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01. Intro
02. Days of Justice
03. Insanity (In my Mind)
04. Alone
05. Vortex Of Violence
06. Truth
07. Oriental Sorrow
08. Face This Night
09. Free Your Soul
10. Metal Thrashing Mad (Anthrax Cover)
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GROUND CONTROL |
"Insanity" |
| Punishment 18 |
| 2006 |
| voto: 7,5
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07/09/2006
Niente male davvero questo debutto dei power-thrasher nostrani Ground Control. Un suono forgiato in una tradizione anni ottanta che pare essere spesso travisata o dimenticata, quella appunto del heavy-thrash pulito e melodico, sostenuto a dovere da un singer degno di questo ruolo (Alessio Garavello, già con Arthemis e Power Quest) e una base ritmica precisa e trascinante. Spesso si ascoltano in giro tentativi di ridare voce a tale stile, dovendosi però accontentare di copie poco credibili dei grandi gruppi del passato (eccezione fatta ad esempio per gli ottimi Enemynside). Questa volta è proprio il caso di dire che la musica cambia: ‘Insanity’ è un disco di buon spessore, un lavoro che cerca di costruirsi un spazio suo, non scopiazzando dai classici e provando a trovare una via italiana al genere. C’è infatti anche molta melodia tra le righe, ascoltare a proposito la ballata ‘Alone’, caratteristica questa che rimanda all’heavy classico melodico di casa nostra e addirittura ad un certo class-metal, presente nel gusto con cui vengono costruite alcune parti cantate e in certi groove chitarristici (tipo il riff della trascinante ‘Day Of Justice’). Il meglio arriva però quando il gruppo si dedica alla facciata più thrash-oriented: ‘Insanity (In My Mind’) è un ottimo brano che avrebbe fatto la sua figura su un disco dei Flotsam & Jetsam, o dei meno noti Deliverance e Intruder. Belle anche ‘Truth’ e ‘Free Your Soul’, tra le migliori speed-metal track ascoltate di recente. Più ricercata ‘Oriental Sorrow’, una song che si accosta per certi versi al power-progressivo degli anni ottanta, ma con una linea vocale e un ritornello più moderni che creano un contrasto interessante. Molte le cose buone, ma non tutto è ancora al punto giusto. Si intravede infatti un certo spazio per migliorare, soprattutto nella spinta della registrazione e nelle parti soliste, sempre ben eseguite, ma che faticano ad imporsi. Forse sarebbe il caso di aggiungere una seconda chitarra, ad esempio un brano come ‘Vortex Of Violence’ guadagnerebbe sicuramente spessore con un scambio più continuo e strutturato tra ritmica e assoli (una cosa stile Megadeth per intenderci). Un plauso finale alla riproposizione della vecchia ‘Metal Thrashing Mad’, assolutamente pervasa dallo spirito giusto. Speriamo che sia proprio quest’ultimo a guidare i passi di un gruppo che se continuerà a crescere come ci aspettiamo potrebbe essere una delle sorprese dei prossimi anni.
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| Riccardo Manazza |
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