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DISIPLIN

"Hostis Humani Generis"

FrentEuropa Records
2010
voto: 5,5
Disiplin @ MySpace
29/07/2010
I norvegesi Disiplin sono tornati e questa volta notiamo come la band apporti alcune differenze sia al proprio sound che al background lirico. Cinque anni di silenzio non sono pochi e il two-piece di Royken ha optato per una mutazione graduale ma sentita, tornando con degli effettivi elementi di novità. Innanzitutto i consueti testi memori di un immaginario guerresco sono stati accantonati, o meglio, mutuati dall’interesse verso il paganesimo e la battaglia è qui dipinta più spesso come scontro fisico piuttosto che distruzione di massa.
Anche la musica subisce un notevole scossone: la facciata black è quasi del tutto abbandonata, emerge solo a tratti nello screaming e nelle chitarre (comunque distorte all’inverosimile), mentre la parte del leone è ceduta all’elettronica. “Hostis Humani Generis” è a tutti gli effetti un disco industrial/noise, estremamente possente e quadrato, marziale nel suo incedere cupo. I brani sono crudi ed essenziali, con le dovute cautele si potrebbe azzardare il termine “minimal” ma i blast-beats sono distruttivi e i ritmi frenetici, quasi fuori controllo. La band mostra indubbiamente delle buone idee, ma “Hostis Humani Generis” è un disco che purtroppo tende a perdersi. Si perde nella lunghezza eccessiva del lavoro, in pezzi che proprio a causa della loro costruzione elementare avrebbero dovuto essere più snelli per colpire subito senza invece dilungarsi in ripetizioni. Una simile costruzione finisce per appesantire le canzoni e creare un forte senso di noia. Peccato, le buone idee ci sono e la volontà di cambiare anche, speriamo sfruttino meglio in futuro queste potenzialità.


Andrea Sacchi
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