Rob Halford: “Ci saranno meno di 20 band metal ancora significative”

Uno dei dilemmi che spesso affliggono i fan dell’heavy metal è il contrasto fra band di vecchia e nuova generazione; queste ultime sono spesso “accusate” di non essere all’altezza dei loro predecessori ancora sulla cresta dell’onda, e questo nonostante gli anni che passano. Rob Halford dei Judas Priest è stato interrogato a questo proposito nel corso di una recente intervista. La sua opinione è a metà strada fra il compiaciuto e il preoccupato:

E’ una figata che le band che sono riuscite a superare il test del tempo siano ancora qui. I Priest, i Maiden, gli AC/DC, i KISS, i Metallica e anche gli Slayer. C’è una lista di band, probabilmente meno di 20, che sono ancora significative e forti, e che sono in attività da trent’anni o più. Quanto è bello tutto questo? Mi domando però dove saranno queste stesse band che stanno andando così bene, fra altri trent’anni. E’ solo un’ipotesi. Importa veramente? Non credo. Ma sto dicendo che le band che ho appena citato provengono da un’epoca differente. Ed è molto bello che anche i giovani metalheads avvertano un legame con le band che ho citato. Ci sono centinaia e centinaia di band fra cui scegliere, e loro dicono: “Ehi, sono un fan dei Priest. E’ qui che voglio stare, è la band di cui voglio essere fan”. Tutto questo scalda il cuore, ma fa anche un po’ paura, perchè quando vado nel mio profilo Instagram e vedo tutti quei ragazzi di 16, 17 anni che iniziano a seguirimi da diverse parti del mondo, penso: “Oh, per favore, Dio, potrei avere altri trent’anni per poter fare quello che amo?”. Perchè so che il tempo passa.

Judas Priest_23giugno2015_Milano_Assago Summer Arena_Mairo Cinquetti-7

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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