Soulfly – Recensione: 3

Se Max Cavalera è diventato un personaggio rispettato è seguito è perché ha dato prova nel corso degli anni di essere onesto, viscerale, realmente animato da una passione, da una sensibilità e da una convinzione totali. Coerenza e coraggio, dunque, da un punto di vista sia musicale sia attitudinale. Ultimamente però la coerenza di cui sopra ha assunto una piega ambigua e radicale… sempre che lo scrivere lo stesso album per la terza volta di fila (quarta, se pensiamo che molte idee erano riciclate da ‘Roots’) possa chiamarsi ‘coerenza’. ‘ 3’ non ha assolutamente nulla di interessante da dire, e questo è forse il punto cruciale della questione. Musicalmente si limita a riprendere pari pari il discorso intrapreso con i suoi predecessori, limitandosi ad asciugarne i suoni e lavorare maggiormente sull’impatto, senza però possedere la carica adrenalinica di ‘Soulfly’ e senza potersi fregiare del contributo di ospiti eccellenti che avevano avuto un ruolo fondamentale nel rendere minimamente tollerabile ‘Primitive’. I soliti riff (per altro meno ispirati del solito: ‘Enterfaith’ sembra una b-side più che un pezzo da singolo), i soliti tempi, i soliti inserti percussivi, i soliti slogan. Ok, Max, the song remains insane e le favelas fanno sempre molto no-global, ma che bisogno c’era di un brano come ‘Tree Of Pain’, otto minuti in cui tra un riff dei Discharge, uno dei Korn e un intermezzo soft con tanto di voce femminile angelica non succede assolutamente nulla di rimarcabile? E che dire di ‘One Nation’;, ennesima variazione sul tema della tribù-nazione-indivisibile, che si regge per quasi quattro minuti su un riff farebbe fatica a reggere un bridge, figuriamoci un brano intero? Avanti Soulflytribe, vogliamo veramente credere che il minuto di silenzio di 9-11-01 sia il momento più entusiasmante del disco? No, non vogliamo. O meglio, ci crediamo, lo sappiamo, ma vogliamo continuare a credere che sia solo un momentaneo smarrimento della bussola, che dura forse da qualche anno di troppo, ma a cui si potrebbe sempre rimediare. Perché così proprio non va. E’ questione di coerenza – e di buongusto.

Voto recensore
5
Etichetta: Roadrunner/Universal

Anno: 2002

Tracklist: Downstroy
Seek’N’Strike
Enterfaith
One
L.O.T.M.
Brasil
Tree Of Pain
One Nation
9-11-01
Call To Arms
Four Elements
Soulfly III
Sangue De Bairro
Zumbi

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