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01. Awakening of Dawn
02. I.N.R.I.
03. The Theory
04. Extreme Emotional Shock
05. Time Never Dies
06. Propitation of the Gods
07. Cloned World
08. Persuasive Memory
09. Final War
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30/04/2009
Avete presente quando una band sembra non poter andare oltre ai fantastici album che ha sfornato ed invece se ne viene fuori con un capolavoro? Ecco i Necrodeath praticamente lo fanno ad ogni album e questa volta “Phylogenesis” ha tutte le carte in regola per diventare un classico! Nonostante un ulteriore rimaneggiamento della line up, dentro GL al basso, i Necrodeath non hanno perso un briciolo della loro forza. Accantonato qualsiasi esperimento modernista, impassibili di fronte alle mode, la band come sempre ha generato un album ineccepibile e potentissimo. E’ un ritorno agli albori questo “Phylogenesis”, che strizza l’occhio sicuramente più ai primi lavori della band che non alle ultime uscite. L’album infatti recupera quello spirito thrash un po’ svanito col tempo e si torna indietro nel tempo fino a “Fragments of Reality”, lasciando un po’ da parte le influenze black e death. “I.N.R.I” è la prima killer song del disco, un chorus pauroso e il drumming di Peso che non lascia scampo, probabilmente il brano migliore. Vagamente nell’album aleggia addirittura lo spirito dei Death SS, quelli più thrash di “Heavy Demons” un po’ per l’impostazione vocale di Flegias, un po’ per le atmosfere tetre e maligne che i Necrodeath ci regalano. Qualche puntatina su lidi più moderni la troviamo in “Extreme Emotional Shock” ma poi “Time Never Dies” rimanda ad un certo “Sentence of Death” a nome Destruction, influenza spesso ricorrente in Phylogenesis, che ulteriormente ribadisce la voglia di tornare ad un sound più genuino. Ma attenzione non siamo di fronte ad uno di quei dischi che seguono il filone del revival thrash tanto in voga; i Necrodeath danno vita ad un qualcosa di unico, che prende vita proprio grazie ad un songwriting spettacolare, molto eterogeneo e particolarissimo per quanto coerente, cambi di ritmo in continuazione, chitarre acustiche qua e la (la lunga “Propination of the Gods”) e nessun filler, nessun pezzo scontato. Un album immenso che avrà ben pochi rivali quest’anno e che se la gioca con “Hordes of Chaos” dei Kreator per l’album thrash del 2009. Consigliato a tutti quelli che amano il metal nudo e crudo, originale, suonato con stile, grinta e tanta cattiveria! I Necrodeath sono tornati, non fateveli scappare!
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| Tommaso Dainese |
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