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Virgin Steele: Live Report della data di Trezzo Sull’Adda (MI)

L’evento di questo 26 febbraio al Live di Trezzo si annuncia come uno di quei concerti che val la pena di ricordare. Non capita infatti tutti i giorni di poter assistere ad un concerto acustico dei Virgin Steele, band capostipite, insieme ad altri giganti come i Manowar, del genere epic metal. Il sound del gruppo capitanato da De Feis ha sempre rappresentato il lato elegante e romantico di un approccio “barbaro” e violento al metal; di conseguenza ascoltare gli artisti della band statunitense alle prese con diversi classici eseguiti solo da voce e chitarra è davvero un momento quasi unico.

Effettivamente il medesimo esperimento è stato eseguito dai nostri in quel del Thunderoad di Codevilla (locale aimè scomparso) due anni fa ma rimane un’occasione d’oro sia per i fan del gruppo sia per chi vuol assaporare cosa possono realizzare la voce di un grande cantante e la maestria di un chitarrista come Edward Pursino.

Procediamo però con ordine e cominciamo con il dire che il primo appunto assai positivo di questa serata è fornito proprio dall’eccellente locale, il Live di Trezzo. Nel corso della serata, infatti, i presenti infatti hanno potuto gustarsi i concerti dei due gruppi presenti con estremo piacere, grazie ad una pulizia di suoni inconsueta per uno show metal.

I primi a calcare il palco sono gli italiani Clairvoyants, alle prese con un concerto che mischia brani tratti dal loro primo album “Word Of The Wise” a diversi classici degli Iron Maiden, band di cui i nostri eseguono da dieci anni un tributo convincente.

La prima annotazione che va fatta è rivolta al gruppo e alla resa proposta sul palco; i Clairvoyants sono migliorati nel corso degli anni a vista d’occhio e oggi propongono un set molto professionale, composto da brani “preparati” con passione e precisione. In secondo luogo i musicisti non solo si limitano ad “eseguire”, bensì interpretano i pezzi e dimostrano di saper dominare il palco, a partire dall’ottimo frontman Gab Bernasconi.

Ovviamente i brani che colpiscono maggiormente il numeroso pubblico presente sono soprattutto quelli dei Maiden, dalla scatenata iniziale “The Trooper” all’epicissima “Revelation”, da “Hallowed Be Thy Name” (presente anche sul loro debutto) alla riuscitissima “Wasted Years”, che pone sugli scudi i chitarristi Luca Princiotta e Marco Demartini.

I pezzi dell’album che vengono eseguiti riscuotono interesse e dimostrano di non essere “cloni” della band albionica; track come la rocciosa “Back To My Dreams” o l’ottima opener “Journey Trhough The Stars” convincono in pieno e sicuramente dimostrano come sempre di più i Clairvoyants potranno in futuro basarsi con scioltezza sulle proprie canzoni in sede live.

A conclusione del set di circa un’ora del gruppo italiano il cambio palco è velocissimo, considerando che ben poco è necessario…

Ben presto compaiono di fianco a tre alte sedie David DeFeis e il chitarrista Edward Pursino, che senza troppi preamboli si lanciano nell’esecuzione di una lunga serie di brani rivisitati in chiave acustica e tratti da un po’ tutta la discografia della band.

In questa prima parte dello show colpiscono positivamente pezzi come “Don’t Say Goodbye”, che di suo si presta a questa versione, ma anche brani come la più tosta “Through Blood And Fire”, che dimostra di essere eccelsa anche eseguita solo con chitarra acustica e voce.

Indubbiamente tutto ciò è possibile grazie all’incredibile carisma e all’ugola magica di DeFeis, istrione e cantante che aimè non ha, nel corso degli anni, raggiunto la fama che avrebbe meritato.

Per i fan della band c’è veramente di tutto in questa serata; il duo infatti si lancia in esecuzione intere di pezzi o di stralci tagliati e ricuciti a numerose altre canzoni; di conseguenza si gioisce ascoltando “Victory Is Mine” e ancora con l’epicissima “Sword Of The Gods”, vera perla del gruppo, tratta dal capolavoro “Invictus”.

Nell’ultima mezzora di un intenso concerto di circa 90 minuti sale sul palco anche Joshua Block, ufficialmente bassista, ma che in questa occasione imbraccia una seconda chitarra acustica.

La resa dei pochi brani suonati in compagnia di Pursino è a dir poco stupefacente.

Il mix di “Noble Savage/I Will Return” colpisce dritto al cuore e lascia tutti annichiliti, così come la conclusione eclatante di “Defiance”, che viene cantata in compagnia di David da tutti i presenti.

Finisce così una serata che dimostra come i brani, quando sono davvero riusciti, sono in grado di affascinare anche e soprattutto in versione acustica.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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