12/10/2006
E bravi Sown! Zitti zitti, senza grandi nomi o mega-produzioni se ne escono con un disco che, fosse arrivato un lustro prima, avrebbe aperto molte più porte di quante ne può aprire ora. Il loro nu metal, tinto di hardcore e di un crossover vecchio stampo, avrebbe fatto sfracelli prima che l’abuso di tale forma musicale portasse ad un inevitabile allontanamento da parte del pubblico e, quindi, delle etichette. Ed e’ un peccato, perché i nostri (a tutti gli effetti, essendo bergamaschi) ci sanno fare e, finalmente, utilizzano il doppio cantato con un senso che non sia quello di alternare il growl al pulito.
Le canzoni sono tutte abbastanza ben studiate e ben suonate, dense di cambi di tempo, tecnica ed aggressività, in modo da non annoiare mai l’ascoltatore. E nonostante i punti di riferimento rimangano ben precisi - Coal Chamber, Korn, Disturbed, ma anche cose più pesanti come i Pantera (e non solo per la cover di ‘Suicide Note Pt.1’ dedicata a Dimebag) – non si arriva mai ad un plagio vero e proprio, visto che la personalità della band riesce comunque ad emergere. Cosa manca allora? Niente, casomai ci sono almeno cinque anni di troppo sul calendario.
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