Shallow – Recensione: 16 Sunsets In 24 Hours

Gli Shallow sono l’oggetto indescrivibile della scuderia Rise Above. Acidi ma non ossessivi, lisergici ma coi piedi sul pianeta, rubano il groove ora ai Kyuss ora ai Nirvana senza grossi timori reverenziali, dando l’impressione di trovarsi per le mani un gruppo talmente onesto da -a volte- tirarsi la zappa sui piedi. Alcuni passaggi sono infatti abbastanza prolissi, alcuni pezzi sarebbero stati da chiudere prima, tagliando sulla durata e favorendone l’assimilazione. Ci sono infatti intuizioni sul versante alternative che vengono annegate in durate eccessive che fanno calare l’attenzione (e la palpebra). La sensazione quasi costante è quella da occasione sprecata, che abbassa le quotazioni di una prova spesso vicina al decollo, come nella splendida opener ‘Anatomy Of A Giant’ , dotata di un drive travolgente, di un ritornello assassino e di un’apertura psichedelica magistrale a cui nel finale si sovrappone nuovamente il ritornello, questa volta frammentato e incastonato. Ottima manualità, fantasia e proprietà di linguaggio rimangono patrimonio della band: se impareranno a canalizzarlo meglio, avremo forse di che stupirci.

Voto recensore
6
Etichetta: Rise Above/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Anatomy Of A Giant
Liquid Cosh
Tartu (The Mistery Man Of The Balkans)
Rise Of Clocks - Motion In Reverse
The Bard
Titanic
God Module
Loaded But Empty?
Cake Ape

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