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08. Still Walking
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KILLING TOUCH

"One Of A Kind"

Scarlet Records / Audioglobe
2009
voto: 8
05/05/2009
L’avvicendamento tra Michele Luppi e Fabio Lione dietro al microfono dei Vision Divine ha lasciato dietro di sé non pochi strascichi, dividendo fans ed addetti ai lavori. Ma la musica, come sempre, non si ferma e Olaf Thorsen, ha dato da poco alle stampe il nuovo capolavoro della propria creatura, “9 Degrees West Of The Moon”. Anche il vocalist dei Mr. Pig non è rimasto, però, a guardare e, arruolato un manipolo di validi strumentisti, ha fondato i Killing Touch, band che fa il proprio esordio sul mercato con questo “One Of A Kind”. Come accadde per la dipartita di André Matos dagli Angra, con la successiva nascita degli Shaman, anche qui abbiamo una scissione da cui traggono vantaggio sia i protagonisti sia il pubblico, che potrà seguire, d’ora in poi, due band di indiscusso valore, invece di una sola. Perché quella degli emiliani, è bene dirlo subito, è un’opera di grande spessore artistico. La proposta dei Killing Touch non si discosta molto da quella della Visione Divina, nonostante il lato progressive sia solo sfiorato e si punti maggiormente sulle melodie, i cori e le varianti di voce, architettate da un Luppi assolutamente…divino. Il frontman si rivela ancora una volta irraggiungibile per interpretazione ed emotività nelle parti più comunicative, risultando perfetto anche quando sale altissimo, non perdendo mai colore e calore nei propri disegni armonici. Il concept che trae ispirazione dal racconto di Stephen King, “La Zona Morta”, si dipana lungo undici song, che spaziano dal metal classico e melodico, al power di classe, all’hard rock più arioso. L’opener “The Touch”, tra fraseggi di pianoforte ed attacchi in doppia cassa, mette subito in tavola le qualità dei Killing Touch, che dimostrano di essere in grado di costruire trame sonore variegate e cangianti, con le melodie di Luppi a farla da padrone, in un album dalle mille sfaccettature. Gli arrangiamenti evitano le orchestrazioni più ridondanti, perché in “One Of A Kind” si prediligono l’atmosfera, il cuore, i sensi, con il piano che ritorna sempre, come nella dolcissima e sofferta title track, o nella strumentale “Still Walking”. Non mancano parti più aggressive con le chitarre sugli scudi (Wall Of Sampathy”) o più complicate ritmicamente e strumentalmente (“Mimicking Death”), con un occhio al power più raffinato (“Falling Away”). Inutile paragonare i Killing Touch ai Vision Divine e controproducente per le nostre orecchie schierarsi su un fronte o sull’altro. Dopo “9 Degrees West Of The Moon”, anche “One Of A Kind” è un album coi fiocchi, da comprare senza esitazione.


Alessandro Battini
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