Con un lavoro a titolo “Said”, nuovamente prodotto da Achim Köhler, tornano sul mercato gli interessanti Neverdream a colpi di muscolare e fantasioso prog metal con un concept questa volta ambientato, tramite vari temi e argomenti, nell’affascinante continente africano; nelle varie tracce si parla infatti di guerre civili, colonialismo, sfruttamento dei minori, schiavitù ma anche di figure rappresentative come Nelson Mandela e Mohamed Alì.
Questa volta viene un po’ meno la sorpresa avuta all’ascolto del precedente “Souls” perché questa nuova fatica ci sembra leggermente più quadrata ed introspettiva; la band ha comunque un approccio sempre originale alla materia , un po’ alla maniera dei primi Pain Of Salvation e Wolverine stemperati dal più canonico e tipico riferimento ai Dream Theater (soprattutto per ciò che riguarda le chitarre di Giuseppe Marinelli). Dopo il convincente utilizzo sull’album precedente a partire da “Secrets” ritorna a farsi sentire il sax di Fabrizio Dottori, strumento che dona una connotazione avantgarde ad alcuni passaggi (“Voodoo”). Un buon ritorno anche se da pignoli quali siamo ci si attendeva qualcosa in più!