13/10/2009
Non vuole essere il solito nostalgico revivalismo verso un periodo musicale, incredibilmente creativo vario e fondamentale, come furono gli anni ’80, ma per chi ha vissuto in prima persona quell’esplosione musicale viene spontaneo fare raffronti. I Naughty Boys sono un esempio lampante, hanno mutuato lo stile class metal losangelino dei Dokken e dei Ratt, e fin qui nulla da eccepire, in quanto il quartetto nordico dimostra di aver appreso la materia. Ciò che non va sono i suoni, le produzioni moderne pur se supportate da notevole dinamica e forza esplosiva, mancano di profondità, calore e, soprattutto, dell’unicità che ha caratterizzato quel periodo e le singoli produzioni discografiche. “Destiny Calls” parte bene con la title track, pestata e sormontata da un coretto semplice, e così via fino alla fine dell’album, tra citazioni più o meno volute.
La risposta svedese agli Harem Scarem
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