Alcest – Recensione: Shelter

Il precedente album “Les Voyages De L’Âme” lo aveva già messo in chiaro e “Shelter”  lo ribadisce. A Neige non importa più confinarsi entro delle etichette che possano presentarsi più o meno contigue all’universo metal e la nuova creatura dei francesi potrebbe essere ricordata proprio come l’album squisitamente post rock della discografia. Quasi a parafrasare il titolo (“Shelter”, ovvero “rifugio”), il platter è di certo il più intimo, il più gentile parto della mente dell’eclettico musicista transalpino. Questa volta i retaggi black e folk metal, ma anche metal tout-court ad essere pignoli, sono stati messi da parte e i paragoni, se proprio vogliamo trovarne, sarebbero da cercarsi piuttosto nei Sigur Ròs, nei primi Enigma, nei Dead Can Dance, nello shoegaze degli Echo & The Bunnymen e dei Jesus And Mary Chain, richiamati nelle distorsioni delle chitarre.

Eppure non dovete aspettarvi un album di difficile ascolto. “Shelter” è poetico e solare, le canzoni non fanno altro che poggiare su di una melodia portante sensuale ed efficace che si protrae ma non annoia proprio in forza della sua fruibilità. In questo quadro, la voce di Neige, rigorosamente pulita e delicata, segue con un pizzico di ruffianeria l’andamento dei brani. E l’ascolto scorre piacevole, a tratti sornione e ammiccante ai lidi del dream pop (l’ospitata dell’ex Slowdive Neil Halstead su “Away”, la dice lunga in questo senso).

I brani presentano numerose punte di somiglianza ma nel complesso, dunque, non cedono. Troviamo riuscita in particolare “Opale”, delicata, orecchiabile e potenzialmente appetibile anche per un pubblico mainstream (si sa mai che abbiano voglia di una botta di cultura…), anticipata tra l’altro da un video professionale. Citiamo poi “La Nuit Marche Avec Moi”, introspettiva e crepuscolare nei toni vocali dimessi, “L’Eveil Des Muses”, che presenta suoni di chitarra più incisivi e infine la suite “Délivrance”, episodio più lungo ed elaborato ma riconducibile a quella natura “essenziale” e bucolica che contraddistingue il resto dell’album.

“Shelter” non è più dunque un disco di transizione ma rappresenta l’attuale natura degli Alcest. E’ ovvio, chi ha adorato opere come “Souvenirs D’Un Autre Monde”  e “Écailles De Lune” rimarrà inevitabilmente deluso, ma dobbiamo riconoscere come il progetto di Neige sia cresciuto ed abbia seguito senza timori un’evoluzione costante.

Voto recensore
7
Etichetta: Prophecy / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Wings
02.  Opale
03.  La Nuit Marche Avec Moi
04.  Voix Sereines
05.  L’Eveil Des Muses
06.  Shelter
07.  Away
08.  Délivrance


Sito Web: http://www.alcest-music.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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