Victory Records: Spotify non paga le royalties, catalogo ritirato

L’etichetta Victory Records ha pubblicato un comunicato con cui annuncia il ritiro dell’intero catalogo dell’etichetta da parte di Spotify. La causa di questo drastico provvedimento sarebbe una violazione delle leggi del copyright in vigore negli Stati Uniti, e il fatto che Spotify non starebbe versando all’etichetta le royalties dovute ai loro artisti. Victory Records nel suo comunicato parla anche di Audiam, una compagnia che ha l’intento di garantire ai musicisti il pagamento delle royalties dovute per la diffusione online di musica su Spotify, YouTube e Google Play. Alcuni mesi fa, Audiam aveva comunicato a Spotify i dati di oltre 3000 prodotti sonori le cui royalties risultavano ancora da pagare. Ecco il testo del comunicato della Victory Records a riguardo:

Nella tarda giornata di ieri, Spotify ci ha mandato un documento che ci avvisava della rimozione della nostra musica dalla loro piattaforma. Non abbiamo firmato questo documento, principalmente per il fatto che questo violava il nostro accordo con Audiam. Spotify sa che siamo in affari anche con Audiam e ci veniva essenzialmente chiesto di violare questo accordo. Il problema della mancanza dii pagamento neii confronti dei compositori è un problema molto diffuso e non esclusivo degli artisti della Victory Records. Il succo del discorso è che gli artisti e i compositori non vengono pagati e che i fan della Victory non possono ascoltare la loro musica.

victory records spotify

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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