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01. Everyday Combat
02. A Town Called Hypocrisy
03. The New Transmission
04. Rooftops (A Liberation Broadcast)
05. Can’t Stop, Gotta Date With Hate
06. Can’t Catch Tomorrow (Good Shoes Won’t Save You This Time)
07. Everybody’s Screaming!!!
08. Broken Hearts, Torn Up Letters And The Story Of A Lonely Girl
09. 4:AM Forever
10. For All These Times Son, For All These Times
11. Heaven For The Weather, Hell For The Company
12. Always All Ways (Apologies, Glances And Messed Up Chances)
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LOSTPROPHETS |
"Liberation Transmission" |
| Visible Noise / Columbia |
| 2006 |
| voto: 5,5
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06/07/2006
Il ritorno dei Lostprophets sul mercato discografico era sicuramente atteso da molti fan devoti all’ala più melodica del nu metal (ma si può ancora utilizzare questo termine?…) ma abbiamo come l’impressione che le loro aspettative non verranno ripagate a dovere; certo ‘Liberation Transmission’ è prodotto dal guru Bob Rock, certo le parti di batteria in studio sono state suonate da Josh Freese (A Perfect Circle, The Vandals ed apprezzato session drummer), certo il look è cambiato e le tematiche si sono fatte più dure e crude ma musicalmente i nostri ci presentano nient’altro che il compendio di quanto realizzato nei primi due lavori più che compiere un vero passo in avanti…anche se è innegabile la bontà e ricercatezza di alcune loro variazioni stilistiche invero assenti in buona parte dei gruppi definiti crossover. Troppo tipico e senza intuizioni un pezzo come l’opener ‘Everyday Combat’ mentre decisamente meglio una ‘The New Transmission’ che mette però in risalto il lato generale decisamente più pop del terzo CD dei gallesi; sono tendenzialmente scomparse le parti urlate, sostituite in buona parte da cori a più voci mentre viene lasciato ampio spazio alle clean vocals di Ian Watkins che onestamente non ha mai brillato per particolari qualità canore. Questo ampliamento della componente emo del Lostprophets sound è quasi disturbante ( ‘Can’t Catch Tomorrow…’) dato che la stessa band ci aveva fatto conoscere agli esordi il suo lato più heavy soprattutto attraverso il debut ‘The Fake Sound Of Progress’.
Forse vi troverete a canticchiare questi ritornelli (‘Broken Hearts, Torn Up Letters And The Story Of A Lonely Girl’) ancor più che in passato così come apprezzerete alcuni arrangiamenti ben elaborati (‘4:AM Forever’) ma abbiamo la strana sensazione che una band che aveva qualcosa di concreto da dire sia precipitata nell’anonimo calderone di gruppi “pseudo alternative”. Speriamo solo temporaneamente…
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| Alberto Capettini |
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