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01.The Final Thrill
02.Left Behind As Pieces
03.Enchanted
04.Ballet
05."Peace"
06.And Innocence
07.Born
08.Lullaby For The Dying
09.Closing A Memory

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RAM-ZET

"Intra"

Tabu/Audioglobe
2005
voto: 8,5
15/07/2005
Giunti al traguardo del terzo album, i Ram-Zet appartengono fieramente a quel nutrito numero di formazioni norvegesi (ci deve essere qualcosa nell'aria, da quelle parti...) che sfuggono ad ogni possibilità di catalogazione di sorta: riconfermando, se non nettamente superando, quanto di buono espresso nel precedente 'Escape', la nuova fatica del sestetto a nome 'Intra' si conferma ascolto non facile, fatto di composizioni lunghe, intricate e complesse, eppure al tempo stesso affascinanti e sorprendentemente scorrevoli.
L'opener 'The Final Thrill' è in effetti il modo migliore per far capire all'ascoltatore cosa lo attende: provate ad immaginare un gruppo che riunisca contemporaneamente l'impatto più heavy e roccioso dei migliori Nevermore, le ritmiche di certi Meshuggah, aperture goticheggianti tra Theatre Of Tragedy e qualcosa dei Cradle Of Filth, una spruzzata dei connazionali e amici Madder Mortem, giocando il tutto poi sull'alternanza di voci tra tra il cantato aspro (ma talvolta pulito) di Zet e la voce angelica e meravigliosa di Sfinx, a cui vanno ad aggiungersi gli spiazzanti interventi del violino di Sareeta.
Immaginate tutto questo e avrete solo una mera idea delle capacità compositive dei Ram-Zet: una fusione di stili che sulla carta potrebbe risultare ambiziosa ed improbabile, ma che di fatto sa imporsi ascolto dopo ascolto. Ed è un ascolto che sa essere al tempo stesso una sfida per chi vi si accosta e sa lasciarsi trascinare nel continuo alternarsi di atmosfere che caratterizano le nove composizioni, giocando ora tra passaggi cupi e claustrofobici pennellati da sprazzi acustici, come in 'Ballet' e 'Peace', ora in momenti all'occasione più soft ('And Innocence', 'Lullaby For The Dying'), inserendo inoltre sporadici spunti elettronici qua e là, accompagnando il tutto con una produzione devastante.
Un altro colpaccio per la Tabu dopo quell'autentico capolavoro che è 'Isa' degli Enslaved: 'Intra' non è sicuramente quello che definiremmo "un disco per tutti", ma è un disco che saprà ricompensare tutti coloro che accetteranno la sfida lanciata da Zet e soci. Se ve la sentite, non potete che entrare...


Roberto Lato
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