Firebird – Recensione: 3

Ormai penso che non ci siano più dubbi. Bill Steer, chissà come e chissà dove, ha scoperto una macchina del tempo. Alzi la mano chi, quando apre per la prima volta un suo cd, non prova la sensazione di stare soffiando su un vecchio Lp scoperto nella cantina dello zio rockettaro e da tempo, decisamente troppo, dimenticato. Ancora una volta l’ex chitarrista di Napalm Death e Carcass riesce a teletrasportarci al tempo in cui il rock muoveva i primi passi lontano dal blues e viveva delle magie e delle follie di Hendrix, Cream e Led Zeppelin. No.3 è l’ennesima dimostrazione del variegato talento di Steer che, anche in un terreno musicale ormai abusato come quello settantiano, riesce sempre a trovare qualcosa di nuovo da dire. Merito anche del rinnovo della line up, con Roger Nillson che ha preso il posto di Leo Smee al basso e George Atlagic che ha sostituito Ludwig Witt dietro le pelli. E una delle differenze maggiori rispetto al passato si coglie proprio nelle linee di basso, dove viene a mancare quella esplosività quasi stoner di Smee per lasciare il posto all’approccio meno frontale ma comunque sempre presente del nuovo entrato. Un approccio in grado di adattarsi alla perfezione con la musica dei Firebird che, pur rimanendo ancorata a certi schemi, sta virando verso una direzione più "happy", come traspare da ‘Tumbling Down’, ‘Stoned Believer’ e soprattutto ‘Hard Hearted’, semplicemente troppo bella per guadagnarsi l’heavy rotation su Mtv. Ma i Firebird non si fanno mancare niente: dalle ritmiche Hendrixiane dell’opener ‘Cross The Line’, al blues sopra le righe di ‘Long Gone’ fino alla conclusiva "Friend", il cui arpeggio acustico richiama la ‘Ain’t No Love…" del Serpente Bianco, la band di Bill Steer riesce con estrema naturalezza e notevole personalità a coprire lo spettro di quanto di meglio sia stato prodotto da ambo i lati dell’oceano nei "gloriosi" anni ’70. Ed è proprio la personalità il punto di forza di questo lavoro: i Firebird sono riusciti a costruirsi un marchio di fabbrica che, c’è da giurarci, farà da punto di riferimento per molte band a venire.

Voto recensore
8
Etichetta: Spv / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Cross the Line / Tumbling Down / Stoned Believer
Station
Hard Hearted
End of the Day
Long Gone
Off the Leash
Dream Ride
Friend

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