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Steel Panther: ascolta “The Burden Of Being Wonderful” in acustico

E’ la traccia numero 7 di “All You Can Eat”, l’ultimo album dei mitici Steel Panther.
Parliamo di “The Burden Of Being Wonderful“, pezzo che, in questo speciale video di seguito, viene eseguito in acustico. E, come sempre, quando si tratta della band glam più glam che ci sia, merita…

All You Can Eat” Tracklist:

01 – Pussywhipped
02 – Party Like Tomorrow Is The End Of The World
03 – Gloryhole
04 – Bukkake Tears
05 – Gangbang At The Old Folks Home
06 – Ten Strikes You’re Out
07 – The Burden Of Being Wonderful
08 – F@#king My Heart In The Ass
09 – BVS
10 – You’re Beautiful When You Don’t Talk
11 – If I Was The King
12 – She’s On The Rag

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Steel Panther: Live Report della data di Milano

La data degli Steel Panther a Milano ha fatto letteralmente esplodere di euforia l’Alcatraz. I nostri, in tutta loro magnificenza anni ’80, si sono esibiti in un vero e proprio show da gustarsi sotto tutti gli aspetti, dalle battute ovviamente spinte e a sfondo sessuale di Michael Starr, all’assolo di chitarra del divertentissimo Satchel, alle stupende espressioni ambigue di Lexxi Foxxx, impegnato a cercare di specchiarsi ad ogni attimo di pausa.

Ma fermiamoci con l’euforia ancora in corpo e parliamone passo dopo passo.
In primis, ad aprire la serata, i giovanissimi inglesi The Treatment, che erano già passati dall’Italia sul palco del Live Club di Trezzo lo scorso anno insieme ad Alice Cooper suscitando grande interesse e trovando un sostenuto numero di conferme, dato che questa volta molti ragazzi del pubblico conoscevano le loro canzoni cantandole durante le loro esecuzioni.
Finito il loro momento, dopo un rapido cambio, alle ore 21:00 spaccate uno ad uno salgono sul palco i nostri glammissimi Steel Panther, sempre più colorati e sempre più anni ’80. Esordiscono con “Supersonic Sex Machine“, che fa davvero esplodere l’Alcatraz trascinando l’intero pubblico in un viaggio spaziotemporale dove si parla inglese tra le strade di Los Angeles e si ascolta del buon Rock’nRoll demenziale come nel 1985.
Durante l’intero concerto la carica del pubblico non si è mai placata grazie anche ai continui sketch dei nostri musicisti losangelini con le loro battute spinte (il vincitore della serata è stato Satchel, con le sue frasi scritte sui palmi delle mani pronunciate in un italiano discutibile ma chiarissimo nel significato improntato sul portarsi a letto ragazze a random quali “tua sorella” o “una puttana”) e con tantissime interazioni tra loro e il pubblico, come ad esempio la gara della parte di pubblico di Michael Starr contro quella di Satchel, uno scontro tra chi urlava più forte frasi sconce in inglese. Non ci si può dimenticare del bassista Lexxi Foxxx che con il suo fascino palesemente ambiguo ha dato spettacolo, sia con la sua aria da rockstar affascinante sia con i suoi atteggiamenti da prima donna, con tanto di tavolino a fianco alla sua postazione con sopra lucidalabbra e specchio, usati ad ogni minima pausa o cambio di canzone.
Nel frattempo il pubblico ha continuato con ovazioni e urla di entusiasmo durante le famosissime “Community Property” e soprattutto con “Party All Day (Fuck All Night)£, trascinando addirittura tutta una serie di ragazze delle prime file sopra al palco.

Note negative della serata? A me sembra di no, se non fosse che forse sarebbe stato sicuramente più spettacolare se il concerto fosse stato eseguito sul palco A piuttosto che sul palco B, ma ho la netta sensazione che la prossima volta che verranno in Italia ci sarà da divertirsi ancora di più con un concertone da non perdere.

SETLIST:

01. Supersonic Sex Machine
02. Tomorrow Night
03. Fat Girl (Thar She Blows)
04. Asian Hooker
05. Just Like Tiger Woods
06. Gold-Digging Whore
07. Guitar Solo
08. It Won’t Suck Itself
09. Community Property
10. Eyes of a Panther
11. Girl from Oklahoma
12. Party All Day (Fuck All Night)
13. Turn Out the Lights
14. Death to All but Metal
—–
15. The Shocker
16. Eatin’ Ain’t Cheatin’
17. 17 Girls In A Row

marcella.fava

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Marcella Fava nasce a Reggio Emilia il 30 aprile 1988. Figlia d’arte, il padre è Antonio Fava, grande scrittore, regista, ma soprattutto attore teatrale e insegnate di Commedia dell’Arte di fama mondiale. La sua prima macchina fotografica è la polaroid di Barbie, all’età di 6 anni, che tutt’ora utilizza per divertimento. Le fotografie vengono fuori di qualità scarsa dati gli anni che ha, ma contengono tanta tenerezza e tanto affetto. Frequenta e si diploma presso il Liceo D’arte “Paolo Toschi” di Parma, a seguire il Centro Sperimentale di Fotografia “Ansel Adams” di Roma fino ad ottenere il Postgraduate Certificate in Professional Studies – Photography presso il Central Saint Martins – College of Art And Design di Londra, specializzandosi in reportage e fotografia analogica. Attualmente è fotografa a tempo pieno con sede a Reggio Emilia (anche se non si nega viaggi reportagistici in girando il mondo) e scatta per Metalus.it da circa 4 anni, unendo insieme alla fotografia l'altra sua grande passione, la musica!

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