 3TEETH non hanno pubblicato niente di imprescindibile, e anche Metawar, dopo un po’, mostra che il gruppo sia succube di una scelta stilistica che non permette sperimentazione, elementi analogici o alcun tipo di complessità sonora. Anche se tentare di trovare tracce di Skinny Puppy o di Throbbing Gristle in un album del genere è un tentativo sprecato, almeno il gruppo porta a casa un lavoro decente, asciutto e meno prolisso dei precedenti.

Etichetta: Century Media Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Hyperstition 02. Affluenza 03. EXXXIT 04. American Landfill 05. President X 06. ALTÆR 07. Time Slave 08. Bornless 09. Surrender 10. Sell Your Face 2.0 11. Blackout 12. The Fall 13. Pumped Up Kicks (Foster The People cover)

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