Vinnie Paul: il ricordo di Rex Brown

In un messaggio lungo ma particolarmente toccante, Rex Brown, bassista dei Pantera, ha ricordato con intensità Vinnie Paul, scomparso lo scorso 22 giugno, condividendo i suoi sentimenti e anche alcuni ricordi personali dei suoi primi incontri con i fratelli Abbott. Ne riportiamo i passaggi salienti:

Sono devastato, rattristato e sconvolto, quasi al di là delle parole, a proposito della morte del mio amico e fratello nei Pantera, Vincent Paul Abbott. Mentre capisco e apprezzo il desiderio di avere un mio commento, mi sono preso del tempo per radunare i miei pensieri, per iniziare a elaborare questa terribile perdita. Ho scelto di declinare gli inviti a rilasciare delle interviste, perchè non è da me. Questo momento appartiene a Vinnie. Vorrei inviare le mie più profonde e sentite condoglianze ai suoi parenti, alla famiglia dei Pantera, alla sua nuova famiglia negli Hellyeah e a tutti i fan con cui Vinnie Paul ha trascorso la sua vita, facendoli divertire. I miei pensieri e le mie preghiere sono con ognuno di voi. Sono particolarmente addolorato per il padre di Vinnie, Jerry Abbott, che ha aperto il suo studio e ci ha mostrato la strada agli inizi. Nessun padre dovrebbe seppellire i suoi figli. Tutto ciò che posso fare è concentrarmi sui bei momenti e l’amicizia fraterna che abbiamo condiviso noi quattro.
Quando ero alle superiori, sentivo parlare di questi fratelli, gli Abbott. Sapevo che Vinnie Abbott era un batterista eccellente. Li ho incontrati a un contest per lab band quando avevo 15 anni. […] Io suonavo il basso e lui suonava la batteria in una delle lab band più prestigiose al livello delle scuole superiori. […] Io e i fratelli Abbott andavamo insieme ai concerti delle band che venivano in città. Abbiamo visto gli Eagles, i Kiss, Pat Traves, Sammy Hagar, ecc. Il fratello minore di Vinnie, Darrell, aveva imparato un po’ di accordi di chitarra dal loro padre, che tra l’altro era mancino. A circa 14 anni, Darrell si chiudeva in camera e studiava tutti gli assoli di Randy Rhoads sui primi due album di Ozzy Osbourne. Questo ha cambiato completamente la sua vita. Quando Darrell cominciò a farsi conoscere, all’età di 15 anni, cominciò a vincere tutti i concorsi di chitarra nella zona del Sudest. A quel punto costruimmo anche un palco nel loro garage. Vinnie aveva una grossa batteria, e i ragazzi avevano anche l’unico sistema di amplificazione con i microfoni in città. […] I fratelli mi invitarono ad unirmi alla loro band, i Pantera. Il nostro primo album, “Metal Magic”, fu inciso prima che io compissi 18 anni. Suonavamo ovunque potessimo trovare un ingaggio!! Ah, l’esuberanza della giovinezza! Vinnie e io andavamo anche spesso a pescare insieme. Anche se ci stavamo riprendendo da una sbronza, ci alzavamo alle sei di mattina e andavamo a pesca. Di solito andavamo al Toledo Bend, un grosso lago al confine fra il Texas e la Louisiana. A volte ci spingevamo così lontano che ci perdevamo, oppure restavamo senza benzina e dovevamo tornare a riva remando. Un paio di volte abbiamo anche fatto affondare il nostro piccolo battello, e siamo dovuti tornare a riva a nuoto. […] Siamo diventati molto uniti mentre registravamo i nostri primi tre album, spesso suonando sei sere a settimana, cinque set per serata. Quando il nostro vecchio cantante se n’è andato, siamo stati fortunati a trovare Philip, perchè ha portato qualcosa di incredibile. E’ cambiato tutto, i nostri set erano del tutto diversi rispetto a prima. […]
Vinnie è stato influenzato da molti batteristi metal, ma una volta che era dietro la batteria, tutti dovevano stare a guardare quello che faceva. Ha rivoluzionato completamente i giochi. E’ stato originale per la sua generazione, tutti volevano suonare come lui. Spesso si pensa che le sue siano parti semplici, ma non lo sono, punto. […] Negli anni ’90 non c’era una sezione ritmica migliore di quella composta da me, Vinnie e Darrell. Anche nelle nostre serate peggiori, facevamo scintille sul palco. Perchè noi tre avevamo suonato insieme così tante volte, così tanti brani, che sapevamo esattamente sempre dove stavano andando gli altri. Eravamo tutti unicamente differenti gli uni dagli altri, anche i fratelli. Avevamo personalità uniche che si mescolavano insieme, grazie alle nostre influenze e alle nostre diverse personalità. A meno che non siate in una band, non potete capire che il rapporto tra me e Dime era una cosa, tra Philip e Vinnie era un’altra, e così via, in tutte le combinazioni possibili. […]
Il modo migliore per celebrare Vinnie è celebrare la sua vita. Si rapportava al suonare la batteria e all’amicizia con un vero grado di perfezione. Dobbiamo ricordarci dei bei momenti che abbiamo condiviso con lui. Riposa in pace, Vinnie, e dai a Dime un abbraccio nel buon vecchio stile del Texas da tutti noi. Hai lasciato un segno incredibile nel mondo e sei stato portato via da noi troppo presto.
Much love and respect,
Rex

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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