3.2 – Recensione: Third Impression

Robert Berry è un talentuosissimo polistrumentista, cantante e compositore, questo oramai da più di quarant’anni. Certamente deve i suoi quindici minuti di popolarità grazie al suo coinvolgimento nei 3 (o detti Emerson, Berry & Palmer), una delle versioni spurie e momentanee degli ELP, prima del ritorno della band originaria, con “Black Moon” del 1992. Unica testimonianza discografica, quel “To the Power of Three” che venne accolto con favore ed un certo successo, ma non convinse tutti i fans per una certa predisposizione verso un sound molto “anni ottanta” ed un mood AOR/pop ben superiore a qualche lampo progressive degno del passato di Keith Emerson e Carl Palmer.

Personalmente ho sempre adorato quel disco ed apprezzato il lavoro compositivo e vocale di Robert Berry, che dopo quella breve esperienza ha proseguito nel suo cammino musicale, regalandoci almeno un altro capolavoro, quel “Pilgrimage to a Point” solista, datato anch’esso 1992, che parla chiaro sulle qualità dell’artista americano. Dopo quasi trent’anni, nel 2015, grazie al suggerimento di Serafino Perugino della Frontiers, Berry ed Emerson tornano a collaborare insieme per riesumare il marchio “3”, e cominciano a comporre nuova musica. Il processo creativo viene interrotto dalla tragica scomparsa di Keith nel 2016, ma il suo compagno decide di portare a termine da solo il lavoro, in nome anche del suo illustre amico. Nel torrido agosto del 2018 arriva, sotto la sigla 3.2, “The Rules Have Changed”, che viene ben accolto ma non rappresenta la quadratura del cerchio, che invece giunge oggi, con questo “Third Impression”, definito il terzo e finale capitolo della trilogia “3”, ed i colori della copertina cambiano ancora, passando dal bianco e rosso dell’esordio lontano, al giallo/verde del secondo album, fino al blu e bianco di questo ultimo lavoro.

Come nel precedente, “Third Impression” è suonato, arrangiato e prodotto quasi totalmente da Robert Berry in solitaria, ed il contributo compositivo di Keith Emerson, ovviamente postumo, si riduce alla suite finale “Never”, probabilmente l’ultimo passo artistico del grande tastierista, ed un dono prezioso per tutti noi. Berry anche in questo caso, decide di rievocare lo stile unico di Emerson e di arricchire il tutto con il suo classico tocco, per un omaggio che suona sempre sincero e mai opportunistico. Privato dalla pressione di scrivere materiale apertamente “commerciale” (che probabilmente ha influenzato il già citato “To The Power Of Three”), rispetto al precedente ed iper progressive “The Rules Have Changed”,  Berry si concede però un afflato più melodico e dilatato, togliendo quasi del tutto l’asperità rock, a favore di grandi melodie ed aperture strumentali molto ariose e spesso portatrici di sonorità quasi solari, con qualche piccolo tocco folkeggiante, quasi “irish”. Se le due suite vere e proprie sono collocate in apertura e chiusura del disco, e offrono una grande qualità musicale, viene facile lasciare il cuore sull’atmosfera bucolica di “Black Of Night”, oppure sulla dolcezza infinita del tributo di Berry alla madre, nella malinconica “Bond Of Union”. L’artista si sente talmente libero di spaziare, che la felpata “Emotional Trigger” suona pesantemente influenzata da suoni jazzy e da night club, senza rinnegare il messaggio artistico e sonoro dell’intero disco.

E poi c’è quella voce sempre integra e intensa, anche a settanta primavere, di un Robert Berry che sembra sempre di più una sorta di Highlander, sempre pronto a sorprenderci e conquistarci con un “Third Impression” colmo di grandi canzoni, una volta ancora. Prezioso.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Top Of The World 02. What Side You’re On 03. Black Of Night 04. Killer Of Hope 05. Missing Piece 06. A Bond Of Union 07. The Devil Of Liverpool 08. Emotional Trigger 09. A Fond Farewell 10. Never
Sito Web: http://www.robertberry.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login