Wacken Open Air 2016: il punto della situazione sul festival

A essere del tutto onesti, lo schieramento di band proposte per l’edizione del Wacken Open Air 2016 sulla carta non è dei più entusiasmanti. Da una parte c’è l’inevitabile confronto con altri festival (Hellfest e Graspop, ad esempio) che nella stesa estate, a poche settimane di distanza, presentano un panorama di gruppi molto più allettante sulla carta, soprattutto per quanto riguarda gli headliner. Dall’altra parte c’è il confronto con le edizioni precedenti del festival, e anche se non ci possiamo aspettare tutti gli anni un evento epocale come è stata la doppietta Savatage / Trans – Siberian Orchestra, è probabile che una parte dei fan non abbia trovato corrispondenza sufficiente alle loro aspettative. Un terzo punto da tenere in considerazione è che un certo numero di band di livello medio – alto che saliranno sui palchi dell’Infield del tranquillo paese tedesco sono passate dall’Italia nei mesi scorsi o ci passeranno nei mesi a venire. Fra questi ci sono prima di tutto gli Iron Maiden, che con ogni probabilità saranno headliner della giornata del giovedì, quando non ci sono interferenze di esibizioni tra i tre palchi principali, e toccheranno l’Italia tre volte appena dieci giorni prima. Lo stesso discorso vale per i Whitesnake, che arriveranno in luglio, per le Girlschool (da cui ci aspettiamo comunque un omaggio a Lemmy), che passeranno in maggio, senza contare band come Parkway Drive, Symphony X o Entombed A.D. che invece ci sono appena passate. Perfino Axel Rudi Pell, che ha snobbato la nostra penisola per tantissimo tempo, ironia della sorte, tornerà in Italia dopo lungo tempo appena un mese dopo, a metà settembre.

Per fortuna, e chi ci è stato anche solo una volta nella vita lo può testimoniare, Wacken non è solo un mero elenco di concerti da andare a vedere (concerti che ovviamente si accavalleranno uno dopo l’altro e ci costringeranno a corse interminabili da un capo all’altro del prato), e siamo sicuri che questa sovrapposizione di passaggi di tour non impedirà a tutti quelli che vi prenderanno parte di divertirsi all’ennesima potenza e di sfruttare al massimo i giorni del festival. giorni che, comunque, possono riservare momenti molto interessanti. I Twisted Sister, ad esempio, in uno dei pochi passaggi in Europa per quello che sembra essere il loro tour d’addio, e chi ha visto l’esibizione di Dee Snider dello scorso anno insieme al Rock Meets Classics non potrà non fremere di desiderio all’idea di rivedere lo scatenato frontman in azione. I Foreigner e i Blue Oyster Cult sono altre due band storiche che in Italia potremmo vedere con grande difficoltà e magari in location sacrificate; inoltre auspichiamo che venga riservata un’attenzione particolare a due glorie locali come i Blind Guardian e gli Unisonic di Michael Kiske. Avremo anche modo di ritrovare i Saxon, che a Wacken sono ormai di casa, dopo la cancellazione delle loro date in programma in febbraio. C’è poi un grosso punto interrogativo ancora aperto, cioè cosa succederà al posto dell’esibizione dei Motorhead, che, ironia della sorte, venne annunciata pochissimi giorni prima che Lemmy lasciasse questa terra. Il fatto che non sia ancora stato scelto un sostituto lascia pensare che forse gli organizzatori di Wacken stanno preparando uno show speciale, un tributo di qualche genere che possa comprendere molte band, o una band creata per l’occasione, quindi anche per quest’anno potremmo aspettarci un evento unico e irripetibile (come poi unica è ogni edizione del festival). su Facebook c’è anche un evento che parla di un minuto di silenzio in memoria di Lemmy da farsi a Wacken alla mezzanotte di giovedì: staremo a vedere…

L’Italia, ancora una volta, farà bella figura essendo rappresentata dagli Elvenking; questo aspettando, naturalmente, l’esito della consueta Metal Battle, di cui conosceremo l’esito solo poche settimane prima del festival. Ci sarà poi ampio spazio per le frange più estreme del metal, ci aspettiamo in particolare grandi cose da Chuck Billy e dai suoi Testament, dai Lamb Of God e dai Marduk, che contrasteranno con i messaggi di pace portati dagli Orphaned Land e con l’esibizione tutta rosa, spandex e lacca di Michael Monroe e soprattutto degli Steel Panther. Ancora una volta, quindi, Wacken si prepara ad accogliere fan di tutte le nazionalità, di tutte le età e di tutti gli stili del metal, con la certezza che, nonostante le difficoltà, le cancellazioni e le perdite irrimediabili, tutti sapranno trovare band di loro gradimento, un’accoglienza ferma ma cordiale e uno spirito unitario che difficilmente si trova da altre parti. Ci si vede là, come sempre, rain or shine.

Wacken 2016

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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