Slayer: così Holt ricorda Hanneman

Il 02 maggio 2013 era stata resa nota al mondo la scomparsa del grande Jeff Hanneman, compianto (ex) chitarrista degli Slayer. A due anni dalla sua morte, l’amico e collega Gary Holt ha voluto rendere omaggio a questo straordinario artista e condividere alcuni preziosi ricordi. Queste le sue parole:

La prima volta che ho ascoltato gli Slayer è stato in occasione della pubblicazione dell’album “Show No Mercy”. Non credo di aver mai ascoltato nulla, nemmeno dei demo, prima di allora, ma quando ne ho avuto modo, sia io che Paul Baloff, cantante degli Exodus, lo abbiamo amato da subito. Mi sono chiesto “Gli Slayer arrivano veramente da Los Angeles? Mi state prendendo in giro! Dai, L.A. è il luogo dei capelloni e cose simili”, poi ci siamo incontrati e suonarono al Keyston in quel di Berkeley e il giorno seguente suonarono con noi alla Ruthie’s Inn. Ricordo che dopo quella performance, gli distruggemmo la loro camera d’albergo, con la loro benedizione, ovviamente. In seguito furono chiamati i poliziotti e ci sparpagliammo come blatte. Ricordo anche che dissi loro di non indossare alcun eyeliner, in quanto non sarebbe stato particolarmente accolto dai fan presenti allo show e mantennero la promessa. Non lo misero. Da allora diventammo amici, anche perché eravamo ragazzini e suonavamo solamente la musica che ci piaceva suonare, quel genere di musica che volevamo ascoltare. Durante il tour dei Venom tenutosi nel 1985, dove gli Slayer e gli Exodus furono scelti come supporter, avevamo avuto l’occasione di andare in tour con i nostri eroi, per cui per noi ogni giorno era come se fosse Natale. Possiedo ancora le foto della band mentre effettua il soundcheck, una lattina alta di Coors Light nella mano, è divertente.

In merito alla scomparsa di Jeff, il musicista aggiunge:

L’ho scoperto tramite un amico che mi mandò un sms. Non ricordo esattamente chi mi inviò il messaggio ma chiamai Kerry King per chiederne conferma e lui mi disse che, purtroppo, era tutto vero. Tutti stavano cercando di darsi pace e di comprendere la situazione. Quando succede una cosa del genere, è piuttosto arduo riuscire a credere che sia effettivamente vero. Non vuoi che lo sia, per cui la tua mente arriva a scontrarsi con tantissime emozioni. Per Kerry e Tom Araya, così come per Dave Lombardo, è stato come ricevere una botta in testa con una mazza. E’ un brutto fardello da sopportare.

Jeff ha sempre fatto le cose a modo suo, dai riff agli assoli, era veramente unico. Alcune persone dicono che io dovrei suonare gli assoli di Jeff esattamente come faceva lui, ma io credo che fare una cosa del genere non gli renda giustizia, non voglio cercare di copiarlo. Sicuramente proverò a mettere un tocco personale su alcune melodie e cose simili, specialmente per quel che riguardano i brani più datati, ma come dico sempre, chiunque volesse suonare in quel modo, dovrebbe rivolgersi a un sacco di persone che portano avanti le tribute band dedicate agli Slayer. Noi suoniamo in modo differente. Jeff aveva il suo stile, in quanto non era un musicista da manuale, era molto improvvisato e suonava le cose nel modo in cui voleva che fosse, mentre io ho imparato a suonare grazie a scale e strutture.

garyholtsolo

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