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SURGERY

"Non Un passo Indietro"

Altipiani / Audioglobe
2009
voto: 8
Surgery @ MySpace
16/12/2009
Uscito lo scorso 19 novembre, il nuovo lavoro dei laziali Surgery si rivela la perfetta prosecuzione del precedente “L’Altra Educazione”, sia nei testi, sempre arrabbiati, agguerriti, acidi e sarcastici, che nei suoni, un’esemplare coesione di chitarre metal e sonorità elettroniche estremamente potenti. Dei 17 brani che lo compongono, i 2 validi remix proposti portano la firma di Combichrist (“L’Erba Cattiva”) e XP8 (“Stupida Estate”), mentre la cover di “Photographic” dei Depeche Mode si plasma, nuova e deviata, su timbri caustici e straziati. Ma l’attenzione viene rapita dalle canzoni inedite, che già dal breve intro di “Mostri”, si propongono come una scarica di schiaffoni in pieno viso, pronti a far svegliare l’ascoltatore dall’inedia e dal torpore di una vita preconfezionata, che i Surgery sezionano con affilatissimi bisturi, mostrandone tutto lo squallore e l’orrore. Proseguendo con “Morituri Te Salutant”, proposta anche in video (presente sul CD insieme ad altri due, “L’Erba Cattiva” e “Stupida Estate”), l’impronta di orrore derivante dalla situazione storico-sociale attuale si fa più marcata e incisiva, con il ritmo perfetto per una danza liberatoria. Non si scampa neppure dalle orride diapositive dei brani successivi, dall’affresco lucido e disincantato del nostro belpaese di “Dolcissima Italia” all’analisi dissacrante di nuovi e antichi idoli, in “Totem E TV”. La seducente “Lupi Da Cortile” trae potenza dalle chitarre furibonde, martella con un nostalgico ritmo elettronico e trasuda lirismo grazie alla peculiare voce di Daniele Coccia, profonda e drammatica, in ideale contrasto con quella eterea e acuta di Cristina Badaracco. Non si può ignorare la citazione nel brano successivo, “Produci Consuma Crepa”, che conferma pienamente il sospetto che questi ragazzi di Guidonia annoverino i CCCP tra i mentori della propria formazione musicale. La ballad “Classe Onirica”, placa i suoni, ma non i toni, proponendo su una base di pianoforte estremamente evocativa (ad opera di Mauro Neri, degli Everdream) parole malinconiche e sgomente. Ma la pausa è breve, e già con “Edipo Re” e la successiva sequenza di brani, il ritmo torna ad essere indemoniato e muscolare, senza dimenticare la dimensione ritmica e strizzando l’occhio ad un’elettronica che fa sì ricordare gli anni ’80, ma si veste di nuovi, laceri abiti industriali, per cantare ancora una volta disillusione, orrore e insofferenza. L’ultimo inedito, titletrack dell’album, “Non Un Passo Indietro” suggella, quasi come un manifesto d’intenzioni, tutto quanto narrato fino a qui cantando “Non un passo indietro … un piede dopo l’altro arriverò alla meta”: speriamo che la meta, per questi giovani artisti, non arrivi troppo presto, e che ogni passo che compiranno per raggiungerla, abbia il valore e la valenza di questo potente e appassionato album.


Raffaella Godano
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